domenica 16 giugno 2019

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Coraggio e carattere, le donne siciliane che hanno fatto la storia

Storie

L'isola siciliana, terra dalla storia millenaria riconosciuta a livello mondiale, ha dato i natali a numerose donne che, con coraggio, determinazione e intelligenza, hanno saputo emergere in un contesto spesso non favorevole, sovvertendo tradizioni e consuetudini. Tra queste Accursia Pumilia, Bella De Paija e Franca Viola


di Simone Mangano

Sono tanti i personaggi che nel corso dei secoli hanno reso grande la Sicilia, una terra dalla storia millenaria riconosciuta a livello mondiale come una delle Regioni più affascinanti e ricche di cultura, e tra questi si collocano anche numerose donne che, con il loro coraggio, la loro determinazione e la loro intelligenza, hanno saputo emergere in un contesto spesso non favorevole, sovvertendo talvolta tradizioni e consuetudini.

Angela Ahrendts - ph Fortune Live Media (Flickr)

Ancora oggi, è vero, esistono ambiti in cui la presenza delle donne viene vista con un po' di "sospetto" e con poca fiducia da parte di chi, legato a una concezione maschilista di alcune attività, non vede di buon occhio l'incursione femminile in tali settori. Eppure i risultati ottenuti parlano chiaro: basti pensare al sempre maggiore peso delle donne in politica (vedi Merkel, Clinton e May), nel mondo degli affari - si pensi ad Angela Ahrendts, già CEO di Burberry, Apple e Airbnb - e addirittura nel calcio e nel poker, dove nomi come Hope Solo, Barbara Bonansea, Liv Boeree e Maria Konnikova sono oggi veri e propri simboli di bravura e successo in tanti campi.
Rimanendo legati al nostro territorio, ecco alcuni esempi di donne che con le proprie azioni hanno cambiato il volto della Sicilia.

Accursia Pumilia, la donna che sfidò il tabù del voto
Agli inizi del '900, l'estensione del diritto di voto alle donne era ancora un obiettivo difficile e proibitivo da raggiungere, eppure già alcune coraggiose cercavano di sfidare il potere per ottenere il riconoscimento a esprimere la propria opinione durante le elezioni dei rappresentanti del popolo. Tra queste anche un'agrigentina doc, ossia Accursia Pumilia, che nel 1906, ben 40 anni prima del referendum che concesse il diritto di voto alle donne, chiese di essere iscritta alle liste elettorali, un gesto tanto semplice quanto importante per segnare il passo in una lotta civile di assoluto rilievo per l'intera nazione.

Bella De Paija e Virdimura De Medico, le prime "medichesse" siciliane
Siamo in pieno medioevo, tra il XIV e il XV secolo, quando nel catanese emergono due figure femminili importantissime, ossia Bella De Paija e Virdimura De Medico, tra le prime donne a esercitare la professione di medico in un'epoca tutt'altro che favorevole. Bella De Paija, in particolare, pur non essendo abilitata ufficialmente, ottenne il riconoscimento dalla regina Bianca di Sicilia, che le permise di entrare nella sanità italiana nel 1414, a differenza di Virdimura De Medico che, già abilitata, si dedicò a tale mestiere per curare i più poveri.

Francisca Massara, quando la "rivoluzione" parte dall'abbigliamento
Molto spesso gli atti più rivoluzionari sono quelli apparentemente più semplici, che sfidano le convenzioni con estremo coraggio. È il caso, per esempio, di Francisca Massara, prima donna in Europa a indossare i pantaloni nel 1698, un atto considerato scandaloso per l'epoca. Dopo di lei, altri personaggi seguirono comportamenti simili, come la scrittrice francese George Sand, conosciuta oltre che per le sue opere artistiche anche per la consuetudine di vestirsi con abiti maschili.

Die junge George Sand - ph Auguste Charpentier (Wikimedia)

Vittoria Giunti, la prima donna sindaco d'Italia
Tra le donne che hanno segnato la storia politica del nostro Paese non si può non citare Vittoria Giunti, moglie del partigiano Salvatore Di Benedetto, a sua volta partigiana e dirigente del Partito Comunista Italiano, prima donna a essere eletta nel 1956 sindaco di un Comune italiano, ossia Santa Elisabetta, in provincia di Agrigento. Morta nel 2006, Vittoria Giunti è ancora oggi ricordata come un simbolo di coraggio, determinazione e grande cultura, un esempio per tutte le donne siciliane e non solo.

Franca Viola e il "no" al matrimonio riparatore
Chiudiamo questa breve rassegna con un personaggio più recente, ossia Franca Viola, la donna che tra il 1965 e il 1966 fu vittima di un rapimento e di violenza con tanto di richiesta alla famiglia di un matrimonio riparatore. Per l'epoca, infatti, un caso del genere avrebbe dovuto concludersi con le nozze tra il rapitore e la rapita per salvare l'onore della famiglia di lei, ma Franca Viola ebbe il coraggio di opporsi con forza e di divenire un vero e proprio simbolo di ribellione e di emancipazione delle donne siciliane e italiane.


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Pubblicato il 28 maggio 2019





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