Alfonso Restivo, il ritrattista dei vip, Uomo Siciliano dell’anno: «La pittura è emozione pura»

Sugnu Sicilianu Il catanese Alfonso Restivo, definito "Ritrattista dei Vip", giovedì 11 agosto, nell’aula consiliare del Comune di Belpasso, sarà insignito, per la seconda volta, del prestigioso “Premio Uomo Siciliano dell'anno”: «Prima ero io a proporre le opere, adesso tramite passaparola i vari personaggi mi chiedono di ritrarli, amano il mio stile iperrealista»

Docente e maestro d’arte d’adozione belpassese (nato, però, nel capoluogo etneo), il suo è più che un bel passo, diremo meglio un eccellente passo… sicuramente artistico! Ambizioso e umile al contempo, Alfonso Restivo è un apolide o come ama definirsi: “cittadino del mondo”, che da artista italiano ha portato la sua arte in giro per continenti e relativi Paesi: in America, Russia, Perù, Dubai e in Ucraina. Proprio in quest’ultimo fiorente territorio vi si è recato lo scorso 15 febbraio, pochi giorni prima che scoppiasse una guerra ingiustificata. Perché tutte lo sono e lo devono essere.

Restivo ospite a "Striscia la notizia" con Ficarra e Picone

Restivo ospite a “Striscia la notizia” con Ficarra e Picone

Giovedì 11 agosto, alle 10.30, nell’aula consiliare del Comune di Belpasso, colui che si può definire il “ritrattista dei vip”, sarà insignito del prestigioso “Premio Uomo Siciliano” anno 2022, per aver divulgato e valorizzato l’arte siciliana nel mondo. Ad encomiarlo, oltre al primo cittadino, il sindaco Daniele Motta, insieme con il suo vice nonché assessore alla Cultura, Tony Di Mauro e al delegato agli Eventi, Salvo Pappalardo, sarà anche l’organizzatore e creatore del noto premio, il professore Antonio Omero. Nella stessa sede, in quell’occasione, Restivo mostrerà in anteprima il ritratto che consegnerà ad un gigante della musica pop Made in Italy, Eros Ramazzotti. «Solo l’ultimo vip, in ordine di tempo, che verrà raggiunto dall’artista siciliano il quale, come un vulcano in continua manifestazione eruttiva, assicura che è già a lavoro per assicurare un ritratto ad ulteriori vip di caratura internazionale» dichiara Alessandra Barbato, portavoce istituzionale della ridente cittadina alle pendici dell’Etna, dove Restivo ha vissuto sin da piccolo, quando si trasferì all’età di tredici anni, mantenendo, nonostante la lontananza, un legame d’affetto col territorio. Quanto ad Antonio Omero, le parole spese, fluidamente, per Restivo non lasciano dubbi al successo intinto di fatica ed entusiasmo: «L’ho seguito con interesse sin da ragazzino. Lo conobbi proprio quando era molto giovane. Non lo persi mai di vista, sicché un giorno me lo ritrovai sulla stampa per un suo exploit non indifferente, appellato come “ritrattista dei vip”. È un vulcano dentro, un ragazzo con un entusiasmo che rappresenta l’animus siciliano».

Quattro anni fa "Uomo Siciliano dell'anno"

Quattro anni fa “Uomo Siciliano dell’anno”

Il maestro Restivo, che non è al primo riconoscimento per meriti artistici – è stato nominato come “Cavaliere di Malta“ dall’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme o ancora, nel novembre scorso è stato nominato direttore artistico della Galleria Spazio M’Arte di Brera, a Milano -, con quasi trecento mostre all’attivo in 20 anni di carriera, tra cui l’esposizione a Palazzo Zenobio sede della Biennale di Venezia, Palazzo Farnese a Piacenza, Palazzo della Regione Lombardia a Milano, il Modern Art Research Institute of Ukrainian Academy of Arts, creatore dell’opera per il “Premio Eccellenza Italiana 2019“ a Washington DC, già nel 2018 si aggiudica il “Premio Uomo Siciliano”, come miglior artista dell’anno.

Con Nina Moric

Con la stupenda Nina Morić

Conosciuto in Italia e all’estero per essere l’unico artista ad aver ritratto e consegnato personalmente i suoi ritratti a più di 100 personaggi famosi – Diletta Leotta, Matteo Salvini, Gigi Buffon o Barbara D’Urso, per citarne alcuni -, a Restivo chiediamo quali sono stati i suoi esordi. «Mi sono approcciato al disegno sin da piccolo – replica – copiando a mano libera i fumetti della Walt Disney, ho così scelto di frequentare il Liceo artistico Emilio Greco di Catania, laureandomi in Accademia delle belle arti di Catania. Da lì ho iniziato a partecipare a tantissime mostre in Sicilia e all’estero in 20 anni di carriera».

Come è nata la passione per ritrarre i vip?
«Mi piace il calcio e tifo Juve. Avevo da sempre la voglia di incontrare il capitano Giorgio Chiellini, quale miglior modo di incontrarlo se non omaggiandolo di un ritratto di famiglia? Così a Vinovo, a sud di Torino, nel 2018 ebbi la prima consegna vip. Adesso sono più di 100 i personaggi famosi ritratti».

L'incontro con l'allora Capitano della Juve Giorgio Chiellini

L’incontro con l’allora capitano della Juve, Giorgio Chiellini

Da quanto tempo manca dalla Sicilia?
«Dal 2015. Sono andato via per poter insegnare, lavoro che svolgo tutt’oggi in un Liceo scientifico in Lombardia».

Che cos’è la pittura?
«La pittura per me è innanzitutto rilassarsi e staccare la mente dai problemi quotidiani, poi diventa pura emozione».

E il colore?
«Il colore è vita!».

Si è mai ispirato a suoi colleghi più o meno illustri?
«Si, la mia arte parte da uno studio di luce e ombre della pittura del Caravaggio».

Avrà impegnato diverso tempo e spazio, ci dica: come è riuscito a consegnare a quasi tutti i personaggi i suoi ritratti?
«Prima ero io a proporre le opere, adesso tramite passaparola mi chiedono di ritrarli, amano il mio stile iperrealista».

Lei omaggia le opere o le vende?
«L’arte come qualsiasi lavoro dev’essere sempre riconosciuta, sia economicamente che meritevolmente».

Restivo con il primatista olimpico Marcell Jacobs

Restivo con lo sprinter primatista olimpico Marcel Jacobs

Questo premio, bissato a distanza di quattro anni, giunge in mezzo ad una pandemia che sembrava scongiurata ma che invece non ha cessato i suoi effetti: le ha creato difficoltà?
«No, la pandemia mi ha permesso di dipingere a casa, praticamente 24 ore al giorno».

Qualcosa o qualcuno l’ha ispirata in questo biennio?
«Nutrivo il bisogno di poter dare un attimo di gioia con un ritratto a persone che avevano perso un parente o un amico, l’arte dev’essere anche terapeutica».

Mi racconti di più: come un’opera può diventare terapeutica per un parente?
«Un ritratto di un familiare che non c’è più, la sua immagine dipinta nel quadro, fa si che riaffiorino i ricordi , gli abbracci i bei momenti vissuti. L’arte fa stare bene, rilassa e da emozioni uniche.»

I due etnei Restivo e Leotta

Du etnei sulle cime del successo: Alfonso Restivo e Diletta Leotta

Lei ha avuto una piccola percentuale di fortuna, come poc’anzi ci ha raccontato, grazie al gioco del calcio, coronando il sogno di consegnare la sua opera al capitano della squadra per la quale fa il tifo. Ma il calcio, è un fenomeno sociale che può intersecarsi con la cultura e con le arti? E sino a che punto è tollerato nel mondo artistico contemporaneo?
«Lo sport, in genere, è da sempre sinonimo di vittorie e sconfitte, e nel calcio, che è lo sport per antonomasia che contraddistingue l’italiano, avviene tutto questo. Un artista ha il dovere di immortalare con i colori e pennelli le gioie degli atleti, o i visi delle icone del calcio mondiale come Maradona o Pelé».

Col calciatore dell'Inter Lautaro

Col calciatore dell’Inter, Lautaro

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