“Le regole per vivere”, un raffinato gioco al massacro per raccontare la grande farsa della vita

Recensioni Il 2020 si apre per il Teatro Stabile di Catania con “Le regole per vivere”, una gustosa commedia inglese della drammaturga Sam Holcroft per la regia di Antonio Zavatteri, in scena fino al 12 gennaio. Lo spettatore si accorge di essere parte attiva del meccanismo teatrale: a lui vengono svelati i meccanismi che i personaggi in scena, e tutti noi, utilizziamo per sopravvivere in determinate circostanze difficili

Il 2020 si apre per il Teatro Stabile di Catania con una gustosa commedia inglese, scritta dalla scienziata e drammaturga Sam Holcroft, nella bella traduzione di Fausto Paravidino, che strizza l’occhio alle appena trascorse festività natalizie. “Le regole per vivere”, infatti, una coproduzione Gli ipocriti Melina Balsamo- Teatro Stabile di Verona per l’efficace regia di Antonio Zavatteri (in scena fino domenica 12 gennaio), è proprio ambientata durante un fatidico pranzo di Natale, una riunione familiare imprescindibile, ricettacolo di ipocrisie varie e tensioni pronte ad esplodere. Gli attori – due coppie in crisi (Matteo e Carola, Adamo e Giovanna) e  la madre dei due uomini (Elide) – ruotano attorno a una tavola apparecchiata, lasciando emergere i loro fallimenti e le loro angosce fino a quando arriva, reduce da un ricovero ospedaliero, il padre patriarca, che è stato negli anni il primo fingitore, un maniaco sessuale sopportato dalla moglie.

Ma è lo spettatore, e qui è il bello della piéce, il vero attore principe, che in brevissimo tempo si accorge di essere parte attiva del meccanismo teatrale: a lui vengono svelati, con un gioco di segnali e proiezioni luminosi,  i meccanismi tipici della teoria cognitivo-comportamentale, cioè quei meccanismi che i personaggi in scena e tutti noi utilizziamo per sopravvivere in determinate circostanze difficili.

Una scena de “Le regole per vivere” in scena al Verga di Catania

E così ci si diverte durante lo spettacolo, che mette a nudo, grazie all’equilibrata regia di Zavatteri, con molto garbo la complessa psicologia dei protagonisti, il loro bisogno di verità, ma anche la necessità dell’inganno. Sì perché, per dirla con Gesualdo Bufalino, il linguaggio si svela diceria, menzogna, uno strumento ambiguo, che inganna e ci inganna. Non a caso i meccanismi utilizzati dai protagonisti e ben chiari agli spettatori riguardano l’atto del dire: Matteo (un convincente Davide Lorino) per mentire deve sedersi e mangiare; Adamo (un fantasmagorico Aldo Ottobrino) per esprimere la sua opinione deve argomentare ironicamente; Giovanna (una icastica Alessia Giuliani) per contraddire deve bere; Carola (una brillante Elisa Di Eusanio) deve alzarsi in piedi e agitarsi follemente per parlare, mentre la madre Elide (una disinvolta Orietta Notari) per calmarsi e reprimere qualche parola di troppo, deve pulire casa.

Ma vero deus ex machina è il padre Franco (uno strepitoso Alberto Giusta), che, proprio perché reduce da un ictus, scompiglia il gioco delle apparenze, dicendo la verità senza infingimenti, eppur riconducendo la famiglia a una forzata armonia. Ne viene fuori un gioco al massacro raffinato, con un cast attoriale davvero bravo, capace di gestire con grande padronanza della mimica le esilaranti situazioni, dove resta  sempre però un retrogusto amaro come nell’apparizione finale di Emma (Iulia Bonagura), la figlia infelice di Adamo e Giovanna.

Grande farsa è la vita. E tutti indossiamo maschere, maschere nude come in questa gradevole piéce…

Commenti

Post: 0

SicilyMag è un web magazine che nel suo sottotestata “tutto quanto fa Sicilia” racchiude la sua mission: racconta quell’Isola che nella sua capacità di “fare”, realizzare qualcosa, ha il suo biglietto da visita. SicilyMag ha nell’approfondimento un suo punto di forza, fonde la velocità del quotidiano e la voglia di conoscenza del magazine che, seppur in versione digitale, vuole farsi leggere e non solo consultare.

Per fare questo, per permettere un giornalismo indipendente, un’informazione di qualità che vada oltre l’informazione usa e getta, è necessario un lavoro difficile e il contributo di tanti professionisti. E il lavoro in quanto tale non è mai gratis. Quindi se ci leggi, se ti piace SicilyMag, diventa un sostenitore abbonandoti o effettuando una donazione con il pulsante qui di seguito. SicilyMag, tutto quanto fa la Sicilia… migliore.