HomeDanza

Al Bellini di Catania “La Nona” di Roberto Zappalà

Danza In prima assoluta dal 20 al 27 maggio, al Teatro Massimo Bellini di Catania, il nuovo lavoro di Roberto Zappalà, terzo step di Transiti Humanitatis

Il progetto Transiti Humanitatis della Compagnia Zappalà Danza si arricchisce di un nuovo e importante tassello. Dopo “Invenzioni a tre voci” e “Oratorio per Eva” ispirate e dedicate alla donna, è adesso l’ultima sinfonia di Beethoven, la numero nove, la fonte d’ispirazione per “La Nona”, il nuovo spettacolo del coreografo Roberto Zappalà. La Nona (dal caos, il corpo) sarà in scena in prima assoluta al Teatro Massimo Bellini di Catania, nel cartellone della Stagione Lirica, dal 20 al 27 maggio.

La Nona - ph Serena Nicoletti

La Nona – ph Serena Nicoletti

La musica utilizzata è la bellissima trascrizione per due pianoforti che ne ha fatto il compositore Franz Liszt e che sarà eseguita dal vivo dai due pianisti Luca Ballerini e Stefania Cafaro. In scena inoltre dodici danzatori della Compagnia – Maud de la Purification, Filippo Domini, Alain El Sakhawi, Sonia Mingo, Gaetano Montecasino, Gioia Maria Morisco Castelli, Marco Mantovani, Adriano Popolo Rubbio, Fernando Roldan Ferrer, Claudia Rossi Valli, Ariane Roustan, Valeria Zampardi – e il controtenore Riccardo Angelo Strano.
A partire dalle musiche di Ludwig van Beethoven, nel terzo step del lungo progetto Transiti Humanitatis, Roberto Zappalà ancora una volta parte dal corpo e dalle sue storie per propone una riflessione sull’uomo e sull’umanità; sulla sua condizione di perenne conflitto e sulle speranze di solidarietà e fratellanza universale.

La Nona - ph Gian Maria Musarra

La Nona – ph Gian Maria Musarra

L’umanità in transito è un’umanità in movimento; movimento è il contrario di immobilità, di immutabilità, di idee assolute e di assenza di dubbio. Il movimento è laico, come lo spirito di Beethoven e della sua musica e la laicità del pensiero e dei comportamenti è alla base della creazione.
L’umanità che danza nello spettacolo è un’umanità che si sviluppa da un processo di accumulazione, da un caos primordiale (come dice il compositore Sciarrino a proposito del primo movimento della sinfonia), da una pluralità di intrecci e microstorie conflittuali e “negative”, che sfociano, nella seconda parte, nella pacificazione dell’adagio e nella gioia finale del quarto movimento.
Accostarsi alla Nona di Beethoven, anche in questa versione da “camera”, è accostarsi alla Musica per eccellenza. E se la musica non può fare a meno del silenzio, il silenzio è anche il primo e ineludibile passo dell’ascolto e quindi del riconoscimento dell’altro; e il riconoscimento reciproco dell’altro è la via per la pacificazione sperata da Beethoven.
Ai tempi del compositore, con mondo e umanità, si intendeva qualcosa di meno unificante di oggi. Anche se la musica della Nona è universale, “questo bacio vada al mondo intero” dice un verso dell’inno di Schiller, il mondo era, più o meno, l’Europa post congresso di Vienna, che veniva fuori dalle distruzioni delle guerre napoleoniche. Oggi il mondo è globalizzato, e se esiste una divisione planetaria è, brutalmente, con il mondo arabo/mussulmano. La pacificazione universale alla quale aspirava Beethoven, se fosse vivo oggi, andrebbe in questa direzione.
Forse, mai come oggi, dal dopoguerra, c’è la necessità che “questo bacio vada al mondo intero”.

Compagnia Zappalà Danza

La Nona (dal caos, il corpo)

3° step del progetto Transiti Humanitatis

un progetto di Nello Calabrò e Roberto Zappalà

musiche Ludwig Van Beethoven, Sinfonia n°9 op.125,

nella trascrizione per due pianoforti di Franz Liszt

coreografie e regia Roberto Zappalà

pianisti Luca Ballerini e Stefania Cafaro

controtenore Riccardo Angelo Strano

interpretazione e collaborazione alla costruzione

i danzatori della Compagnia Zappalà Danza:

Maud de la Purification, Filippo Domini, Alain El Sakhawi, Sonia Mingo,

Gaetano Montecasino, Gioia Maria Morisco Castelli, Marco Mantovani, Adriano Popolo Rubbio,

Fernando Roldan Ferrer, Claudia Rossi Valli, Ariane Roustan, Valeria Zampardi

Testi a cura di Nello Calabrò

Scene, luci e costumi Roberto Zappalà

Assistente scene e costumi e realizzazione Debora Privitera

Assistente alle coreografie Ilenia Romano

Coordinamento tecnico Sammy Torrisi

Produzione e management Maria Inguscio

Assistente di produzione Salvo Noto

il progetto Transiti Humanitatis è una produzione:

Compagnia Zappalà Danza / Scenario Pubblico international choreographic centre Sicily

in collaborazione con:

ImPulsTanz – Vienna International Dance Festival (Vienna)

Teatro Comunale di Ferrara

Teatro Garibaldi / Unione dei Teatri d’Europa (Palermo)

Teatro Massimo Bellini (Catania)

con il sostegno di

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Regione Siciliana Ass.to del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo

Condividi su

SicilyMag è un web magazine che nel suo sottotestata “tutto quanto fa Sicilia” racchiude la sua mission: racconta quell’Isola che nella sua capacità di “fare”, realizzare qualcosa, ha il suo biglietto da visita. SicilyMag ha nell’approfondimento un suo punto di forza, fonde la velocità del quotidiano e la voglia di conoscenza del magazine che, seppur in versione digitale, vuole farsi leggere e non solo consultare.

Per fare questo, per permettere un giornalismo indipendente, un’informazione di qualità che vada oltre l’informazione usa e getta, è necessario un lavoro difficile e il contributo di tanti professionisti. E il lavoro in quanto tale non è mai gratis. Quindi se ci leggi, se ti piace SicilyMag, diventa un sostenitore abbonandoti o effettuando una donazione con il pulsante qui di seguito. SicilyMag, tutto quanto fa la Sicilia… migliore.