giovedì 21 febbraio 2019

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Lorenzo Ciulla: «Sono un artigiano, un "pittastorie"»

Arte

L'artista nisseno, per molti anni frontman dei "Merce Fresca", ha mollato città natale, musica e lavoro fisso, per dedicarsi a tempo pieno alla pittura. E dopo aver esposto i suoi quadri pop-surreali anche a Londra, dall'1 al 21 febbraio sarà al Fico Eataly World di Bologna con la personale “La vita è come un gioco”, 18 coloratissime tele dalle quali trasuda energia


di Laura Cavallaro

Ricorda un po’ la “Settimana enigmistica” per via delle immancabili caselle del cruciverba, seppure vuote, ma ci sono anche alcune barchette di carta, ghirigori fantasiosi e i contorni del suo viso tracciati a matita e delimitati da barba, sopracciglia e ciuffo ribelle. Il pittore nisseno Lorenzo Maria Ciulla non poteva che investire di creatività anche la locandina della sua nuova mostra, “La vita è come un gioco”, che il Fico Eataly World di Bologna ospiterà dal 1 al 21 febbraio 2019.
«Volevo che ricordasse il quaderno degli schizzi che usavamo da bambini, in questo senso l’abbiamo studiata insieme al grafico – spiega – e che conservasse intatta l’idea del gioco».

L'artista Lorenzo Maria Ciulla con una delle sue opere

Prenderà le mosse proprio dalla fantasia e dal divertimento l’esposizione all’interno del più grande parco al mondo dedicato al settore agroalimentare e alla gastronomia: «Il gioco è d’ispirazione per l’arte e per la vita, – aggiunge Ciulla– che va affrontata sempre con buonumore».
Il tema, sviluppato nelle tre sezioni della rassegna, Sicilia, Favole e Animali, si snoda in 18 tele dalle quali trasuda energia e che presentano tratti forti, colori decisi e ricordano per certi versi la produzione di Renato Guttuso, svuotata però del suo impegno sociale. Probabilmente non è un caso che ad accomunarli sia la stessa Terra, dove Lorenzo Ciulla sente costantemente l’esigenza di dover tornare: «È come un cordone ombelicale inscindibile. Gli stimoli che mi arrivano dal mare, dalle persone o dalla rabbia nutrono i miei sentimenti, le mie emozioni che poi riproduco su un foglio bianco, una tela, una parete o un pezzo di legno. Mi piace dipingere su tutto, anche se alla fine prediligo carta e tela».

Gli animali di Lorenzo Maria Ciulla

Da quando l’artista 33enne ha deciso di dedicarsi interamente alla sua arte lasciando il lavoro e la sua vecchia vita, viaggiare è diventata una costante; anche se sembra aver messo radici, almeno per il momento, a Modena. La pittura, d’altro canto, ha rappresentato sempre una parte fondamentale della sua vita, anche quando era il frontman dei “Merce Fresca”, band alternativa nata nel 2005.

«Possiamo dire –rivela – che la mia passione per la musica e quella la pittura siano nate in contemporanea; con l’unica differenza che quando dipingevo in cantina non lo sapeva nessuno mentre quando cantavo sul palco mi vedevano tutti. Solo da qualche anno ho deciso di dire apertamente che dipingo e di raccontare finalmente le mie storie. Da qui nasce il termine pittastorie che racchiude la necessità di capire cosa ci sia effettivamente dietro una persona per inserirlo nelle mie opere. È bello poter raccontare una realtà e farla diventare surreale, può venire fuori qualunque cosa sulla tela: i paladini, delle piante, un tavolino, anche se al centro di tutto alla fine rimane sempre l’uomo».

Lorenzo Maria Ciulla

Ha le idee chiare Lorenzo in merito alla sua arte, mentre gli interessano poco fama e successo: «l’obiettivo principale per l’artista –sottolinea – è perseguire la missione, rappresentando ciò che sente attraverso le sue opere. Poco importa che si tratti di musica, arte oppure teatro, l’importante è esprimersi. Per questo ho mollato tutto per dedicarmi alla pittura; sono convinto che solo buttandosi a capofitto nelle esperienze possa venirne fuori qualcosa di buono. D’altra parte la vita è una, e dobbiamo afferrare tutto quello che ci offre; raccogliere la sfida insomma, come quando giochiamo».

Da piccolo Lorenzo trascorreva ore e ore a disegnare, ma è dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte che ha iniziato a dipingere, e solo nel 2010 che ha cominciato a pensare alla pittura in maniera più seria. L’esperienza più formativa è stata a Parigi, dove si è trasferito per due mesi, e dove si è dedicato in maniera immersiva alla pittura, che da quel momento non ha mai più abbandonato.

Gli animali di Lorenzo Maria Ciulla

«Parigi mi ha dato quella carica necessaria a non farmi smettere più di dipingere, anche se è stato complicato. Era il periodo in cui con i “Merce Fresca” avevamo ogni sera un concerto diverso, per cui l’unico momento in cui potevo concentrarmi su tela e pennelli era la notte, dopo i live». Insomma molta dedizione e molto studio, che l’hanno portato a disegnare tanto, come quando era bambino, e a visitare le mostre di altri pittori per capire meglio il loro stile, l’uso della luce e delle pennellate.

«Non mi ispiro a un artista o ad un movimento ben preciso, sono però molto affezionato al Novecento, in particolare a Chagall. Ultimante –aggiunge – sto anche riscoprendo l’uso dei colori impiegati nell’arte di fine Trecento e inizio Quattrocento, anche se il mio sguardo deve osservare sempre tutto, presente, passato e futuro».

Lorenzo Maria Ciulla
Quel legame stretto con la musica adesso lo mantiene solo mentre dipinge, usando le cuffie per isolarsi dal resto del mondo e immergersi totalmente nell’arte: «In questo modo tutto quello che ho assorbito durante la giornata viene fuori mentre dipingo. Non facendo realismo non ho un progetto ben preciso quando mi approccio alla tela, talvolta utilizzo appunti o abbozzo dei disegni, altre volte mi lascio ispirare».
Prima di arrivare a Bologna, Ciulla, ha esposto anche in diverse gallerie siciliane: «Sono reduce da alcune mostre sugli animali, una alla Galleria d’arte Il Quadrifoglio di Siracusa l’altra al Civico 111 di Gela. Inoltre a settembre ho esposto a Londra durante il Sicily Fest; in quell’occasione ho conosciuto moltissimi siciliani ma c’era gente proveniente da tutto il mondo, basti pensare che in quattro giorni sono arrivate a Brick Lane circa 30 mila persone».
Ora la partita più dura da affrontare è quella di trasformare la pittura da semplice passione a lavoro effettivo: «Le mostre, le gallerie, i musei servono a promuovere il lavoro dell’artista, ma la gratificazione più grande arriva quando qualcuno decide di comprare un tuo quadro. L’artista non deve essere visto come un sognare, avulso dalla realtà, ma come un artigiano: la mattina si sveglia, osserva il foglio bianco e incominciare a lavorare per guadagnarsi il pane e riempire la sua anima».


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 31 gennaio 2019
Aggiornato il 04 febbraio 2019 alle 19:33





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