In “Alta quota” con Germano Seggio: «Lì mi sento vicino a Dio»

Video Il chitarrista domenica 9 giugno presenta nella sua Palermo il concept album "Alta quota" ispirato alle Dolomiti, lì dove l'artista ha ritrovato, dopo anni di cure, la libertà perduta a causa di un incidente

Il chitarrista siciliano Germano Seggio sarà in concerto a Palermo domenica 9 giugno (ore 21.00) alo Stand Florio di via Messina Marine, nell’ambito della rassegna “Live Show”. Il live di Seggio sarà il primo della rassegna e per l’occasione il chitarrista presenterà dal vivo le tracce del suo ultimo album, “Alta Quota”. Germano salirà sul palco con la sua band, formata da Marco Amico (Chitarra Ritmica), Vito Di Pietra (Batteria),Romina Denaro (Basso), Marcello Biondolillo (Piano/Tastiere).

Germano Seggio - ph  Alex D'Emilia

Terzo progetto discografico dell’artista, “Alta Quota” è un concept album che trae ispirazione dalle Dolomiti, coniugando pop, rock e natura. Le nove tracce che compongono l’album, sette brani inediti più la famosa “Mad World” riarrangiata in due versioni, hanno come fil rouge i luoghi incantevoli delle Dolomiti: da “Braies”, a “Corno Bianco”, a “49 bis”, che è la strada che attraversa la Val Pusteria e conduce oltre confine a Lienz, ad “Alta Quota”, la title-track, cheè anche l’unico brano eseguito soltanto con la chitarra.

«L’album nasce in seguito a un brutto incidente motociclistico nell’agosto 2003 a Nizza. Per tre lunghi anni – racconta Germano Seggio – ho perso la mia autonomia e a Cortina d’Ampezzo ho subito cure sperimentali, che, di fatto, mi hanno ridato la libertà. Quindi ho mosso i primi passi sulle Dolomiti, innamorandomi perdutamente di questi luoghi: vuoi, perché mi hanno ridato la vita, vuoi perché credo sia il posto dove ogni uomo dovrebbe vivere, tornando al rapporto “uomo/terra” necessario e fisiologico».
“Alta Quota” è stato anticipato dall’omonimo singolo, accompagnato dal relativo video, firmato da Alex D’Emilia e Michele Genovese, che è un susseguirsi di stupende immagini a cui fanno da sfondo le Tre cime di Lavaredo, simbolo delle Dolomiti. Germano è immerso nella neve, suona la sua chitarra elettrica che prende energia e forza direttamente dal terreno, giocando durante il corso del video con gli elementi naturali attorno a lui.

«Per un siciliano come me – afferma Germano Seggio – non è stata un’impresa facile girare il video a -25°, ma ho deciso di raggiungere uno dei posti più alti d’Italia perché soltanto lassù mi sento veramente vicino a Dio».
Germano Seggio, classe ’75, nasce e vive a Palermo.
Conseguita la laurea in Chitarra Moderna presso la Middlesex University e la specializzazione in Chitarra Jazz presso la West London University, si dedica all’attività didattica, fondando e dirigendo la Modern Music Academy di Palermo. In più occasioni, Germano si trova a dividere il palco con indiscussi “Guitar Heroes” del panorama internazionale come Steve Vai, Ricky Portera, Scott Henderson, Paul Gilbert, Maurizio Solieri, Mike Stern, Alberto Radius, Andrea Braido e Carl Verheyen. Il suo primo CD “Back to Life”, che vanta la partecipazione dell’artista Paola Folli in veste di “special guest”, è presentato al grande pubblico in occasione dell’apertura dei concerti di Raf ed entra nelle programmazioni radio a livello internazionale (Olanda, Inghilterra, Stati Uniti). Nel 2010 pubblica “Life Box”, suo secondo lavoro discografico strumentale che lo conferma tra i più talentuosi chitarristi nazionali e, al contempo, ne testimonia la maturazione in veste di compositore. Nel 2012 si aggiudica il Tour Music Festival quale vincitore del concorso “Best Guitarist”. Nel 2014 fonda la band “I Kalvi”, con la partecipazione degli artisti americani Jonathan Kane (drum) e Dave Soldiers (fiddle) con cui pubblica l’album “Music 4 Highways”. Recentemente Germano ha suonato per Mauro Ermanno Giovanardi (La Crus), Nabil Salameh(Radiodervish), Sarah Jane Morris e Antonio Forcione ed ha condiviso il palco con Piero Pelu’ e Lorenzo Fragola. In occasione del Salina Film Festival dei Fratelli Taviani, introduce le esibizioni live di Raf.

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