Giovanni Geraci, l’ascesa da Mussomeli al Vaticano del compositore di Dio

Sugnu Sicilianu Una passione, quella del compositore nisseno, che gli ha fatto conseguire il Magistero in Direzione e Composizione Corale al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma. Dal 2007, da quando vive a Verona, è stato un crescendo. Oggi, tra le altre cose, dirige la Cappella Musicale della Cattedrale scaligera, e lo scorso 17 novembre la sua messa "Vaticano II" è stata eseguita durante la messa per la Giornata Mondiale dei Poveri celebrata da Papa Francesco

Le sue note hanno risuonato in mondovisione lo scorso 17 novembre, durante la messa per la Giornata Mondiale dei Poveri celebrata da Papa Francesco, consacrandone il nome come maestro di musica nel tempio della cristianità. Stiamo parlando del M° Giovanni Geraci la cui Messa Vaticano II è stata eccezionalmente eseguita dalla Cappella Musicale Pontificia “Sistina”, diretta da don Marcos Pavan, accompagnata all’organo da Josep Sole Coll, primo organista della Basilica di San Pietro in Vaticano. Un’autentica consacrazione per il 48enne musicista, il cui cognome tradisce sicilianissime origini, e che dal febbraio 2018 dirige la Cappella Musicale della Cattedrale di Verona dove vive e opera da diversi anni. «L’esecuzione nella Santa Sede – racconta Geraci –  mi è stata proposta da Josep Sole Coll, che avevo già avuto modo di conoscere tanti anni fa, durante i miei studi all’Istituto Pontificio di Musica Sacra».

Giovanni Geraci in Vaticano

Una passione, la sua, nata all’ombra del castello di Mussomeli, dove viveva coi genitori e le sorelle. Erano gli anni Novanta e aveva assunto come nome d’arte l’americanizzato Johnny e s’era musicalmente formato nel Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo. Con tale nome era molto conosciuto nell’ambiente e si guadagnava da vivere impartendo lezioni private al pianoforte a giovanissimi aspiranti musici. Le passioni vere, però, si sa, non fanno dormire e lui trascorreva insonne gran parte della notte per risalire alle origini delle antiche lamentazioni che da mezzo millennio a Mussomeli accompagnano il Giovedì e il Venerdì di Passione.  Vale a dire quell’incomprensibile impasto di latino e siciliano antico che si traduce in una nenia lamentosa e struggente che caratterizza tutto il periodo della Quaresima. Passione che ha sempre portato Geraci a vivere a stretto contatto con la sacralità della fede. 

Una sera però, provato e mortificato dalla mancanza di prospettive che comporta vivere in un paese dell’entroterra siciliano, specie quando l’età comincia ad avanzare e i trent’anni erano già compiuti, si rivolse al cielo e in un muto dialogo, chiese: “Ma tu, Signore, che vuoi da me?” Da quella lontana notte sono passati quasi vent’anni e da Mussomeli, da dove è partito, il M° Giovanni Geraci è arrivato in Vaticano, celebrando la propria consacrazione musicale davanti al mondo

Una grande opportunità piovuta dal cielo

Giovanni Geraci in fase di direzione

Trovato quel foglio, infatti, l’allora giovane musicista mussomelese, volle provare a mettersi in discussione e partecipò alle selezioni assai esclusive. Si impegnò a fondo, dando vita a tutta la propria passione. Comincia così la seconda parte della sua vita. Era il settembre 2001. «Tutto era nato per una serie di coincidenze incredibili – ricorda Geraci -. Ero in crisi con me stesso e chiedevo al Padre nostro cosa volesse da me. Purtroppo a Mussomeli non sono ero riuscito a esprimere al meglio quello che avevo dentro e le mie uniche entrate economiche, a parte qualche piccola prestazione pubblica, erano limitate alle lezioni private ai ragazzi. Mentre rassettavo la stanza, trovai un bando che mi aveva dato padre Achille Lo Manto dieci anni prima. A quel tempo non avevo titoli per poter partecipare. Mi collegai tramite internet e feci giusto in tempo a partecipare alle prove di settembre. Quando seppi del dettato di canto gregoriano mi preoccupai molto. Riuscii comunque a procurarmi un libro (la sorella era riuscita a trovare l’unica copia esistente nella libreria del duomo di Milano nda) e studiai come un matto quelli che sembravano geroglifici, ma in quella prova ottenni ottimo. Una grande opportunità piovuta dal cielo e che mi consentì di approfondire i miei studi lavorando nel campo che da sempre prediligo».

Tra le prove selettive bisognava infatti superare l’ostico dettato di canto gregoriano. Una prova davvero assai impegnativa, tant’è che alla fine solo in sei superarono la prova. Geraci si classificò primo, ricevendo i personali complimenti dell’anziano sacerdote musicista, autore del pezzo. E manco a farlo apposta, proprio in quei giorni si liberò un posto all’interno dell’Istituto Pontificio dove Geraci venne ospitato. E qui, presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, sotto la guida del M° Walter Marzilli, conseguì il Magistero in Direzione e Composizione Corale con summa cum laude. E cinque anni dopo, nel 2006, compose due brani che vennero eseguiti nel corso della Messa presieduta da Sua Santità Benedetto XVI e trasmessa  dallo stadio Bentegodi di Verona in diretta su Raiuno, nell’ambito del IV° Convegno Ecclesiale Nazionale. Un evento storico per la Chiesa, che si ripete ogni dieci anni. Geraci: «I brani erano: Annunciate a tutti i popoli salmo responsoriale su testo tratto dal Salmo 95, e Alleluia canto al Vangelo composto su Cantus Firmus della celebre melodia gregoriana dell’alleluia. Entrambi i brani erano stati elaborati per solista, assemblea, coro, ottoni ed organo.  In essi è evidente l’influsso della modalità gregoriana; ciò traspare dall’utilizzo di eleganti linee melodiche indissolubilmente legate al testo sacro e di armonie arcaiche “modaleggianti” che sorreggono il canto. Inoltre ho composto degli intermezzi strumentali che si alterneranno all’esecuzione delle varie strofe del canto di Comunione “Pane di vita” di G. Mareggini”».

Un grazie anche ai miei genitori e alla Diocesi di Caltanissetta che da sempre hanno creduto nel mio talento

Giovanni Geraci in studio di registrazione

I brani furono eseguiti da un coro formato da circa duemila coristi rappresentanti della coralità veronese. La parte strumentale venne affidata all’organo e a un gruppo ottoni (trombe e tromboni) formato da cinquanta strumentisti. La direzione era nelle mani del M° don Alberto Turco, noto gregorianista e Maestro di Cappella del Duomo di Verona. «Mi sentii davvero felice e onorato di avere avuto la possibilità di poter esprimere per mezzo della mia arte l’immenso amore che nutro per Cristo in un’occasione così importante per la Chiesa Cattolica Italiana. Quella volta si realizzò un sogno che mi aveva accompagnato sin da bambino. Un sogno realizzato grazie a tanti anni di sacrifici vissuti lontano dal mio paese natio e a tanti anni di duro e appassionato lavoro di ricerca musicale e di studio della composizione.  Devo sempre un grande grazie a tutti i miei maestri del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma che, attraverso i loro sapienti insegnamenti, seppero farmi amare sempre più la musica sacra. Un grazie anche ai miei genitori e alla Diocesi di Caltanissetta che da sempre hanno creduto nel mio talento».

Cu nesci arrinesci insomma, come vuole la saggezza popolare? Parrebbe proprio di sì. Dal 2007 Geraci vive a Verona e da allora è stato un crescendo. Ricopre la carica di vicedirettore della Cappella Musicale della Cattedrale e dirige l’ensemble vocale Scáliger Concéntus; insegna direzione corale e armonia alla Scuola Diocesana di Musica Sacra ed educa i bimbi delle Scuole Aportiane a muovere i primi passi nell’universo sonoro. Pubblica per  le Edizioni Carrara di Bergamo e per l’etichetta discografica Melos Antiqua di Verona, per Domani Musica di Roma, per il Pontificio Istituto di Musica Sacra e per la Conferenza Episcopale Italiana. Ha vinto numerosi concorsi di composizione, tra cui il concorso nazionale di Composizione libera e liturgica “In memoriam… Joannes XXIII”,  il Papa buono, bandito dall’Accademia Corale di Baccanello e dal Comune di Sotto il Monte, dove era nato Papa Giovanni XXIII. Geraci, tra i tanti impegni, dirige anche il Riječki Nadbiskupijski Zbor (coro diocesano di Rijeka, Croazia). E proprio in Croazia, ha conosciuto Andrejka Srdoc, la donna che sarebbe diventata sua moglie (anche lei si occupa di musica), e ha messo su famiglia.

Nel 2008 ha presentato con successo in Italia e in Croazia la Passione secondo Maria, sacra rappresentazione andata in scena nel Battistero della Cattedrale di Verona, organizzata in collaborazione con il Teatro Stabile della città scaligera, e replicata nella Cattedrale di San Vito a Rijeka (Croazia). A Verona, la polifonia vocale è stata eseguita da I Cantori Romani (formazione corale composta da studenti ed ex studenti del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma), mentre a Rijeka è stata interpretata dal Riječki nadbiskupijski zbor (Coro Diocesano di Rijeka), coro che, come già detto, il M° Geraci dirige e ne cura la preparazione vocale dall’ottobre 2007. In entrambe le recite il numeroso e competente pubblico presente proclama il successo con lunghi applausi.  Il M° Geraci, ha anche ideato la Sacra Rappresentazione, curandone le elaborazioni strumentali e componendo due brani corali inediti Stabat Mater e Beata es Virgo Maria eseguiti in prima assoluta. Nel corso di uno dei quadri della sacra rappresentazione viene eseguito il suggestivo Stabat Mater, tratto dal repertorio paraliturgico di tradizione orale mussomelese, legato ai riti della Settimana Santa. L’esecuzione è affidata alla delicata voce di sua moglie Andrejka, una delle più affermate gregorianiste croate. 

Obiettivo raggiungere il cuore non solo del pubblico, ma anche degli strumentisti e dei cantori

Lo spartito dell'”Agnello di Dio” composto da Giovanni Geraci

L’immagine simbolo della Sacra rappresentazione fu elaborata graficamente da un altro mussomelese di talento, Lino Maida; si tratta di una libera e originale composizione grafica della Pietà di Michelangelo. Ricorda Geraci: «E’ stato motivo di grande soddisfazione personale osservare che tanta gente si era commossa all’ascolto dei significativi testi superbamente scritti e recitatati da Orsola Fortunati e dalle suggestive musiche da me composte con le quali ho cercato di amplificare ulteriormente la profondità dei contenuti umani e cristiani suggeriti dai testi con l’obiettivo di raggiungere il cuore non solo del pubblico, ma anche degli strumentisti e dei cantori che magistralmente hanno eseguito le musiche. A quanto pare ci sono riuscito». 

Nel 2009 Mons. Ivan Devčić, Arcivescovo della Diocesi di Rijeka gli ha commissionato  la composizione dell’inno dell’evento per l’Anno Eucaristico, dal titolo Ti, naša hrano (Tu, nostro cibo) e i brani dell’ordinario della messa: Kyrie, Gloria, Alleluia, Santo e Agnello di Dio tutti rigorosamente in lingua croata raggruppati nell’opera intitolata “Misa Krist naša nada” ispirata ai contenuti dell’Anno Eucaristico.  Nel santuario della Madonna di Trsat a Rijeka, la messa presieduta dal cardinale Josip Bozanić, presidente della Conferenza Episcopale Croata, è stata animata musicalmente da trecento coristi, da un gruppo ottoni e dall’organo, che hanno eseguito i brani composti dal M° Geraci insieme ad altri brani del repertorio croato. La direzione musicale è affidata allo stesso Geraci e la messa viene trasmessa in diretta televisiva su HTV2, (il secondo canale della TV di Stato Croata).

Nel 2012 nel duomo di Messina è stato eseguito per la prima volta in Sicilia, il suo “Te Deum” in occasione dell’ordinazione episcopale di mons. Santino Gangemi, arcivescovo titolare eletto di Umbriatico, e Nunzio Apostolico nelle Isole Salomone. La solenne celebrazione fu presieduta dal cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio, e concelebrata dai vescovi consacranti, mons. Calogero La Piana, arcivescovo metropolita di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela e archimandrita del SS. Salvatore, e da mons. Giovanni Angelo Becciu, sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato e arcivescovo titolare di Roselle. La celebrazione fu animata dal Coro diocesano di Messina formato da un centinaio di coristi provenienti da varie realtà corali della diocesi di Messina, coordinati dal M° Angelo Cannata e diretti dal M° Nazareno De Benedetto.  Il canto venne accompagnato dal magnifico organo a canne del duomo e da un quartetto di ottoni.  «Il Te Deum – spiega Geraci – non è un canto che accompagna un rito, ma è esso stesso rito. Attraverso la sua proclamazione tutti i fedeli, insieme, ringraziano Dio per il ricevimento di una grazia, nel caso specifico la grazia di Dio era stata la nuova ordinazione episcopale. Il mio Te Deum è composto su testo in lingua italiana. La composizione si sviluppa attraverso una tecnica arcaica legata allo stile gregoriano: la modalità. L’utilizzo di questo assetto compositivo antico, conferisce una maggiore solennità alla composizione. Gli esecutori dell’opera nella liturgia sono praticamente tutti gli attori che costituiscono una comunità di fedeli in preghiera: il celebrante e l’assemblea che si alternano ai passi polifonici affidati al coro con l’organo e gli ottoni ad impreziosire timbricamente il canto». 

Felicity, dedicato a Verona

“Felicity”, l’album di Giovanni Geraci dedicato a Verona

Nel 2015 nella cattedrale del capoluogo scaligero è stato presentato il suo volume dal titolo “Ci riunisce nella gioia”, che raccoglie venti nuovi canti per la Liturgia, pubblicato dalle prestigiosa casa editrice, Edizioni Carrara di Bergamo. In quell’occasione, la Cappella Musicale della Cattedrale, diretta dal M° mons. Alberto Turco, eseguì alcuni brani tratti dalla pubblicazione di Geraci. Il 2 dicembre 2016, al Teatro Nuovo, fu presentato il cd Felicity, dedicato a Verona (lavoro che si avvale anche della produzione artistica di un altro musicista, mussomelese doc, Riccardo Piparo). Prodotto da Musica Dedicata, patrocinato dalla Diocesi di Verona e sostenuto dalla Banca Popolare di Verona il cd si compone di otto brani inediti composti dal Maestro Geraci, per la voce di Maria Priscilla Fiazza affiancata da otto realtà corali veronesi. «Brani – dice Geraci-  che sintetizzano il pensiero di alcuni personaggi della fede della città scaligera: San Zeno, San Giovanni Calabria, Servo di Dio don Bernardo Antonini, Servo di Dio mons. Luigi Bosio, Servo di Dio don Giovanni Ciresola e Venerabile padre Filippo Bardellini».

Ad agosto del 2016, Geraci trova il tempo di essere anche spettatore e artefice di un fuori programma nella cappella del Castello manfredonico chiaramontano di Mussomeli dove i visitatori vengono deliziati da un antico canto in lingua slava.  Protagonisti di quel fuoriprogramma, i familiari del Maestro, ovvero i cognati Damijan e Zorica Srdoc coi figli Jakov e Fran i quali provenienti dalla Croazia erano suoi ospiti a Mussomeli. Il Maestro li portò in visita al maniero e quando arrivarono nella cappella, venne loro naturale intonare un canto della tradizione popolare slovena: Andeo Gospodnji, un vero e proprio momento di preghiera. La famiglia della moglie di Geraci è cristiano cattolica ed è molto devota. La moglie Andrejka, per altro, è specializzata in Canto Gregoriano e ha conseguto la laurea in Teologia, suo cognato Damijan è organista e dirige la corale della sua parrocchia, corale dove canta anche la cognata Zorica. 

Giovanni Geraci con la moglie Andrejka Srdoc

Lo scorso aprile, l’emittente veneta Telepace (che trasmette in Italia in digitale terrestre, e via satellite in Europa, Australia e Nuova Zelanda, e in streaming nel resto del mondo), ha trasmesso la sua ultima fatica musicale: Le sette parole di Gesù in croce”, cantata per soli coro e orchestra eseguita in Cattedrale a Verona, dalla Cappella Musicale e Orchestra, diretta dallo scorso anno proprio dal  Maestro di MussomeliE qui siamo al top. La Cappella musicale della cattedrale di Verona è un’autentica istituzione storica che affonda le sue radici nel XIV secolo, e tra i suoi direttori vanta Maestri emeriti della musica sacra. Un incarico di assoluto prestigio e di piena fiducia, dunque, quello affidato al Maestro Geraci, in seguito alla nomina vescovile a firma del vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti, con la quale Geraci prese il testimone di mons. Alberto Turco, apprezzato gregorianista alla guida della Cappella per 53 anni.

In mondovisione da San Pietro

Il programma della giornata del 17 novembre alla Cappella Musicale Pontificia “Sistina

E torniamo allo scorso 17 novembre, con la sua messa per coro a quattro voci miste ed organo trasmessa in mondovisione da San Pietro. Racconta ancora il Maestro Geraci: «Nel 2014, sollecitato dal M° Alberto Turco, direttore della Cappella Musicale della Cattedrale di Verona, iniziai a elaborare contrappuntisticamente i pregevoli temi di quattro canti dell’ordinario musicati dal compositore lombardo, lasciando inalterate le melodie da destinare all’assemblea: prima il Gloria e l’Agnello di Dio, poi, nel 2015, il Santo e l’Atto penitenziale. Per la loro funzionalità liturgica, grazie alla spontanea immediatezza delle melodie affidate all’assemblea, e per l’alta solennità che emerge dalle elaborazioni contrappuntistiche affidate alla schola, i brani di questa messa fanno ormai parte non solo del repertorio della cappella scaligera, ma di molte altre realtà corali della diocesi veronese. Nel 2018, a voler celebrare il 50° anniversario della sua composizione (1965-2015), grazie alla sensibilità delle Edizioni Carrara di Bergamo, la mia Messa Vaticano II su temi di Luigi Picchi venne pubblicata con l’obiettivo di divulgarla in tutto il territorio nazionale. Per venire incontro alle esigenze dei maestri di coro, degli strumentisti, dei coristi e dell’assemblea ho ritenuto funzionale arricchire la pubblicazione della messa con alcuni utili strumenti: di notevole praticità per l’esecuzione è certamente la presenza delle parti staccate per il solo coro e per i singoli strumenti a fiato».

La messa “Vaticano II” di Giovanni Geraci

La definitiva consacrazione, insomma, per il Maestro di Mussomeli, che nonostante il prestigio e il successo non ha dimenticato le suo origini e quando può torna in città per ritrovare il sapore dei tempi andati.

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