Festa della Repubblica, lettera aperta al Capo dello Stato dei professionisti dello spettacolo sulla loro drammatica situazione

Opinioni e analisi In occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno, professioniste e professionisti dello spettacolo inviano al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella una "Lettera aperta" sulla loro drammatica situazione

In occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno, professioniste e professionisti dello spettacolo inviano al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella una “Lettera aperta” sulla loro drammatica situazione.

Questo il testo della lettera:

Sergio Mattarella

“Egregio Signor Presidente, siamo professioniste e professionisti della cultura e ci riconosciamo negli art. 4, 9 e 33 della Costituzione italiana. Lamentiamo da anni una situazione di grave impoverimento di tutto il settore. La crisi è precedente all’attuale stato di emergenza; da anni ci sentiamo sviliti dalle Istituzioni del nostro Paese, ignorati e inascoltati nelle nostre legittime istanze. Istanze che parlano di dignità della cultura, dignità dell’arte, dignità del lavoro. Istanze che parlano della nostra dignità di persone che contribuiscono, con il loro lavoro, alla crescita del Paese dal punto di vista sociale ed economico. Siamo uniti nella convinzione di meritare per noi tutti un sistema equo ed equanime di accesso alla cultura affinché si possa superare l’attuale sistema che impone al comparto culturale il rispetto di parametri aziendalistici ed economici. 

L’ingerenza dell’economia liberale ha distrutto in questi ultimi anni gran parte del patrimonio immateriale del nostro Paese portando al collasso e al fallimento l’intero settore. Un fallimento che ricade integralmente sulle lavoratici e sui lavoratori della cultura, storicamente e ingiustamente privi di adeguate tutele. Gran parte di noi, signor Presidente, versa in condizioni disperate. Sogniamo di vivere in un Paese nel quale l’aspetto immateriale della cultura venga riconosciuto come motore di una imprescindibile crescita individuale e collettiva tale da farsi pro-motore del senso di Comunità in nuce alla costituzione di una società civile. Abbiamo vissuto e viviamo ancora in una paradossale realtà dove ogni cosa è quantificata e mercificata.

Nel giorno della Festa nazionale della Repubblica ci appelliamo a Lei, signor Presidente, affinché possa contribuire a rendere dignitosa la vita lavorativa sociale e civile di ciascun professionista della cultura”.

Promotore dell’iniziativa è Artemuta – Etica e Ricerca. Hanno aderito realtà e movimenti autonomi indipendenti come Teatro delle Bambole, TSS Tecnici dello Spettacolo Sicilia, Mujeres nel Teatro, Arete Ensemble, Associazione Culturale Lotus, Gruppo Teatro Onda di Siracusa, Associazione Stratos, Teatro dei Cipis, Compagnia The Rainbow-Theatre, Approdi. Lavorate e lavoratori della cultura e dello spettacolo Calabria, Collettivo Factor Hill. L’appello è sostenuto inoltre,  a titolo individuale, da un centinaio di operatori culturali provenienti soprattutto dal Centro sud Italia.

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