Arriva a Palermo la campagna del Moige per prevenire bullismo e cyber risk

Formazione e ricerca Lunedì 18 gennaio l'Istituto comprensivo Marconi ospiterà il tour nazionale della campagna “Giovani Ambasciatori contro Bullismo e Cyber Risk, in giro per l’Italia” promossa dal Movimento Italiano Genitori che, giunto alla quarta edizione, ha già coinvolto oltre 700 scuole e circa 200.000 ragazzi

Fa tappa a Palermo  il tour della campagna del Moige finalizzata a prevenire bullismo e cyber risk e formare i giovani all’uso consapevole dei devices e della rete internet. Lunedì 18 gennaio presso l’IC Marconi si terrà l’Open Digital Day, una mattinata dedicata alla prevenzione dai cyber risk.
La tappa di Palermo rientra nel tour nazionale della campagna “Giovani Ambasciatori contro Bullismo e Cyber Risk, in giro per l’Italia”, promossa dal MOIGE – Movimento Italiano Genitori in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, la Polizia di Stato, ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia e con il supporto di Enel Italia Spa, Trend Micro Italia, Vodafone Italia e del Fondo di beneficenza di Intesa Sanpaolo.

“Giovani Ambasciatori contro Bullismo e Cyber Risk, in giro per l’Italia”, giunto alla quarta edizione, ha già coinvolto oltre 700 scuole con circa 200.000 ragazzi, più di 10.000 docenti e 400.000 genitori, ma soprattutto ha formato oltre 3.000 Giovani Ambasciatori, ragazzi scelti dai docenti per le loro particolari attitudini e sensibilità.
Nonostante la chiusura delle scuole a causa della pandemia da Covid-19, quest’anno il progetto sta raggiungendo migliaia di studenti in più 250 scuole di primaria e secondaria di I e II grado del territorio nazionale per informarli e formarli sul bullismo e sul cyber-risk attraverso una cittadinanza digitale responsabile e sicura. Tema ancora più importante in questo complesso periodo.
Tra gli strumenti operativi un numero verde, un numero sms dedicato, materiali didattici e webinar (Open Digital Day). Inoltre, la rete nazionale di oltre 3.000 Giovani Ambasciatori coinvolti attraverso la metodologia del peer to peer, con attività educational interattive tra pari, adesso previste anche in digitale. Obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza delle problematiche legate all’utilizzo improprio del web, con particolare riferimento al fenomeno delle ‘fake news’ e del cyber-risk.

La campagna sta toccando tutta l’Italia dal Trentino Alto Adige alla Sardegna coinvolgendo oltre 200 comuni nella realizzazione del progetto direttamente o tramite le scuole del territorio, tra le altre, le città di Giulianova, Avigliano Spaventa, Cosenza, Catanzaro, Pagani, Torre Annunziata, Bedonia, Udine, Trieste, Tivoli, Genzano di Roma, Frosinone, Genova, Como, Mantova, Gromo, Ancona, Ascoli Piceno, Termoli, Barge, Torino, Bari, Barletta, Galatina, Olmedo, Cagliari, Catania, Enna, Palermo, Cecina, Prato, Scandicci, Pergine Valsugana, Deruta, Verona, Mirano, Gambellara.

I punti qualificanti della campagna riguardano: la formazione ed attivazione di ulteriori 1.250 “Giovani ambasciatori contro il cyberbullismo”, che a fine progetto diventeranno Ambasciatori nella lotta al cyberbullismo rappresentando un punto di riferimento di formazione e segnalazione per i loro ‘pari’ all’interno dell’istituto di appartenenza.
Webinar di formazione per la prevenzione dei cyber risk in cui psicologhe esperte approfondiscono con i ragazzi: il fenomeno, le cause e le conseguenze della violenza online e offline, i rischi correlati ad un uso improprio del web, utilizzo consapevole e corretto del web, fake news e gaming, consigli pratici per i minori.
La presenza, quando consentito dalla normativa a causa delle restrizioni anti Covid-19, del “Centro mobile di sostegno e supporto contro il cyberbullismo”, un motorhome che raggiunge le scuole e i comuni che lo richiederanno con gli esperti psicologi e psicoterapeuti della task force antibullismo del Moige.

I DATI SUL FENOMENO

In occasione della presentazione della campagna, avvenuta lo scorso 6 febbraio durante il Safer Internet Day 2020, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte e della Ministra per la Famiglia, Elena Bonetti, sono stati pubblicati i dati aggiornati sul fenomeno della Polizia di Stato e del Moige – Movimento Italiano Genitori.
I dati dell’indagine “La dieta cyber dei nostri figli” coordinata dal Prof. Tonino Cantelmi dell’Università Europea di Roma, per il Moige con un campione di oltre 2.500 minori tra i 5 e i 22 anni.
Dall’analisi emerge una generazione super tecnologica e iperconnessa. Il 22% possiede almeno 5 devices come computer, tablet, pc portatile, smartphone e console e soltanto l’1,4% dei ragazzi non ha una connessione internet, mentre solo l’11,8% non usa i social.

Si tratta quindi di un fenomeno sempre più presente e pervasivo, se consideriamo che 1 ragazzo su 2 (il 50%) rimane connesso da 1 a 3 ore al giorno e il 27,4% trascorre più di 3 ore al giorno immerso nel web, non accorgendosi del tempo trascorso per il 60% dei casi.
Preoccupa, inoltre, che il 37,7% attende con ansia il momento della connessione, il 40,5% non è tranquillo sapendo di non poter accedere a Internet e il 24,8% rinuncia spesso o sempre alle ore di sonno per rimanere connesso, mentre il 40% prova un senso di delusione per l’assenza di notifiche.

La maggior parte dei giovani fa chiaramente fatica a separarsi dal proprio smartphone: il 70,5% non è stato un giorno intero senza il cellulare, il 61,9% ha provato ansia o rabbia non potendo accedere al proprio device e il 19,8% sostiene di non poter trascorrere nemmeno un’ora senza il proprio smartphone.
Inoltre i ragazzi dimostrano di sottovalutare le insidie di internet e, in particolare, il fenomeno del Online Grooming (adescamento virtuale). Basti pensare che ben il 71,2% (7 su 10) ha accettato l’amicizia di un estraneo su social, almeno una volta; il 21% dichiara di aver incontrato personalmente estranei conosciuti on line; il 19,3% ha dato loro il proprio numero ad un estraneo; l’8,1% dichiara di aver scambiato foto personali con un estraneo ma 1 ragazzo su 2 condivide foto di se stesso attraverso il proprio smartphone. Collegato a questo è il fenomeno del “sexting”, che fa riferimento alla condivisione di selfie e video sessualmente provocanti o pornografici di se stessi o di persone conosciute personalmente. Questa forma di aggressione &egr ave; rischiosa e può far seguito ad episodi di bullismo “reale” o esprimersi solo online. Ancora una volta il web e i social si confermano come vero e proprio mezzo di disinformazione: il 19% si fida ciecamente dei contenuti che veicola il web, il 50% ha creduto almeno una volta ad una fake news e solo il 18% verifica la fonte.
In generale il 95,6%, possiede uno smartphone, inclusa la fascia di età più piccola, e lo utilizzano il 77% per la messaggistica istantanea, 67,6% per chiamare e un 50,5% per aggiornare i social e giocare.

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