sabato 20 ottobre 2018

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Con la Casa del cantastorie Paternò si riappropria della sua storia

Tradizioni

Il 14 febbraio riapre la casa museo dedicata agli antichi cantori della cultura popolare del Novecento, i più famosi dei quali - da Ciccio Busacca a Vito Santangelo a Paolo Garofalo, morto centenario un anno fa -, venivano dalla cittadina etnea. Le visite guidate affidate al Gruppo Batarnù. Alessandro Nicolosi: «La scuola paternese per noi è identità culturale»


di Salvo Fallica

Il 14 febbraio, alle 18, a Paternò riapre la Casa del cantastorie. Molto è dovuto all'impegno costante di Alessandro Nicolosi e della Compagnia Batarnù, da sempre legata all'impegno culturale dell'attore Giovanni Calcagno. Con equilibrio razionale Alessandro Nicolosi spiega: «Dopo una prima fase di vita, sostenuta dal lavoro di un gruppo di volontari e conclusasi senza essere riuscita a radicarsi adeguatamente, specie in termini burocratici, la Casa del Cantastorie è adesso istituita con una delibera della giunta comunale di Paternò e viene allocata stabilmente nei locali di via Monastero con le tre sale e il Piccolo teatro. Questo è un passaggio importante ed atteso, per il quale ci siamo impegnati tanto». Nicolosi non nasconde la sua soddisfazione affermando che si tratta di un risultato che è frutto di un dialogo costruttivo e di sinergia positiva fra diversi protagonisti. Va ricordato per dovere di cronaca che sulla Casa del Cantastorie di Paternò vi sono state molte polemiche in passato nei confronti del governo cittadino, in particolare da parte della famiglia Busacca che ritirò tutto il materiale che aveva dato temporaneamente al Comune per l'esposizione «perché non adeguatamente salvaguardato e tutelato».

Ciccio Busacca

Il fatto che adesso Casa del cantastorie rinasce con una solida formalizzazione istituzionale va sottolineato come un passo avanti positivo. Per Batarnù è una vittoria culturale, perché da molti anni si dedica alla promozione e alla valorizzazione della tradizione dei cantastorie paternesi. Ricorda Nicolosi: «Il tema dei cantastorie è molto sentito anche a livello locale. Proprio venti anni fa tra le primissime iniziative realizzate vi fu la pubblicazione di un opuscolo, a cura del professor Carmine Rapisarda, dal titolo Storia dei cantastorie paternesi, e il coinvolgimento del cantastorie Nino Busacca in una produzione spettacolare che fu poi presentata in diverse piazze di Sicilia». Un tema che unisce locale e nazionale, ricordiamo a proposito di tale connubio culturale di ampia visione un libro molto bello su Cicciu Busacca, scritto dallo studioso di storia ed antropologia Nino Tomasello. Un altro studio già citato in passato nelle attività culturali della Casa del cantastorie è la tesi di laurea dedicata alla storia dei cantastorie da Brigitte Tornambè. Aggiunge Nicolosi: «Negli anni l’interesse per le tradizioni popolari e per questa arte in particolare non è mai venuto meno, attraverso lo studio del lavoro del premio Nobel Dario Fo sulla tradizione medievale dei giullari, pezzo importante della ricerca teatrale portata avanti dalla compagnia, con l’attenzione rivolta al teatro di narrazione, al teatro di strada e alla cultura popolare in genere. Negli ultimi anni, da una serie di omaggi all’opera di Ciccio Busacca in alcune produzioni fino ai progetti per i più piccoli organizzati in collaborazione con la Proloco di Paternò, è rimasto centrale nell’attività del gruppo l’intento di dare corpo a questa importante tradizione culturale siciliana e di valorizzare il ruolo peculiare che la città di Paternò ha svolto in essa: questo lo spirito che ci muove nel proporre un nuovo allestimento della Casa museo del cantastorie, e un suo rilancio complessivo nel panorama delle iniziative culturali cittadine».

Lavori in corso per la riapertura della Casa del cantastorie di Paternò

Ma come è nata questa nuova fase? Come nasce il nuovo allestimento? Nicolosi specifica: «Il nuovo allestimento, messo in opera dalla nostra associazione grazie al contributo finanziario dell’associazione culturale Il Cenacolo, rappresentata dall'ex parlamentare Nino Lombardo, costituirà una prima essenziale veste al nascente museo. Auspichiamo che ulteriori donazioni, ulteriori ricerche archivistiche e ulteriori finanziamenti che l’Amministrazione comunale potrà reperire allo scopo, consentano di ampliarne la dotazione e di aumentarne la fruibilità e la capacità rappresentativa rispetto ad un’arte, quella dei cantastorie siciliani del Novecento, che ha avuto a Paternò una scuola molto importante e che proprio qui potrebbe avere, anche in termini di memoria e valorizzazione dell’identità culturale, il suo luogo d’elezione».

Vito Santangelo

Come sarà strutturato il progetto culturale?
«Il progetto della Casa del cantastorie, prevede altresì un programma di attività che i membri di Batarnù stanno già mettendo in atto nel corso del 2017, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Paternò, l’associazione Il Cenacolo, la Pro Loco e altre associazioni culturali cittadine, ovvero visite guidate e animate per scolaresche e turisti; da febbraio a maggio vi sarà la rassegna sul teatro di narrazione "Narratori di Sicilia"; nei giorni dall'8 all'11 settembre vi sarà il I Festival del Cantastorie».

Il Gruppo Batarnù, a sinistra Alessandro Nicolosi, curerà le visite guidate alla casa museo

Qual è la vostra strategia culturale e quali altre iniziative avete in cantiere?
«La Casa del cantastorie, nell’idea di chi ne promuove il riallestimento, dovrà rappresentare uno spazio centrale nelle politiche culturali della città, promuovendo non solo iniziative come quelle prospettate, ma provando a diventare, a beneficio non solo dei cittadini paternesi, un vero centro di ricerca sui cantastorie e sulle tradizioni culturali siciliane; in programma vi è infatti la creazione di un archivio multimediale consultabile dalla Biblioteca Comunale, con un catalogo fruibile anche on line. In quest’ottica è auspicabile la collaborazione con i vari Dipartimenti delle Università di Palermo, Catania e Messina (Etnomusicologia, Etnoantropologia, Archivistica, Storia dello spettacolo etc.) per la prosecuzione dell’opera di ricerca, studio e catalogazione iniziata sull’arte dei cantastorie siciliani, anche attraverso la sinergia con gli altri archivi, musei e fondi etnoantropologici esistenti in Italia».

Megafono e chitarra, gli antichi strumenti del cantastorie

Come sarà realizzata l'esposizione?
«L’esposizione poggia sulla presenza di uno schermo tv e di una serie di tablet, che consentiranno ai visitatori di fruire autonomamente dei contenuti multimediali preparati ad hoc (frammenti video d’archivio recuperati ed elaborati e numerosi files audio digitalizzati da dischi in vinile). Inoltre è presente una collezione di libretti e foglietti a stampa con le 'storie', quaderni manoscritti, le foto dei protagonisti: Gaetano Grasso, Paolo Garofalo, Ciccio Busacca, Nino Busacca, Ciccio Rinzino, Vito Santangelo, Pietro Parisi e poi dischi, musicassette e la riproduzione degli storici cartelloni con i quadri dipinti. L’inaugurazione avverrà il martedì 14 febbraio, alle ore 18. Nel corso dell’incontro vi sarà un video-omaggio a Paolo Garofalo, il più anziano dei cantastorie paternesi, morto a 102 anni, esattamente il 14 febbraio 2016».

Paolo Garofalo, Vito Santangelo e Ciuccio Runzino a Paternò negli Anni 70

Cultura, memoria e storia...
«La realizzazione del museo come luogo di identità e memoria, di ricerca e studio delle forme popolari dello spettacolo ha il suo corrispondente ideale proprio nella rassegna teatrale che partirà ad allestimento ultimato con una serie di spettacoli nei quali alcuni giovani artisti siciliani danno vita e futuro ad un’arte antica, fondamento di comunità: l’arte della narrazione».

Il sindaco Mauro Mangano afferma: «La Casa del cantastorie è un tassello fondamentale del sistema culturale che abbiamo disegnato in questi ultimi anni per la città di Paternò. Insieme alla Galleria d’Arte Moderna, ai tre siti museali ed al Castello Normanno completa un’offerta culturale che ha come comune denominatore l’adesione alle radici storiche del territorio e la modernità degli strumenti espositivi. Grazie al Gruppo Batarnù ed al Cenacolo abbiamo potuto completare un allestimento che metterà a disposizione di tutti un materiale unico al mondo. Vogliamo rendere fruibile ad un pubblico il più vasto possibile un giacimento straordinario di documentazione di un’arte che nella nostra città ha avuto i massimi esponenti nazionali, un’arte che nasceva dal popolo e del popolo esprimeva sentimenti, esigenze, consapevolezza».

Ultimi lavori alla casa museo del cantatorie di Paternò primna della riapertura

La rassegna Narratori di Sicilia, le tradizioni di cuntastorie e cantastorie a confronto attraverso le voci di alcuni tra i più interessanti narratori del panorama siciliano, rassegna che accompagna la riapertura della Casa del cantastorie, e che si terrà nel Piccolo teatro della struttura, vede in programma venerdì 17 Febbraio Gaspare Balsamo in Muciara, mercoledì 22 febbraio Giovanni Calcagno in In viaggio con il piccolo principe (reading), venerdì 10 marzo Alessandro Nicolosi in Storia morti e miraculi, il31 marzo Savì Manna in Turi Marionetta, venerdì 21 aprile Luigi Di Pino in Pani e rispettu ppi li travagghiaturi, venerdì 12 maggio Alessio Di Modica in Etna, storie popolari alle pendici del vulcano, venerdì 26 maggio Paolo Zarcone in Amuri di fangu, onuri di sangu.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 13 febbraio 2017
Aggiornato il 20 febbraio 2017 alle 12:39





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