Dall’Ucraina a Catania, la profuga Myroslava Shapoval si racconta all’incontro di Cgil e Anpi

Società Il racconto della profuga ucraina all’incontro catanese di Cgil e Anpi "Verso il 25 aprile. L'Italia ripudia la guerra" al Salone “Russo” della sede etnea del sindacato. Al dibattito hanno preso aprte i docenti universitari Rosario Mangiameli, storico, e Maurizio Caserta, economista

«Per noi inizia una nuova vita, con una lingua che non capiamo. Ma i sentimenti di rabbia e di disperazione adesso diminuiscono. La realtà ci dice che dobbiamo integrarci per sopravvivere». Parla così la profuga ucraina Myroslava Shapoval, accompagnata dalla madre e dal figlioletto, intervenuta ieri all’incontro pubblico
“Verso il 25 aprile. L’Italia ripudia la guerra” che Cgil e Anpi di Catania hanno organizzato nel salone “Russo” in vista dell’imminente Festa della Liberazione. Myroslava ha raccontato ogni momento della sua fuga da una guerra inattesa e terribile. Alla platea del sindacato e dell’ associazione dei partigiani ha raccontato con tono al tempo stesso fiero e accorato, i giorni fatidici di queste ultime settimane che hanno già segnato la sua vita e quella della sua famiglia per sempre.

Myroslava Shapoval all’incontro di Cgil e Anpi

All’incontro pubblico dedicato all’articolo 11 della nostra Costituzione e alla riflessione storica, politica ed economica sul conflitto russo ucraino, sono intervenuti il segretario generale della Cgil di Catania, Carmelo De Caudo («È una guerra criminale e la CGIL ha espresso fin dall’inizio la propria posizione di contrarietà all’invio di armi, nella logica di evitare che ciò alimentasse l’escalation del conflitto»), la presidente provinciale dell’Anpi di Catania, Pina Palella («C’è urgenza di fermare l’orrore della guerra che cresce ogni giorno di più. Questo 25 aprile rappresenta più che mai una data dedicata alla liberazione dall’oppressore; una data per la pace, valore al quale l’ANPI ha sempre creduto. Non abbiamo inoltre bisogno di polemiche. Nel momento in cui il Parlamento italiano ha deciso l’invio di armamenti in Ucraina in tanti non hanno condiviso la scelta ma il bersaglio è stato ed è l’Anpi che ha manifestato la propria contrarietà. Alle polemiche preferiamo un dibattito pubblico sano, degno di una vera democrazia»), il docente Rosario Mangiameli, ordinario di Storia contemporanea all’Università di Catania («La guerra è un dramma tremendo che sta restringendo un mondo abitabile. Quando parliamo di accoglienza dobbiamo chiederci: ma di chi? Accogliamo di buon grado gli ucraini ma non possiamo considerarli in alternativa ad altri. Risolvere questo è compito della politica»), il docente Maurizio Caserta, ordinario di Economia Politica dell’ Università di Catania («Per molti anni abbiamo evitato di capire quello che stava succedendo a partire dal 2014, o dal 1989 o forse da ancora prima. Forse siamo stati abbacinati dal fatto che tutti i conflitti possono essere risolti dal mercato o da contesti internazionali. Ma ora sappiamo che non è così»), Rosaria Leonardi, segretaria confederale Cgil Catania che ha posto l’accento sul tema dell’accoglienza (“La Cgil Nazionale ha organizzato incontri anche con le delegazioni di vari sindacati come quello slovacco e austriaco che hanno rappresentato un grande segnale di solidarietà con il popolo ucraino e di unità del sindacato europeo nel porgere aiuti e supporto a questo popolo. Ciò che sta accadendo speriamo che cambi anche i termini del dibattito sui rifugiati e sulle loro condizioni, progredendo in tale direzione»).
I lavori si sono chiusi con l’intervento di Shehara Herath, rappresentante degli studenti medi («E’ successo ma non volevamo crederci. La guerra è anche un incredibile spreco di risorse collettive consentito solo ha chi ha potere. Proviamo rabbia e delusione»).

Un momento dell’incontro

Per dimostrare concretamente la solidarietà con la popolazione ucraina la Cgil nazionale ha promosso una sottoscrizione tra lavoratori, lavoratrici, pensionate/i, studentesse e studenti per l’aiuto umanitario alle vittime della guerra e per l’accoglienza dei profughi in Europa e in Italia. I fondi sono destinati esclusivamente a finalità umanitarie attraverso sindacati locali, entità e associazioni di assoluta garanzia che già operano nel campo dell’aiuto umanitario. Conto corrente dedicato: IBAN: IT18Y0103003201000007777787 intestato a Cgil Nazionale Causale “Emergenza Ucraina”.

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