“Cùntami”, viaggio in Sicilia tra i cuntisti, i nuovi narratori orali

Visioni Il nuovo docu-film di Giovanna Taviani il 2 settembre arriva in anteprima mondiale alle Giornate degli Autori nell’ambito della 78a Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica Di Venezia. Nel film i nuovi narratori orali come Vincenzo Pirrotta, Gaspare Balsamo, Mario Incudine, Giovanni Calcagno, Yousif Latif Jaralla, che si ispirano a Mimmo Cuticchio e alle storie epiche del passato per raccontare il nostro presente. Il film in Sicilia il 18 settembre al Salina Doc Fest diretto dalla Taviani

Cùntami, il nuovo film di Giovanna Taviani prodotto da Amedeo Bacigalupo per Cloud 9 Film in collaborazione con Rai Cinema giovedì 2 settembre, alle 21, arriva in anteprima mondiale alle Notti Veneziane – Spazio Off realizzato dalle Giornate degli Autori in collaborazione con Isola Edipo, nell’ambito della 78a Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica Di Venezia.
Il film è il viaggio della regista in Sicilia, in cerca dei nuovi narratori orali, che si ispirano a Mimmo Cuticchio e alle storie epiche del passato per raccontare il nostro presente. Il viaggio si svolge su un furgone rosso simile ai vecchi carretti siciliani del dopoguerra, che andavano in giro per la Sicilia a mostrare al popolo di contadini e pescatori l’Opera dei Pupi. Con Don Chisciotte seduto sopra il tettino del furgone sul suo cavallo bianco, e Ulisse, Polifemo, Angelica, Orlando, Bradamante e Rodomonte, la Sirena, Colapesce e Sancho Panza seduti sul retro. Dall’800 in poi con il teatro tradizionale delle marionette, attraverso il grande patrimonio di storie antiche e condivise, gli opranti diffondevano un gesto di ribellione politica. L’Opera dei Pupi sopravvive nel sud ancora oggi, come uno dei simboli dell’identità siciliana, e nel 2001 è stata proclamata dall’Unesco “Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità”.
Il viaggio parte da Palermo e tocca cinque luoghi simbolici della Sicilia, ciascuno legato a una storia e a un grande narratore orale siciliano.

Una scena di “Cùntami!” di Giovanna Taviani

Un road movie in giro per la Sicilia su un furgone rosso carico di pupi, alla ricerca dei nuovi narratori orali per raccontare l’altra Sicilia, quella che si risveglia attraverso la forza universale delle storie popolari

I protagonisti sono Mimmo Cuticchio, a Palermo, primo e ultimo puparo vivente, che oggi si fa chiamare “il nuovo cuntista dei naufraghi”. Ci racconta del suo Teatro dei pupi e della sua formazione a Palermo tra gli antichi maestri del cunto da cui ha ereditato un mestiere oggi noto in tutto il mondo.
Vincenzo Pirrotta, a Partinico, nelle terre di Danilo Dolci e Peppino Impastato (giovane attivista e giornalista italiano ammazzato dalla mafia), ci cunta di Orlando Furioso per denunciare i latitanti mafiosi che ancora oggi si nascondono in territorio siciliano.
Gaspare Balsamo, a Trapani, tra gli studi di una radio locale, le tonnare abbandonate e i mulini a vento di Culcasi, ci racconta dell’incontro tra Don Chisciotte e Peppino Impastato, ma anche della lotta contro i mulini a vento e della fuga di Ulisse dalle grinfie del Ciclope ubriaco.
Mario Incudine, a Gela, tra i resti del Petrolchimico, e nelle cave di Caltanissetta ci canta il Lamentu di Turiddu Carnevale scritto da Ignazio Buttitta per Ciccio Busacca, che ha raccontato al mondo con la sua chitarra il sogno infranto di chi aveva creduto nel progresso in Sicilia.
Giovanni Calcagno, a Paternò, dove ha sede la casa del cantastorie in memoria di Ciccio Busacca, e a Piedimonte Etneo, ai piedi dell’Etna, dove la terra trema e dove l’ex saltimbanco e artista di strada, ora volto noto del cinema e della televisione, vive senza luce e senza acqua in assoluta solitudine, cunta del poeta innamorato e solitario che fu inghiottito dal vulcano sotto le scosse di un terribile terremoto, e della solitudine del Ciclopuzzo innamorato, che proprio qui aveva la sua dimora.
Il viaggio si conclude a Palermo, laddove è iniziato, dove Mimmo Cuticchio sotto le vesti di Don Chisciotte, percorre Corso Vittorio Emanuele su un bellissimo cavallo bianco guidato da Yousif Latif Jaralla, un narratore orale iracheno che ha imparato l’arte del cunto proprio da Cuticchio, nelle vesti di Sancho Panza.
Il film si chiude sotto la superficie del mare, dove i pupi e le loro storie affondano per tornare a riposare, tra le ceneri dei miei genitori a cui questo documentario è dedicato.

Mimmo Cuticchio a Palermo

Giovanna Taviani: «Ricordo quando da bambina mio padre mi portava a nuoto alla grotta di Polifemo. E mi raccontava di Ulisse, che, tanti anni fa, aveva attraversato come noi questi mari. Con queste mie parole si apre la prima sequenza del mio documentario, sotto la superficie del mare, in un’isola magica non precisata, dove all’improvviso, come rievocati dai miei ricordi di bambina, mi appaiono davanti, dietro il canto delle sirene, le figure di Ulisse, Polifemo, Omero, Orlando, Angelica, Don Chisciotte e Sancho Panza».

Giovanna Taviani, nata a Roma nel 1969, esordisce al Torino Film Festival nel 2004 con I nostri 30 anni: generazioni a confronto (Nuvola Film e Palumbo Editore), un viaggio attraverso 4 generazioni di registi, dai padri ai figli, per raccontare i trentenni nel cinema italiano. Nel 2005 presenta alla Festa del Cinema di Roma Ritorni (Nuvola Film) il ritorno a casa di tre maghrebini che ce l’hanno fatta, vincitore della menzione speciale della Giuria al Premio Fondazione Libero Bizzarri. Nel 2011 per la Kaos presenta alla Mostra del Cinema di Venezia Fughe e approdi. Ritorno alle Eolie tra cinema e realtà, distribuito in sala e home video da Cinecittà Luce, che si aggiudica il Premio della Critica ai Nastri d’Argento, il Premio Speciale della giuria al Festival d’Annecy, il Premio come Miglior Documentario al Festival di Madrid e la Nomination come Miglior Documentario ai Globi d’Oro. Tra i docucorti Il Riscatto, nel 2012 (Conchiglia di Santiago), storia dell’ex camorrista Salvatore Striano e del suo riscatto grazie alla scoperta di Shakespeare, e nel 2017 Che fine faranno. Lettera aperta al presidente della Repubblica (progetto scuole Comune di Enna), sui minori non accompagnati del centro di accoglienza di Pergusa e di Aidone. Nel 2007 ha fondato il SalinaDocFest – Festival internazionale del documentario narrativo, che si svolge a Salina, nelle Isole Eolie (www.salinadocfest.it), inserito nel calendario dei Grandi Eventi della Regione Sicilia.

Giovanna Taviani

Dopo Venezia “Cùntami” sarà presentato in chiusra del Salina Doc Fest domenica 18 settembre in piazza a Santa Marina di Salina. Saranno presenti Gaspare Balsamo (attore), Nicola Sferruzza (scenografo), Roberto Intorre (allestimento furgone), Clarissa Cappellani (fotografia), Etta Scollo (interprete della canzone Quannu moru di Rosa Balistreri per il prologo e l’epilogo del film). Introduce e modera l’incontro con la delegazione del film Enrico Magrelli. Il film sarà seguito da un saluto musicale finale di Etta Scollo.

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