mercoledì 24 aprile 2019

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Festa di primavera da Io.bio, la fattoria urbana di Palermo dove ci si riconnette con la terra

Tutto fa panza

Venerdì 12 aprile l'agribistrot creato dai coniugi Gino Gambino e Carmela Senatore ospiterà l'evento di stagione che promuove l'oasi urbana con cucina biologica affidata a Marco Piraino, immersa in un agro di 3mila metri quadri lungo l'asse viario per Monreale: «Produciamo anche ortaggi, frutta, olio bio perché crediamo che sia importante nutrirsi in modo sano»


di Giusy Messina

Sono le “star” di Io.Bio, l’agribistrot a Palermo, le caprette tibetane Betta e Bettina detta, quest'utilma, anche Zidane per via dei suoi colpi di testa. Immersa nell’agro di circa 3mila metri quadri in un agrumeto storico tra le Catacombe dei Cappuccini ed il Castello della Cuba lungo l’asse viario che collega il capoluogo siciliano a Monreale, la fattoria urbana è il posto che non ti aspetti. Il luogo del cuore per Gino Gambino, 40 anni, ingegnere, che qui vuole ricreare la bellezza del rapporto con la natura. «Molti mi consigliavano di vendere - racconta con un nodo alla gola -. Ma qui ci sono tutti gli sforzi di mio padre Francesco». In altri 5mila metri quadri, nasceranno a giugno degli orti urbani da affidare alle famiglie, alla scuole, ai bambini.

Le capre di Io.Bio risto-bio a Palermo

«Vorremmo affidare un albero, un piccolo orto ed anche una gallina perché i bambini si possano rendere conto che le uova non nascono al supermercato». A parlare è la moglie, Carmela Senatore, 37 anni, laureanda in legge ed imprenditrice agricola di un’azienda biologica di pere Coscia ad Alcamo. Più che una opzione imprenditoriale, la fattoria con cucina in città, rispecchia lo stile di vita della famiglia Gambino. «A dire il vero alla laurea mi mancano appena tre materie ma al diritto ho preferito assecondare il mio amore per le piante tanto da prendermi il diploma, due anni fa, di perito tecnico agrario - dice con orgoglio - produciamo anche ortaggi, frutta, olio, tutto certificato bio perché crediamo che sia importante nutrirsi in modo sano, nel rispetto dell’ambiente».

Carmela Senatore

Aperto da martedì a domenica fino alle 16 da Io.Bio è possibile entrare anche solo per sedersi sotto un albero a leggere un libro in compagnia delle quaglie, dei conigli, di galline dall’aspetto morbido e serico, le moroseta, interrotti di tanto in tanto dallo starnazzare dalle oche, lasciando in sottofondo i rumori della città che qui sembra paradossalmente distante. La scommessa green di Gino e Carmela, diventa anche un’opportunità di crescita sociale e di confronto. «A maggio daremo il via - dice con entusiasmo Carmela Senatore - alla lettura dei libri, a vari laboratori creativi per bambini coinvolgendo anche la ludoteca di quartiere».

Alcuni degli animali di Io.Bio

Al confine tra due diverse realtà socio-territoriali con da una parte i palazzi e dall’altra le casupole, l’agri bistrot prova a saldare le due anime. Con successo. «Aperti dal mese di novembre - racconta Carmela - siamo una realtà aperta nei confronti dei piccoli abitanti del quartiere che a fine giornata vengono a recuperare un sacchetto dei prodotti bio che lasciamo fuori».

Un angolo di campagna a Palermo dove ricaricare le batterie prima di rituffarsi nella frenesia del quotidiano. Qui è possibile comprare prodotti biologici, fare una passeggiata nell’orto ed in fattoria o fare colazione con i sapori ed i profumi di dolci preparati direttamente nella cucina ed ancora per un pranzo dove ritrovare, in un'atmosfera bucolica e rilassante tra i sacchi di farina appesi, piante e cassettine di legno dove sono esposte i prodotti di piccole aziende biologiche locali, il gusto di un ben-essere naturale. Dal giardino biologico alla tavola, la cucina è firmata da Marco Piraino, classe 1985, giovane chef, anzi, “cuoco” come lo definisce il suo mentore, il maestro Peppe Giuffrè, appassionato conoscitore e divulgatore della cultura gastronomica siciliana. Marco Piraino, laureato in economia, decide di seguire la propria passione lavorando in ristoranti nazionali ed internazionali, partecipando anche, tra le tante iniziative, alla prima settimana della cucina italiana nel mondo in qualità di ambasciatore della cucina siciliana. Ma a lui piace rompere gli schemi. «Ad un certo momento - racconta - ho sentito il bisogno di riconnettermi con la terra, primaria fonte di vita grazie alla quale l’uomo può sentirsi completo».

Marco Piraino, cuoco di Io.Bio

Marco decide di “sporcarsi” le mani in quell’humus che lo fa sentire «parte del ciclo dell’esistenza - spiega - da cui ero fuggito in cerca di successo nell’errata convinzione di poterne fare a meno. Dedico molto tempo all’orto ed alla cura degli animali domestici che - sottolinea divertito - non vengono allevati per essere poi portati a tavola, ma solo per il piacere di far ritrovare quella serenità che solo il contatto con la natura sa dare». Una scelta coraggiosa e pionieristica, la sua. «Certo sarebbe stato più facile trasportare cocaina che non animali domestici - spiega - perché tante le difficoltà ma alla fine ciò che conta è esserci riusciti». All’ingresso, è il cinguettio di una coppia di inseparabili a dare il benvenuto a questa piccola oasi dove rigenerare corpo e mente.

Da sinistra Peppe Giuffrè, Marco Piraino e Gino Gambino

Io.Bio green bistrot a Palermo

I piatti rispecchiano la sua personale ricerca della felicità, in cui esprime con energia e vivacità, la freschezza di una cucina salutare e solare, scandita dal ritmo delle stagioni, dal legame di mare e di terra con l’utilizzo di grani antichi per fare il pane. Arricchita da un tocco gourmet che si rivela nella presentazione curata, nella cura di abbinamenti di materie prime che esaltano la sicilianità più autentica. Imperdibili le sue arancinette agli agrumi, il crostino di pane nero con uovo di quaglia e, tra i primi, i tonnarelli con crema di carciofi e ragù di pesce bianco. L’influenza della cucina delle isole, come Pantelleria dove ha lavorato, ritorna nel. Ma è nel dolce dedicato al Regno delle due Sicilie, che la maestria di Marco raggiunge il suo acme: un croccante di cioccolato di Modica e arancia, condito con una spuma di babà ed un sorbetto, ma forse è meglio dire, una granita al limone, di cui chiedere anche il tris.

Arancinette agli agrumi

In fattoria, la piccola Francesca, 6 anni, gioca prendendo in braccio una gallina. «Abbiamo il dovere di ritornare alla natura - dice papà Gino guardandola - soprattutto per i nostri figli».

Venerdì 12 aprile Io.Bio organizza, a partire dalle 19.30, la Festa di primavera in fattoria. Si comincerà con un aperitivo a base di finger tratti dal “Menù di Primavera”. Alcuni degli ingredienti della serata utilizzati per realizzare le pietanze saranno forniti da Le Trazzere del Gusto, azienda costituita da giovani siciliani che dal 2010 porta avanti un progetto di riscoperta dei sapori della tradizione siciliana e li ripropone garantendo qualità ed eccellenza attraverso la selezione di produzioni che rispettino la terra e i suoi frutti. Ad accompagnare i piatti i vini della cantina Castellucci Miano che, appena rientrata dal Vinitaly, presenterà alcune nuove etichette. Dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo, Beppe Giuffrè intratterà gli ospiti con la sua performance tanto nota quanto richiesta della preparazione live della cassata, suo fiore all’occhiello, che poi sarà distribuita in degustazione. Durante l’evento la musica di Marcello Mandreucci allieterà l’atmosfera rendendo ancora più piacevole l’inusuale opportunità di prendere un “aperitivo in fattoria”. Per partecipare alla serata, che ha un costo di 15 euro a persona, occorre inviare una mail a info.iobiopalermo@gmail.com indicando il numero di persone interessate e un recapito telefonico e attendere la conferma dell’avvenuta prenotazione.

Crostino di pane nero con uovo di quaglia

Tonnarelli con crema di carciofi e ragù di pesce bianco

Vitello tonnato con crema di capperi e polvere d’uovo e cucunci

Vitello tonnato con crema di capperi e polvere d’uovo e cucunci



© Riproduzione riservata
Pubblicato il 08 aprile 2019
Aggiornato il 09 aprile 2019 alle 12:30





Giusy Messina

Palermitana, classe '63, ama profondamente la sua Isola. Il suo motto è: con leggerezza si possono dire cose importanti. Si occupa di enogastronomia, storie, luoghi e territori, per raccontare una Sicilia nascosta e preziosa. Ha collaborato con il quotidiano L'Ora, La Repubblica, Cult. Ha scritto la prima guida de Il Movimento del Turismo del Vino in Italia, per la Sicilia. È giornalista pubblicista dal 1996.


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