martedì 12 dicembre 2017

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Anche i "terroni" fanno panettoni
(e li fanno buonissimi)

Dolci

Un trionfo di profumi, sapori e colori, da assaporare con gli occhi prima che con il palato. Dall'1 al 3 dicembre Cefalù organizza il "Panettone Festival", una kermesse dedicata al dolce lombardo simbolo dell'alta pasticceria made in Italy, che in Sicilia ha trovato una nuova patria grazie ai maestri pasticceri che lo hanno declinato con i più svariati prodotti tipici dell'Isola


di Giusy Messina

Ai pistacchi di Bronte o di Raffadali, con la manna di Pollina, alle fragoline di Ribera o con le scorzette di arance, con canditi e cannella, con le mandorle di Avola ed al cioccolato di Modica, cè soltanto l'imbarazzo della scelta. A Cefalù è tutto pronto per il "Panettone Festival", il gran galà del panettone artigianale ad alto tasso di sicilianità. E' infatti la suggestiva cornice arabo-normanna della cittadina patrimonio dell'Unesco, ad ospitare dall'1 al 3 dicembre la prima edizione del Festival dedicato al dolce cult di Natale. Un trionfo di profumi, sapori e colori, da assaporare con gli occhi prima che con il palato, per un' esperienza multisensoriale.

I componenti dell'associazione Kefood

Patrocinato dal comune di Cefalù, il Festival è organizzato dai giovani trentenni dell'associazione “Kefood” che hanno deciso di far dialogare il territorio madonita creando sinergia tra pubblico e privato.
«Perchè - spiega Antonio Serio, di Kefood - vogliamo rimanere qui e creare un futuro di qualità. La Sicilia ha tutte le potenzialità che servono». Con la loro associazione attingono dal passato - le lettere “Ke” sono attinte dall'antico nome di Cefalù, Kephalodion - e guardano al futuro con un progetto di ampio respiro culturale che ha nella valorizzazione dell'ars dolciaria siciliana il plusvalore dell'offerta turistica integrata del territorio.
«Cefalù deve vivere di turismo 365 giorni alll'anno- dice Simone Lazzara, giovanissimo assessore al Turismo della cittadina normanna -. Destagionalizzare è la scommessa di questa amministrazione che ha deciso di creare degli eventi per dare lustro alle piccole e medie imprese, alcune delle quali a conduzione familiare, per far continuare a vivere giovani e famiglie anche in inverno».

Nicola Fiasconaro con uno dei suoi panettoni

E parlando di panettone da queste parti, il testimonial non poteva che essere Nicola Fiasconaro, il maestro pasticcere di Castelbuono, pioniere nella produzione del panettone born in Sicily.
«Sono orgoglioso se oggi 300 fornai in Sicilia producono il panettone a km zero, utilizzando le materie prime del nostro patrimonio agroalimentare - dice Fiasconaro con emozione- impastando pasta acida e ingredienti siciliani, abbiamo fatto una rivoluzione». Ma Nicola Fiasconaro non dimentica gli esordi difficili: il “terrone del panettone”, come veniva apostrofato da chi agli inizi lo guardava con sufficienza e diffidenza, è diventato l'ambasciatore del prodotto simbolo dell'alta pasticceria made in Italy più conosciuto nel mondo, prerogativa del Nord Italia fino al suo arrivo. E in questi giorni sarà proprio lui ad inaugurare a Torino la sesta edizione di "Una Mole di Panettone", evento che riunisce le aziende italiane d'eccellenza. «Ci vuole umilità, coraggio, tenacia e soprattutto tanta ricerca scientifica - dice con fermezza- ai giovani che vogliono continuare questo mestiere consiglio di avere fiducia nei propri sogni. L'economia sociale di Castelbuono può essere un esempio, perchè anche altrove l'utopia diventi possibile». E Fiasconaro per il paese madonita è una grande realtà, sono infatti 130 gli impiegati che lavorano negli undici laboratori che servono la sua pasticceria. Piccole realtà il cui motto è “eccellenza”, dalla terra alla tavola.

Il panettone di Mauro Lo Faso

Al Festival del Panettone sarà possibile assistere ad una sua lezione sulla lievitazione naturale e per i più golosi, sarà possibile assaggiare una nuova creazione di casa Fiasconaro, il Marron Noir, il panettone dal cuore di castagna. «Ebbene sì, è un omaggio al Piemonte, perchè le castagne che abbiamo impiegato per la produzione di questi dolci sono quelle delle valli cuneesi». Una "trasgressione", noblesse oblige, che gli può essere perdonata.
Dal pomeriggio di venerdì 1 dicembre e fino a domenica 3 dicembre (con inizio alle 10) il centro storico di Cefalù, tra luci e colori di Natale, sarà inebriato dai profumi delle prelibatezze dolciarie della tradizione siciliana. Per i più piccoli sarà l'occasione per “mettere le mani in pasta” con la Junior Baker Academy. Guidati dal pasticcere Vincenzo Serio si divertiranno a creare dolci di marzapane, torte e biscotti. Per gli appassionati, invece, sarà l'occasione per carpire i segreti dei maestri pasticceri che terranno delle lezioni dedicate.
Ogni panettone è una storia a sé: alcuni hanno un gusto più delicato altri più intenso e deciso. Per questo nell'ambito della manifestazione è stato organizzato un tour gustoso per provare a scoprire tutte le specialità che la nostra terra offre in tema di panettoni.

Mauro e Giuseppe Lo Faso, pasticceria La Delizia di Bolognetta

All'ombra del Duomo si potrà assaggiare il "Pambrillo", un panettone al limone, imbevuto a mò di babà con una bagna al limoncello, oppure il "Chocobum", un panettone al cioccolato imbevuto al rhum, entrambi proposti dalla pasticceria “La delizia” di Bolognetta e creati da Mauro Lo Faso, 23 anni appena ed un talento per la pasticceria ereditato da generazioni di pasticceri, che quest'anno ha partecipato al contest "Il panettone secondo Caracciolo" che decreta ogni anno il miglior panettone d'Italia. Dalle Valle dei Templi arriva il "Sublime siciliano", un panettone siciliano a lievitazione naturale creato dai fratelli Taibi di Castrofilippo, che grazie all'utilizzo di ingredienti come pistacchio, il cioccolato e la mandorla, raccontano attraverso il loro panettone artigianale il legame con il territorio.

Alcuni panettoni dei fratelli Taibi di Castrofilippo

Lascerà sicuramente l'oro in bocca, è proprio il caso di dirlo, l'ultima novità dei fratelli Bonfissuto, Giulio e Vincenzo, di Canicatti, che a Cefalù presenteranno il "Panettone 18 carati" con foglia oro e crema al cioccolato di Modica.

Il Panettone 18 carati dei fratelli Bonfissuto di Canicatti

Mariangela Azzaro della pasticceria Santa Lucia di Cefalù punta sul suo " Panettone Nero Arancio", mentre i fratelli Di Vincenzo, artigiani del gusto a Cefalù da generazioni, conquisteranno il pubblico con diverse specialità di panettone: da quello al buccelato a quello cioccolato e pera.

I fratelli Di Vincenzo, L'angolo delle dolcezze di Cefalù

A Natale anche gli amanti dei grani antichi desiderano mangiare il panettone, ed è per questo che l'Azienda Agricola Passione&Tradizioni Bio Kmzero della Valle dello Jato di Silvana Bruno, ha realizzato il panettone con farina di Maiorca integrale 100%, zucchero di canna e lievito madre.

Il panettone di Passione & Tradizione, nella Valle dello Jato

Ma a Natale non si mangiano solo panettoni, ed anzi la Sicilia ha una grande varietà di dolci tradizionali natalizi. Per questo motivo al gran galà di Cefalù si potranno gustare alcuni dolci tipici: Sebastiano Brocato proporrà i classici "turtugliuna" di Gratteri ripieni di fichi, uva passa, mandorle, noci, nocciole, cioccolato, cannella, zuccata e marsala.

I turtugliuna di Gratteri di Sebastiano Brocato

Ma ci sarà anche il torrone dell'antico torronificio delle sorelle Anna Maria e Filippa Milazzo, che quest'anno presenteranno il "panettone verde” impreziosito da golosi mirtilli e dai migliori pistacchi siciliani fin dall'impasto, e i desserts alle mandorle, fiore all'occhiello del biscottificio Mocciaro di Cefalù che propone anchegli alberelli di Natale, un biscotto tipico natalizio. Imperdibili, poi, le cassatine del biscottificio di Paolo Forti a Castelbuono: morbidi scrigni di pasta frolla ripieni di fichi, mandorle o pistacchio di Bronte.

Il panettone siciliano

Dulcis in fundo, il “Panettone siciliano”, creato cinque anni fa dai maestri pasticceri palermitani Antonino Accardi, Salvatore Cappello, Giovanni Pace e Santi Palazzolo di Cinisi e Carmelo Sciampagna di Marineo, rappresentanti siciliani dell’Accademia Maestri Pasticceri italiani. Un dolce con il ripieno di cubetti di pasta di mandorle, le scorza di arance e una golosa copertura di scuro gianduia e pezzetti di frutta secca, che è la sintesi dei migliori prodotti che la Sicilia possa offrire. «E' inutile negarlo - dice Salvatore Cappello - soprattutto per chi ci guarda dall'esterno, per la bontà delle materie prime e la laboriosità dei pasticceri”, la Sicilia è un miraggio».


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 30 novembre 2017
Aggiornato il 01 dicembre 2017 alle 11:16





Giusy Messina

Palermitana, classe '63, ama profondamente la sua Isola. Il suo motto di vita è: con leggerezza si possono dire cose importanti. Si occupa di enogastronomia, storie, luoghi e territori, per raccontare una Sicilia nascosta e preziosa. Ha collaborato con il quotidiano L'Ora, La Repubblica, Cult. Ha scritto la prima guida de Il Movimento del Turismo del Vino in Italia, per la Sicilia. È giornalista pubblicista dal 1996.


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