Duomo di Taormina, la nobile storia del tempio di San Nicola

Territori La cattedrale della Perla dello Ionio con la sua pluralità di stili, con i segni artistici contenuti al suo interno, è uno scrigno di tesori. E' affascinante ammirare il Duomo dall'esterno, in particolar modo quando la piazza ed il corso non sono affollati, ma è altrettanto suggestivo entrarvi dentro ed osservare ogni altare, ogni angolo

Per cogliere appieno il significato storico-culturale del centro urbano di Taormina occorre partire dall’osservazione ed interpretazione del Duomo. Spesso gli itinerari nella Perla dello Ionio si soffermano su altri luoghi molto famosi, partono dalla straordinaria bellezza naturalistica, paesaggistica, si concentrano sugli splendidi panorami, si snodano nel tempo sino all’antico teatro greco. E si potrebbero citare tanti altri luoghi ed eventi culturali, artistici e cinematografici che sono negli occhi e nella mente di tutti. Per capire a fondo la dimensione storica del centro urbano, ed in particolar modo la sequenza delle dominazioni a partire dal Medioevo, e per interpretare aspetti religiosi, antropologici e sociali del centro urbano è quanto mai importante “leggere” le stratificazioni storiche ed artistiche della chiesa dedicata a San Nicola di Bari. Si trova nel cuore del centro storico, attraversato dal famoso corso Umberto. La cattedrale di Taormina con la sua pluralità di stili, con i segni artistici contenuti al suo interno, è uno scrigno di tesori. Contiene molteplici tracce di una nobile storia. E’ affascinante ammirare il Duomo dall’esterno, in particolar modo quando la piazza ed il corso non sono affollati, ma è altrettanto suggestivo entrarvi dentro ed osservare ogni altare, ogni angolo.

Con una premessa, il viaggio nella conoscenza della genesi della cattedrale di Taormina non può che partire dall’era bizantina. Qui secondo diversi studiosi vi era una precedente basilica dedicata a San Nicola di Bari, molto probabilmente costruita su un preesistente tempio pagano.

Il Duomo di Taormina, foto di Salvo Fallica

La dedica al culto di San Nicola di Bari è da legarsi al suo ruolo religioso preminente all’interno dell’ordine basiliano durante l’epoca bizantina. Va detto che sul piano documentale la prima cattedrale della Diocesi di Taormina fu la struttura chiesastica dedicata a San Francesco di Paola. Questi luoghi subirono gravi danni durante la conquista araba. Lo stesso vescovo Procopio fu ucciso dall’arabo Ibrahim. Durante l’epoca normanna, mentre altri centri giunsero al massimo splendore, Taormina che aveva avuto un ruolo strategico predominante nella sua area nelle epoche greca e romana, ed era divenuta un raffinato centro di cultura esercitando anche una egemonia religiosa e spirituale nell’era bizantina, perdette posizioni sul piano del potere ecclesiastico. I normanni impegnati nella “riconquista” cattolica puntarono sulla Diocesi di Troina (uno dei più rilevanti centri normanni sul piano politico, militare e strategico assieme a Paternò nella Sicilia centrale ed orientale). Sul piano religioso-ecclesiastico Taormina poco tempo dopo però verrà sganciata dalla Diocesi di Troina ed entrerà a far parte di quella di Messina. Questi aspetti sono importanti per comprendere come nel Medioevo (e non solo) politica e religione fossero fortemente intrecciate anche sul piano delle dinamiche dei poteri locali, ed avessero una funzione strategica nel controllo dei territori. Per chi volesse approfondire gli aspetti di storia ecclesiastica è quanto mai opportuna la lettura di un testo importante di Giovanni Di Giovanni – dal titolo: Storia ecclesiastica di Taormina – che pur essendo del 1870 è un documento interpretativo ancora di notevole valore. Sul piano storico-culturale invece Taormina rimase anche per tutto il Medioevo un centro con una sua valenza, e lo si comprende dalla notevole strutturazione dell’impianto della chiesa-fortezza in epoca sveva. La centralità geografica e geo-politica di Taormina nella costa ionica le hanno sempre conferito un ruolo rilevante nella parte orientale dell’Isola. La struttura chiesastica nel XIII secolo fu elaborata con stilemi dell’architettura romanico-gotica siciliana, e sorse sui resti della chiesa dedicata a San Nicola di Bari. E secondo alcune interpretazioni le colonne della navate del Duomo deriverebbero dal teatro greco-romano, ma su questo vi sono interpretazioni difformi. Rimane il fatto che a partire dal Medioevo la stratificazione storico-artistica della cattedrale è palese e manifesta. Il viaggio nel tempo non può che soffermarsi nell’epoca aragonese, vi furono infatti dei lavori di strutturazione che riguardarono in particolare la genesi dei portali.

Il portale rinascimentale è in materiale marmoreo ed è stilisticamente iscrivibile nella scuola gaginesca. Vi sono scolpite 11 figure per lato, si notano in maniera molto visibile nella parte superiore le rappresentazioni delle immagini di San Nicola di Bari e di San Pancrazio che fu vescovo di Taormina. Sul lato orientale invece vi è il Portale che è chiaramente inseribile nel contesto stilistico del gotico siciliano del 1500, in maniera più specifica della prima parte del secolo citato. Nel lato occidentale si può invece osservare un portale di scuola gaginesca la cui genesi è da collocare nella seconda metà del 1400, è famoso per l’utilizzo del materiale in pietra lavica. Nuovi lavori di ristrutturazione del Duomo sono stati realizzati nel periodo spagnolo, durante il 1600, ed ovviamente nello stile prevalente dell’epoca, si può infatti notare il portale barocco nel prospetto principale. E furono anche realizzati dei lavori all’interno, come le cappelle nelle absidi laterali.

Il portale del Duomo di Taormina, foto di Salvo Fallica

Compiendo un salto temporale, che è fondamentale per cogliere il senso dell’attuale visione interna della struttura chiesastica, vanno citati gli interventi di restauro (dal 1945 al 1948) dell’architetto Armando Dillon. Il suo lavoro fu ispirato sul piano della filosofia architettonica dalla volontà di riportare alla vista gli originali elementi compositivi delle arcate dell’abside che era state nascoste dagli stucchi barocchi.

Avevamo già citato la denominazione della “cattedrale-fortezza”, questa caratteristica oltre che dalla solida e rigorosa struttura è evidenziata dalla “merlatura a corona” della facciata. Ed anche dalla parte retrostante dove vi è la “torre a bastione”.

Duomo di Taormina, l'altrare maggiore, foto di Salvo Fallica

Per approfondire l’arte fra ‘400 e ‘500 in Sicilia è consigliabile la lettura del libro di Gioacchino Di Marzo, pubblicato nel 1862, dal titolo emblematico, Delle Belle Arti in Sicilia: dal sorgere del secolo XV alla fine del XVI. Riteniamo che un itinerario alla scoperta dei luoghi debba essere multidisciplinare – unendo conoscenza della natura, dell’arte, della scienza – e legato anche alla lettura dei testi. Sul piano generale per capire il ruolo rilevante della Sicilia nel Mediterraneo andrebbero letti anche gli studi storici di Fernand Braudel, ed in particolare il suo capolavoro Civiltà ed imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II, ed anche le analisi di studiosi quali Maurice Aymard e Giuseppe Giarrizzo. Gli occhi degli esseri umani spesso vedono meglio quello che riescono a comprendere attraverso le categorie concettuali che permettono di capire quel che si deve, e kantianamente di ordinarlo, sussumerlo e sintetizzarlo. Ed arricchirlo continuamente grazie a nuove esperienze. Esperienze che a loro volta possono mutare quel che si sa, in un continuo arricchimento conoscitivo, libero e critico.

Duomo di Taormina, Polittico di Antonello de Saliba, foto di Salvo Fallica

All’interno della basilica minore – lo è diventata nel 1980 per volere di papa Giovanni Paolo II – è affascinante ammirare la veduta d’insieme ed in particolare la navata centrale che si regge sulle 6 colonne in marmo rosa di Taormina che secondo alcune fonti, come abbiamo già accennato, sarebbero state tratte dall’antico Teatro. Sulla navata destra si rimane colpiti dalla bellezza del Polittico di Antonello de Saliba, nipote di Antonello da Messina. Si tratta di una opera che risale al 1504, sei tavole collocate su un “retablo”, una cornice di legno intarsiata. L’immaginazione, in una connessione fra arte e letteratura, va subito al capolavoro narrativo di Vincenzo Consolo. Ma torniamo alla veduta della navata destra, merita di essere osservata con grande attenzione la Madonna non manufatta che è stata dipinta sul legno ed è ricoperta da ornamenti in argento. Un dipinto originale e molto interessante che risale all’epoca bizantina. E’ uno dei tesori del Duomo di Taormina. Sulla navata sinistra va citato un dipinto di Alfonso Franco, Madonna con bambino, opera cinquecentesca. Ed ancora, la statua di Sant’Agata (scultura in marmo del XVI secolo) ed il dipinto l’Adorazione dei magi, opera la cui genesi va individuata nel corso del 1200. E’ un viaggio nella storia tra altari, dipinti e cappelle. Notevole la Cappella del Santissimo Sacramento in stile barocco, epoca seicentesca. L’impianto a croce latina esalta la visione dell’altare maggiore, con l’immagine del Crocifisso. Ed una scultura sui generis…

Duomo di Taormina, Madonna non manufatta

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