lunedì 18 giugno 2018

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Kattuni, il futuro del design ecosostenibile parla catanese

Moda e Design

In materia di arredamenti la rivoluzione green arriva direttamente da Misterbianco, alle pendici dell’Etna, dove un gruppo di professionisti under 40 un anno fa ha lanciato la sfida: scoprire le grandissime potenzialità del cartone, un materiale fino ad ora utilizzato solo per gli imballaggi, con cui invece si può arredare casa, e presto anche il giardino


di Serena Di Stefano

Dimenticate policarbonato e cuoio, il futuro dell’arredamento è in cartone. Anzi, in Kattuni. Ecco che arriva direttamente da Misterbianco, alle pendici dell’Etna, la rivoluzione green dell’architettura d’interni. A idearla, un gruppo di professionisti under 40 che appena un anno fa ha lanciato la sfida: scoprire le grandissime potenzialità di un materiale utilizzato sino ad ora solo per gli imballaggi.

Tavolo in cartone e vetro - Kattuni

Tavolini, poltrone, librerie, lampadari, scrivanie: avete mai immaginato di averli in cartone alveolare?
I progettisti di Kattuni sì. Abitazioni e non solo, perché l’arredo del progresso sta seducendo persino molti negozianti. Dalla Sicilia alla Toscana, il pezzo più venduto sino ad oggi è proprio lo scaffale. Su misura, di volta in volta, viene cucito addosso alle diverse esigenze dei commercianti che lo scelgono tanto per la bellezza della trama alveolare quanto per la sua resistenza. Sembra incredibile eppure è proprio così: il cartone, materiale usato dalla metà dell’Ottocento quasi esclusivamente per imballare, torna alla ribalta per la sua leggerezza, robustezza e per la sua trasportabilità.

Kattuni per Radicepura, a Giarre

Ma, state sereni, al primo bicchiere d’acqua rovesciato sul vostro nuovo tavolino di cartone, non verserete fiumi di lacrime. A spiegarci il perché è la pugliese Giada Dione, architetto della linea Kattuni, da un paio d'anni trasferitasi in Sicilia: «I nostri elementi d’arredo sono resistenti perché composti da tanti strati di cartone. I più esterni sono lisci e vengono trattati in modo da difendersi se a contatto con l’acqua, mentre l’anima alveolare non può farlo. Nei prossimi mesi speriamo di continuare ad approfondire le immense potenzialità di questo materiale e magari riuscire a creare una linea di mobili per esterni. In merito stiamo partecipando ad un bando per avere tutte le certificazioni necessarie, ma ci vorranno un paio d'anni per arrivare alla realizzazione di un prototipo di arredo esterno. Con l'univresità di Catania, con cui staimo collaborando, faremo dei test in merito».

I lampadari di Kattuni

Il secondo mito da sfatare è il costo. Kattuni, pur inserendosi di diritto nel fashion design d’interni, ha prezzi contenuti. «La frontiera dell’architettura bio – dice la professionista che si occupa della progettazione – è sì ideata con materiali ‘poveri’, ma se si accoppia il cartone, naturale o riciclato (dal colore un po' più chiaro), con materiali nobili (quali ceramiche e vetri) si riesce a conquistare anche la clientela d’élite».

Qual è la formula di Kattuni? Design innovativo, progetti ecosostenibili ed elementi di arredamento altamente personalizzati. Il risultato è la possibilità di dare vita a soluzioni illimitate e, soprattutto, pezzi unici. Il cartone crea un ambiente accogliente e caloroso, un’intuizione che risale agli anni Cinquanta ma che è stata fortemente rallentata dalla diffusione di altri materiali (spesso, senza esserne a conoscenza, nocivi per la salute). Negli ultimi decenni, invece, l’architettura ecosostenibile ha rivoluzionato il nostro modo di vivere gli spazi. Non si tratta semplicemente di arredamento chic e alternativo: scegliere il design ecologico è un modo per raccontare l’anima di una casa e di chi la abita.

Uno degli arredi firmati Kattuni

«Il cartone non è così fragile per come si possa pensare - dice la professionista - specie quello alveolare. Ecco perché possiamo realizzare delle sedute. Chiaramente alla base c'è tutto un lavoro di progettazione».
Per questo Kattuni non progetta esclusivamente mobili: cornici, orologi, appendiabiti e molte altre idee possono arricchire tutti i tipi di appartamenti, anche i meno vintage. Per farlo, i professionisti di Keo Communication (che si occupano della progettazione dei mobili targati Kattuni) puntano a fare rete con altre realtà. Due esempi virtuosi di collaborazioni ecosostenibili sono quelle con i ragazzi di Archicart, una start up catanese che lavora il cartone ondulato e con cui Kattuni spera di creare unità abitative interamente in cartone, e quella con La.Boo che si occupa di progettazione sostenibile in bambù. Insieme a questi ultimi, gestori di un bambuseto in provincia di Siracusa, i progettisti di Kattuni hanno creato una poltrona di cartone e bambù.

Una delle sedute di Kattuni, in cartone e bambù

L’azienda di cui è proprietario Angelo Caruso ha un occhio costantemente rivolto alla ricerca, e un alla tradizione. Kattuni utilizza esclusivamente risorse made in Italy e punta a superare continuamente i propri limiti e a vincere le nuove sfide. Ma da dove nasce questa esigenza? «Veniamo dalla comunicazione – continua l’architettore Dione - e dalla pubblicità. Ma Kattuni, di cui è partner anche la Format Adv, vuole costruire un nuovo modo di abitare: originale e versatile. Infatti, usando il cartone, in caso di danneggiamento del prodotto è più semplice persino sostituire piccoli elementi».
La lavorazione del cartone, che avviene nella sede aziendale di Misterbianco, è interamente artigianale: dopo la fase della progettazione e la sagomatura con macchinari specifici, i fogli di cartone alveolare vengono assemblati e protetti in strutture che possono unire anche più di trenta strati. Così, da materiale “usa e getta” rinasce una nuova vita. E gli ideatori di Kattuni non hanno dubbi: l’era del cartone è solo all’inizio. Abitare il cambiamento è possibile!


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 14 settembre 2017
Aggiornato il 22 settembre 2017 alle 20:39




Serena Di Stefano

Una laurea in Editoria e scrittura, un amore sconfinato per Pier Paolo Pasolini e la convinzione che nessun curriculum, anagrafica o breve descrizione possano raccontare una vita. Dopo due anni di full immersion in cronaca e politica locale, ho ampliato le vedute e mi sono rimboccata le maniche. Il mio motto è “take it easy and be curly" ma il mio mantra è “ringraziare sempre”. Segno zodiacale: pesci fuor d'acqua. Solo una cosa amo più di scrivere: vivere.


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