martedì 24 ottobre 2017

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«Cediamo i marchi dei grani antichi alla Stazione sperimentale di Granicoltura»

Imprese

Felice Lasalvia Di Clemente, amministratore unico di Terre e Tradizioni srl, l'azienda di Verona in questi giorni alla ribalta delle cronache per aver registrato come marchi i nomi di alcuni grani antichi, oggi ha spedito una lettera (qui pubblicata) alla Stazione sperimentale di Caltagirone in cui offrono, al prezzo simbolico di un centesimo, la proprietà dei brevetti


di Lavinia D'Agostino

La Sicilia ha vinto. Ma ha vinto anzitutto il buonsenso e l’amore per i grani antichi siciliani, parte del patrimonio della cultura rurale siciliana, quindi patrimonio di tutti. Ed è bene ricordarselo un po’ più spesso.
Ci dà la bella notizia Felice Lasalvia Di Clemente, amministratore unico della Terre e Tradizioni srl, l'azienda di Verona in questi giorni alla ribalta delle cronache per aver registrato come marchi i nomi di alcuni grani antichi.

Leggi il nostro articolo «I grani antichi sono la storia della Sicilia, non un marchio commerciale»

Felice Lasalvia Di Clemente


«Tutta questa vicenda ha origini lontane, ovvero a quando neanche io facevo parte di Terre e Tradizioni srl di cui entro a far parte nel dicembre del 2013 (i marchi sono stati depositati nel luglio del 2013, ndr) - ci spiega Felice Lasalvia Di Clemente - per cui non ero al corrente delle registrazioni. Ne ho appreso l’esistenza quando la società Terra e Tradizioni srl è stata messa in liquidazione. Quando è subentrato il liquidatore – motivo per il quale decadono tutte le cariche, inclusa quella dell’amministratore – nello svolgimento del suo lavoro ha cercato qualcosa da liquidare, ed è partito ovviamente dai marchi, e dall’archivio della società sono usciti fuori anche i marchi registrati dei grani antichi. Così ha fatto spedire le lettere di diffida dove però, e questo mi preme specificarlo, non si richiedevano royalty, e sono state spedite solo ai trasformatori e ai commercianti, non agli agricoltori. A qual punto tutti se la sono presa con me, ma io sono l’amministratore unico di Terre e Tradizioni srl dal 6 luglio scorso. Per intenderci, io sono il fondatore di “Natura Si”, che ho ceduto otto mesi fa, ed ho sempre predicato che i nomi degli alimenti non si debbano registrare. E' noto che in passato abbia attaccato molte multinazioni per questo motivo, come quella che ha registrato il marchio Kamut, per fare un esempio. Io per coerenza non vado avanti con questa cosa qua, anzi ho sentito subito la necessità di metterla in chiaro, e quindi inizialmente ho inviato un comunicato stampa

Il comunicato stampa di Terre e Tradizioni srl

dove è scritto a chiare lettere che Terra e tradizioni srl rinuncia alla difesa dei marchi che si riferiscono a nomi propri di frumento, lasciandone libero uso a tutti e dove ci impegnamo nella difesa dei grani antichi. Però questo comunicato è stato manipolato e travisato da molti suoi colleghi giornalisti. Pensi che oggi abbiamo appeso sul balcone degli uffici di Terre e Tradizioni srl uno striscione lungo 4 metri con su scritto “Abbiamo liberato i marchi dei grani siciliani”».

Lo striscione sul balcone di Terre e tradizioni

Ma non è tutto. Felice Lasalvia Di Clemente, da buon “avvocato mancato”, come lui stesso si definisce, sa che alle parole bisogna far seguire fatti concreti.
«Terra e tradizioni srl, che in questi anni ha dato un’enorme visibilità ai grani antichi siciliani in tutta Italia e in buona parte d’Europa, oggi ha inviato una lettera alla Stazione sperimentale di granicoltura di Caltagirone dove gli offriamo per un centesimo di euro, la proprietà dei brevetti. Pensiamo che questa sia la cosa più giusta da fare, perché annullandoli non ci sarebbe controllo, mentre così pensiamo di tutelare tutta la Sicilia, i suoi agricoltori e i trasformatori. Avendo studiato diritto so bene che se avessi ceduto i marchi alla Stazione sperimentale di granicoltura di Caltagirone gratuitamente, la stessa per accettare avrebbe dovuto attendere un decreto del Presidente della Repubblica E' per questo motivo che la nostra è un’offerta commerciale: vi vendo per un centesimo di euro i marchi registrati e facciamo subito le volture».

L'offerta cheTerre e Tradizioni ha inviato alla Stazione sperimentale di Granicoltura

Con la Sicilia a questo punto è pace fatta. E’ proprio il caso di dirlo.
Ma è chiaro che tutta questa vicenda ha messo in luce un vuoto normativo, ma soprattutto la necessità di controlli seri, a partire dai campi. Tutti gli attori di questa triste vicenda ci hanno evidenziato che sul mercato c’è molta più farina di grani antichi di quanto in realtà se ne produca, che le sostanziali differenze di prezzo sono uno dei segni tangibili, che qualche produttore (furbo) taglia le farine dei grani antichi con altre farine più scadenti, immettendole sul mercato a prezzi concorrenziali. A questo punto è la politica a doversi muovere, ma gli agricoltori e i trasformatori devono farsi sentire. Uniti.
«A tal proposito posso anticiparvi - conclude Felice Lasalvia Di Clemente - che ho finanziato di tasca mia la seconda fase di una start up che sta sperimentando un marcatore che rende individuabile il grano antico, anche nei prodotti derivati dal grano. E’ una ricerca importantissima che in futuro può servire come metodo antifrode».


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 13 luglio 2017
Aggiornato il 14 luglio 2017 alle 22:04



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