“Di estate non si muore” di Giuseppe Cucè, la sicilianitudine ghetto o prigione-dorata?

Musica Dal 15 luglio in rotazione radiofonica il nuovo singolo del cantautore catanese Giuseppe Cucè (TRP Vibes / Believe Digital), già disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitali dal 1° luglio. Il brano descrive una condizione esistenziale, uno stato antropologico, la sicilianitudine. Un ghetto o una prigione-dorata, ma pur sempre una gabbia di separatezza e di esclusione

Dal 15 luglio sarà disponibile in rotazione radiofonica “Di estate non si muore” (TRP Vibes / Believe Digital), il nuovo singolo del cantautore catanese Giuseppe Cucè, già disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitali dal 1° luglio. Il brano descrive una condizione esistenziale, uno stato antropologico, la sicilianitudine. Un ghetto o una prigione-dorata, ma pur sempre una gabbia di separatezza e di esclusione, a bedda Sicilia. Una sicilianità che costituisce un tratto distintivo, che si pone come metafora di una condizione esistenziale, l’estate come condizione di vita, come attitudine che nonostante la polvere lavica che scorre nelle loro vene, un vulcano (Idda) che li sovrasta regalando fuochi pirotecnici da cui si fanno rapire senza che provochi alcun timore, il sangue versato che scorre sopra le case come la lingua di fuoco che illumina le notti, gli incendi e le inondazioni e soprattutto le esplosioni che feriscono il cuore (Capaci) ma di estate non si muore mai!!!

Spiega l’artista a proposito del brano: «Soffre la Sicilia di un eccesso di identità, siamo tutti ricchi dentro una barca e non so, se sia un bene, o un male. Certo per chi c’è nato dura poco l’allegria di sentirsi seduto sull’ombelico del mondo, subentra presto la sofferenza di non saper districare il filo del proprio destino e rincorriamo la lentezza del tempo inventandoci il giorno e forse anche una vita, ed è per questo che ho scelto di pubblicare questo brano come primo singolo del mio progetto, solo iniziando dal luogo in cui si vive è possibile comprendere meglio ciò che mi spinge a comporre e scrivere».

Animato da un progetto, che racchiude l’esperienza maturata in tanti anni di studio e approfondimento del proprio sentire, filtrando il mondo intorno a sé, rivisitando i canti del sud del mondo, che racchiude soprattutto la composizione di canzoni inedite imbevute di tradizione e passione, Giuseppe Cucè nasce a Catania l’8 settembre del 1972 e fin da piccolo coltiva il sogno della scrittura ma soprattutto della musica.

Inizia il proprio percorso dipingendo i propri pensieri su tela, per poi successivamente farsi catturare dalla danza contemporanea, fino a confrontarsi con diverse identità esistenti nel proprio essere e capire la propria strada incanalando le proprie energie verso la scrittura e la composizione. Durante la sua carriera ha collaborato con diversi musicisti, tra i più fedeli il produttore artistico Riccardo Samperi, il percussionista Francesco Bazzano, i chitarristi Antonio Masto e Edoardo Musumeci, Marcello Leanza ai fiati, Alessandro Longo al violoncello, Adriano Murania al violino.

Giuseppe Cucè

Nel 2008 inizia a collaborare con la Trp Music di Riccardo Samperi, ed è da questa collaborazione che nasce il cd “La mela e il serpente”, un album che sarà espressione assoluta dell’anima Saudade dell’artista. L’album viene anche pubblicato dalla Edina Music, etichetta Parigina fondata da Yvon Chateigner. Il tour di presentazione dell’album appena pubblicato darà al cantautore Catanese la possibilità di esibirsi nei più importanti teatri Parigini. (Le Trianon, L’Alhambra, Le Petit Saint Martin). “Di estate non si muore” di Giuseppe Cucè è disponibile sulle piattaforme digitali dal 1° luglio 2022 e in rotazione radiofonica dal 15 luglio.

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