Il Futurismo e la seconda
rinascita di Messina

Arte Un secolo fa il Futurismo contribuì con le sue idee a far nascere la Messina post-sisma, e con la mostra "L'invenzione futurista. Case d'arte di Depero", condivisa dal Museo regionale della città dello Stretto, e dal Mart di Trento e Rovereto, rinasce (ristrutturata con fondi europei) l'Ex Filanda Mellinghoff da oggi sede di eventi di arte contemporanea

Una mostra che comincia là dove si conclude la collezione permanente, “scavalcando” la terribile cesura del terremoto del 1908 e restituendo a Messina il ruolo di protagonista della contemporaneità. Un primo Novecento paradossale, di distruzione e ricostruzione, lutto e nascita, dal quale il Museo Regionale di Messina prende le mosse per tessere una cucitura paradigmatica tra il “prima” e il “dopo”, così che nell’ex Filanda Mellinghoff, accanto ai capolavori della mostra “L’Invenzione Futurista. Case d’arte di Depero” (a cura di Nicoletta Boschiero, responsabile Mostre e Collezioni del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e di Caterina Di Giacomo, direttore del Museo Regionale di Messina) restano a disposizione dei visitatori, in occasione unica e irripetibile, i capolavori delle prime sei sale della collezione storica, i Caravaggio, gli Antonello.

Caterina Di Giacomo e Nicoletta Boschiero, foto Argentyca

E sta anche in questo – nel gusto di una provocazione estetica e storica che sottolinea, sopra tutto, la continuità spesso negata di “capitale” culturale e delle sperimentazioni della città – il valore di “unicum” dell’esposizione, curata dal Museo di Messina in collaborazione con il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Dal 2 ottobre al 15 novembre, l’esposizione avrà i connotati di originalità tali da renderla “evento” di per sé. Con i Depero, i Balla, i Severini, vanno in mostra infatti – tra opere e foto, riproduzioni anastatiche e suggestioni di colori e scritte – gli anni del Futurismo messinese, irradiato dal fervore ricostruttivo, “rinascimentale”, che si schiude dall’azzeramento del 1908 e di questo fa “opportunità”.

La mostra

“L’Invenzione Futurista. Case d’Arte di Depero” è ispirata al ruolo di tramite dell’estetica decorativista e totalizzante futurista rivestito da Fortunato Depero (Fondo 1892- Rovereto 1960), nella atipica realtà messinese, città che “azzerata” dalla calamità del 1908, si impose con la sua ansia ricostruttiva all’attenzione delrivoluzionario movimento avanguardista. Una suggestiva sezione introduttiva fornisce i parametri di comprensione delle origini teoriche attraverso l’esposizione diopere significative del Primo Futurismo (Giacomo Balla, Ardengo Soffici, Enrico Prampolini, Gino Severini).

I diavoletti bianchi e neri di Depero

Seguono sezioni esplicative dell’accezione del manifesto “La Ricostruzione futurista dell’Universo” del 1915 nel fenomeno delle Case d’Arte di Depero a Rovereto e a New York, nella Reclame e Pubblicità, nell’Editoria e fino agli esiti dell’Aereofuturismo. Si innesta a conclusione la vicenda messinese affidata ad un gruppo di intellettuali, già a ridosso del sisma pronti a dare vita alla rivista del Movimento, organo ufficiale in sostituzione di “Lacerba”, in una città che, rasa al suolo dal terremoto ed “emancipata” dal suo passato, si propone prepotentemente nell’immaginario collettivo avanguardista come simbolo della Rinascita.

Oltre 100 opere (dipinti su tavola e tela, grafiche, fotografie, manufatti, arredi, bozzetti) selezionate nella collezione del Mart, datate dal 1914 al 1944, documentano la lunga e versatile esperienza artistica di Depero che, sottoscritto con Balla il Manifesto del 1915, ha dato vita ad una forma d’arte totale spaziando dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall’editoria alla pubblicità divenendo uno dei protagonisti del movimento. A Rovereto nel 1919, finita la guerra, Depero dà vita a un suo grande sogno, quello di aprire una casa d’arte, chiamata la “casa del mago”, specializzata nel settore della grafica pubblicitaria, dell’arredo e delle arti applicate e , in particolare, in quello delle tarsie in panno. Le collaborazioni dell’artista con alcune importanti ditte come la fabbrica di mattoni Verzocchi, la Magnesia San Pellegrino, la ditta di dolciumi Unica eCampari, gli consentono un ritmo di lavoro serrato.

Il Fiore futurista di Balla, foto Argentyca

A New York nel 1928, dopo i successi ottenuti nelle principali esposizioni nazionali e internazionali, Depero e la moglie Rosetta si trasferiscono negli Stati Uniti aprendo la Depero’s Futurist House, una sorta di filiale americana della casa d’arte di Rovereto. L’impegno pubblicitario di Depero si concretizza, grazie a collaborazioni con i marchi di spicco, prepara numerosi progetti di copertine per la Condè Nast Publications, la casa editrice di Vanity fair e Vogue ma anche per l’azienda produttrice di matite Venus Pencil e News Auto Atlas che realizzava guide e carte stradali. La sezione si avvale di materiale documentario inedito e di alcune opere provenienti da istituzioni e collezioni private siciliane.

Un'opera di Giulio Danna, foto Argentyca

L’ex Filanda Mellinghoff

«Che la città sia risorta da subito lo dimostra il suo importante contributo al Movimento avanguardista del futurismo, che si avvia proprio l’anno dopo il sisma e che oggi analizziamo nella fase preconizzata dal manifesto ‘Ricostruzione futurista dell’Universo’ del 1915, che ha dato vita a una forma d’arte totale spaziando dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall’editoria alla pubblicità, ben rappresentata dalla forza inventiva di Depero e degli altri artisti selezionati» sottolinea
Caterina Di Giacomo, direttore del Museo regionale di Messina dal 2013, già responsabile della Unità Operativa “Promozione e recupero arte moderna e contemporanea” della Soprintendenza Beni Culturali di Messina, oltre che Docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Messina.

«L’‘azzeramento’ della città siciliana, ‘emancipata’ dal suo passato – spiega ancora la studiosa – si propose nell’immaginario collettivo avanguardista come simbolo della rinascita, mentre fondatori del movimento intrattengono proficui rapporti con un gruppo di giovani intellettuali messinesi, fra i quali i redattori, poeti paroliberi, della ‘Balza’ futurista, mentre al ruolo di Jannelli e ai sodalizi con Depero, Balla, lo stesso Marinetti è affidato il prosieguo del fenomeno futurista nella provincia messinese che vede nella straordinaria realizzazione di Angiolo Mazzoni l’ultimo, significativo exploit».

La sezione editoria della mostra

Un episodio, quello che si racconta di Messina, a conclusione de “L’Invenzione Futurista”, che si assomma alle occasioni mancate e ne ridisegna i confini. Non a caso, l’operazione sul Futurismo è stata pensata per presentare alla città la nuova destinazione dell’Ex Filanda, finora sede storica delle collezioni permanenti del Museo, divenuta oggetto di un innovativo intervento di adeguamento museografico finanziato dalla Comunità Europea (progettista e direttore dei lavori l’arch. Giovanni Anastasio). Una nuova destinazione con cui – di fatto – s’inizia la nuova vita del Museo stesso. Nell’Ex Filanda da ora in poi saranno accoltele mostre temporanee, che è poi un altro modo per dire che troveranno spazio il contemporaneo, i suoi umori, le evenienze culturali, le manifestazioni artistiche.

Da sinistra Libro imbullonato e Centrale d'azione di Depero e le Parole in libertà di Marinetti

«L’approvazione degli interventi, finanziati dalla Comunità Europea, preliminari all’apertura del nuovo Museo di Messina e relativi all’adeguamento della sede storica, oggi conclusi – aggiunge la direttrice – ci consente di definire un polo di straordinaria attrattività, garantendo la valorizzazione di un patrimonio inestimabile, documento della poliedrica cultura artistica della città preterremoto. Si avvia con questa affascinante mostra, curata in collaborazione con il Mart di Rovereto, la futura destinazione della ex Filanda Mellinghoff, che si candida per l’ospitalità di eventi espositivi di rilievo internazionale, nella stessa area ove insiste la nuova sede, con il percorso permanente ridefinito dalla sezione archeologica fino alle soglie del 1908”.

Il Mart

«Con non celato orgoglio che possiamo oggi assistere nella città di Antonello all’arrivo del Mago Depero, lo strabiliante e ingegnoso protagonista del futurismo, ossia del movimento artistico italiano più rilevante del ventesimo secolo e maggiormente celebrato nel mondo». Per Gianfranco Maraniello, Direttore del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, cui si deve, in collaborazione con il Museo Regionale di Messina, la realizzazione della mostra “L’Invenzione Futurista. Case d’arte di Depero”, l’esposizione che aprirà i battenti della futura destinazione dell’Ex Filanda Mellinghoff a Messina è opportunità di particolarissimo valore.

«L’ampia rassegna che la Regione Siciliana e il Museo Interdisciplinare Regionale di Messina hanno inteso dedicare alla figura di Fortunato Depero costituisce una straordinaria occasione per ammirare opere e oggetti d’arte applicata in un inedito itinerario – spiega Maraniello -. La curatela di Nicoletta Boschiero e Caterina Di Giacomo ha garantito un approfondimento di quei temi abitualmente proposti nella Casa d’Arte Futurista a Rovereto. La mostra, infatti, pone l’attenzione soprattutto sul Futurismo, la sua longevità e il suo valore contemporaneo, ma aprendosi anche alla sua felice declinazione regionale che tanta fortuna ha avuto negli anni tra le due guerre dando voce a specifiche esperienze locali che ad esso si sono ispirate. E in tal senso vanno osservati i sodalizi che hanno legato Depero a Guglielmo Jannelli ed ai messinesi. Con tale esposizione – conclude Maraniello – prosegue l’importante collaborazione del Mart con la Regione Sicilia nel comune intento di promuovere l’arte attraverso rassegne di alto profilo, capaci di presentare al pubblico maestri dell’antico e del contemporaneo”.

Nicoletta Boschiero durante la visita alla mostra

«La mostra ‘L’invenzione futurista’ a Messina vuole raccontare, attraverso le opere esposte, l’attività di Depero legata alle Case d’arte», spiega Nicoletta Boschiero, responsabile Mostre e Collezioni del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e responsabile della Casa d’arte Futurista Depero. “È importante – sottolinea la studiosa – definire il tempo, il momento storico in cui si sviluppano le Case d’arte: i futuristi cambiano rotta durante il primo conflitto mondiale improvvisando e sperimentando una creazione artistica che sarà sempre più intrecciata al mondo del design. Concluso il periodo rivoluzionario e de-costruttivo dei primi anni, s’inaugura la seconda stagione futurista, grazie al progetto di Depero e di Balla, con il manifesto ‘Ricostruzione futurista dell’universo’ del 1915, in uno spirito di rinnovamento ma anche di recupero e produzione proto industriale».

La mostra sarà inaugurata alle 18 di venerdì 2 ottobre e resterà aperta sino a giorno 15 novembre (dal martedì al sabato biglietteria ore 9,00/18,30 e chiusura 19,00, domenica e festivi biglietteria ore 9,00/12,30 e chiusura ore 13,00, lunedì chiusura, biglietti intero euro 8,00, ridotto euro 4,00.

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