Da Catania il grido della cultura contro la guerra: «Sempre vicini a Izolyatsia, partner ucraino di “Cantieri in Movimento”»

Beni culturali Il centro culturale ucraino è uno dei partner del progetto europeo “Cantieri in Movimento - lndustrial Heritage Soundscapes” che vede come capofila Zō centro culture contemporanee di Catania, e condiviso con Curva Minore di Palermo, la slovacca Truc Sperique, la tedesca Zentralwerk, Darshan di Catania. Sergio Zinna, direttore di Zō: «Non li abbandoneremo. Adatteremo le attività sottolineando quello che sta accadendo in Ucraina perché questo è il ruolo della cultura»

“Un giorno anche la guerra s’inchinerà al suono di una chitarra” sosteneva negli Anni 60, quelli del pacifismo militante, Jim Morrison, il leader dei Doors. Oggi, purtroppo, sono ancora le armi ancora a “cantare” in Ucraina a causa della invasione decisa a tavolino dalla Russia di Vladimir Putin. E tra vittime immediate della guerra c’è anche la cultura, inevitabilmente.

Come sta accadendo in questi giorni di guerra calda al centro culturale ucraino Izolyatsia, uno dei partner internazionali del progetto culturale europeo “Cantieri in Movimento – lndustrial Heritage Soundscapes”, progetto nato in Sicilia grazie a Zō centro culture contemporanee di Catania, e finanziato dal bando del Ministero della Cultura “Boarding Pass Plus 2021-2022” che sostiene il confronto e lo scambio di pratiche artistiche tra artisti e operatori italiani e stranieri. “Cantieri in Movimento” vuole valorizzare il patrimonio materiale e immateriale legato all’archeologia industriale, a partire dal sito di ex raffineria di zolfo in cui Zō Centro culture contemporanee opera dal 2001 come centro multidisciplinare delle arti sceniche dal vivo riconosciuto dal Ministero della Cultura.

Zo Centro culture contemporanee di Catania

Il progetto, che vede capofila internazionale , coinvolge anche Curva Minore (che opera ai Cantieri della Zisa di Palermo), la slovacca Truc Sperique (che ha sede in una ex stazione ferroviaria di Zilina) e la tedesca Zentralwerk (che ha sede in una ex tipografia, poi fabbrica di armi, di Dresda). L’associazione etnea Darshan collabora al progetto sul fronte della musica folk e world. Dei 15 artisti selezionati sette sono quelli siciliani scelti da un tutor d’eccellenza, il musicista elettronico friulano Teho Teardo, molto noto nell’ambito delle colonne sonore per il cinema e il teatro, che seguirà anche la direzione artistica del progetto. Sulla ucraina Izolyatia dovevano lavorare l’artista visuale di Kiev Aleksieienko Bohdan, il media artist ucraino Sirous Oleksandr e l’attrice e musicista catanese Marina La Placa.

L’ucraina Izolyatsia, è una piattaforma non governativa per la cultura contemporanea fondata nel 2010 sul territorio di un’ex fabbrica di materiali isolanti a Donetsk, in Ucraina. Il 9 giugno 2014, il territorio è stato sequestrato dalla milizia dell’autoproclamata “Repubblica popolare di Donetsk”, e Izolyatsia si è dovuta trasferire in un cantiere navale a Kiev dove ha continuato a presentare progetti culturali e supportare artisti socialmente attivi e produttori creativi nella capitale, in tutta l’Ucraina e nel mondo. Nel 2020 il centro culturale, nonostante tutto, è voluto tornato nel Donbass a Soledar, nel distretto minerario del sale, dove ha proseguito le attività fino al conflitto scoppiato il 23 febbraio scorso.

La sede di Izolyatsia a Soledar, nel Donbass

La project manager di “Cantieri in movimento” Pamela Toscano: «Siamo molto preoccupati per i nostri amici ucraini. Per tre giorni, dopo l’inizio del conflitto armato, Mykhailo Glubokyi, responsabile di Izolyatsia ha interrotto ogni comunicazione perché costretto a fuggire in luogo sicuro con la sua famiglia. Solo ieri sera ha risposto ai miei messaggi assicurandoci che è al sicuro con la sua famiglia, mentre i genitori di lui e della moglie sono rimasti a Kiev. E ci ha detto che a Donetsk, dove Izolyatsia era nato, mancano elettricità e gas, e scarseggia il cibo. Ci ha raccontato che i russi stanno prendendo di mira le infrastrutture civili – ospedali, asili nido, aree residenziali, centrali elettriche e dighe con il rischio di provocare disastri ecologici – e che il popolo ucraino si è organizzato per la resistenza. Kiev ha circa 20.000 volontari, che lavorano solo per la difesa della città, per non parlare delle persone che aiutano con medicine, cibo, e tutto ciò che serve. Mykhailo chiede il sostegno per le organizzazioni di volontariato, attraverso un fundraising internazionale che possa dare supporto economico a gruppi che lui riconosce come fidati». Le associazioni sono https://vostok-sos.org/, https://savelife.in.ua/donate/, e https://voices.org.ua/en/ .

Mykhailo Glubokyi davanti la sede di Izolyatsia a Soledar

Va da sé che il progetto “Cantieri in Movimento – lndustrial Heritage Soundscapes”, così come è stato pensato, deve subire una modifica. Sergio Zinna, direttore di Zō Centro culture contemporanee: «Ovviamente comunicheremo le novità al Ministero della Cultura, che finanzia il progetto attraverso il bando “Boarding Pass Plus 2021-2022”. E’ comunque intenzione di tutti i partner del progetto – Zō centro culture contemporanee, Curva Minore, Darshan,  Zentralwerk e Truc Sperique – di non abbandonare il nostro partner. Tenteremo di adattare le attività sottolineando quello che sta accadendo in Ucraina perché questo è il ruolo della cultura».

Da Zō di Catania al tedesco Zentralwerk, uno sguardo sul suono dell’archeologia industriale

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