martedì 24 ottobre 2017

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Alessandro Aronadio: «Orecchie, viaggio nella quotidianità di un tragicomico Ulisse»

Visioni

Nelle sale dal 18 maggio "Orecchie", il nuovo film del regista palermitano Alessandro Aronadio, è una produzione low-budget che è piaciuta ed ha coinvolto, a paga sindacale, attori di rango, da Pamela Villoresi a Rocco Papaleo, da Piera degli Esposti a Massimo Wertmuller: «Orecchie è una commedia obliqua, con gusto cinico si pone domande altissime»


di Andrea Di Falco

La tragicomica giornata di un uomo alla scoperta della follia del mondo. È la storia di Orecchie, la folgorante opera seconda del 41enne regista-sceneggiatore palermitano Alessandro Aronadio. La commedia allegorica, scritta dal cineasta, con la collaborazione di Valerio Cilio, è prodotta dalla Biennale di Venezia College Cinema, con un piccolissimo budget di 150mila euro, e da Costanza Coldagelli, per Matrioska. Fotografato in un rigoroso bianco e nero da Francesco Di Giacomo, il film è distribuito in sala dal 18 maggio da 102 Distribution. Oltre al protagonista, il sorprendente attore teatrale romano Daniele Parisi, al suo esordio sul grande schermo, il lungometraggio può vantare un cast d'interpreti di altissimo profilo: Silvia D’Amico, Pamela Villoresi, Ivan Franek, Rocco Papaleo, Piera Degli Esposti, Milena Vukotic, Massimo Wertmüller, Sonia Gessner e il giornalista e scrittore Andrea Purgatori.

Daniele Parisi in Orecchie di Alessandro Aronadio

Il film racconta le vicende di un uomo che si sveglia con un fastidioso fischio alle orecchie. Trova un biglietto della compagna attaccato al frigorifero: «È morto il tuo amico Luigi. P.S. Mi sono presa la macchina». Ma il protagonista non si ricorda chi sia Luigi. Inizia così un viaggio nel quale l’uomo incontra un’umanità sadica e invadente popolata da personaggi bizzarri. Orecchie è una spiazzante rilettura dell’esistenza quotidiana, in cui si ritrovano echi letterari e cinefili. Dai temi dell'assurdo cari a Buzzati, allo sguardo paradossale pirandelliano, fino all'angoscia tipicamente kafkiana. Ma sono evidenti anche i rimandi al cinema “desolato” del regista finlandese Aki Kaurismäki.

Aronadio torna dietro la macchina da presa sei anni dopo l'uscita di Due vite per caso, il suo film d'esordio, interpretato dalla palermitana Isabella Ragonese, premiata con il Nastro d'argento per la migliore attrice non protagonista. L’opera prima del regista è l'unico film italiano selezionato in competizione al Festival di Berlino 2010, sezione Panorama. Il nuovo film, Orecchie, lo scorso anno, alla Biennale College di Venezia 73, ottiene una serie di riconoscimenti. Parisi si aggiudica il Premio per il migliore attore esordiente. Il film vince anche il Premio della giuria giovani. Orecchie, in breve tempo, diventa un caso internazionale. Il film, infatti, viene inserito nel concorso principale del Montecarlo Film Festival de la Comédie. Il lungometraggio riceve il Premio del pubblico e Parisi ottiene il Premio per il miglior attore. Il film vince anche il Premio "Ettore Scola" al BiFest diretto da Felice Laudadio.

Alessandro Aronadio

La genesi di Orecchie avviene nel 2015, quando Aronadio partecipa alla Biennale College di Venezia e presenta un trattamento di una ventina di pagine. Dopo una serie di workshop, il progetto riceve il finanziamento di 150mila euro. Un successo, ma anche un limite. Il regista, infatti, in nove mesi, deve girare, produrre e montare il film. Secondo Aronadio, quel budget solitamente corrisponde «al costo del catering di una produzione italiana». Il cineasta scrive quattro stesure del copione. Nel frattempo, si occupa del casting. Ma, a questo punto, avviene un fenomeno raro nel cinema italiano.«Il progetto di questo film "storto" - afferma Aronadio - inizia a circolare nell'ambiente. Una serie di attori s'innamorano di Orecchie e accettano, addirittura, di sottoporsi ai provini». L’esempio è rappresentato da interpreti del calibro di Massimo Wertmüller, Pamela Villoresi e della straordinaria Piera Degli Esposti. «Piera - chiosa il regista - è un’attrice che ama le sfide. Ha letto il copione e si è proposta per il personaggio del direttore del giornale. Che, inizialmente, doveva essere un ruolo maschile. Ma l'entusiasmo di Piera mi ha contagiato. Così, ho deciso di cambiare la sceneggiatura».

Ivan Franek e Pamela Villoresi

Gli attori e la troupe credono in «questo piccolo strano film». Tanto da lavorare al minimo sindacale. Il lungometraggio viene girato in tre settimane. La durata finale sarà di 90 minuti. « Orecchie - afferma Aronadio - nasce dall’idea di raccontare temi esistenziali attraverso lo sguardo della commedia. È concepito, sin dalla fase della scrittura, in uno “spietato” bianco e nero. E, non avendo la distrazione dei colori, lo spettatore si concentra sui volti. Già. Si tratta di un film di parole e di facce, che non gira intorno alle cose, ed è molto feroce con il suo protagonista. Affronta temi assoluti, si pone domande altissime, come la fede, l'amore, il dolore e la morte. Interrogativi enormi che il film affronta in una chiave assolutamente comica. Con un gusto caustico, persino cinico. Il protagonista è un uomo che deve intraprendere un viaggio sconosciuto nella quotidianità. È una sorta di Ulisse tragicomico che capirà molto di sé e di ciò che lo circonda. Spesso si dice che sia un film grottesco. In realtà, è iperrealistico. La messa in scena è fatta di lunghe inquadrature, silenzi e tempi interni prolungati. La mia è una comicità incentrata più sui dialoghi che sulle situazioni. Orecchie una commedia obliqua. Inusuale per il cinema italiano».

Daniele Parisi e Andrea Purgatori

Secondo Aronadio, « Orecchie è l'esatto opposto di Clerks, il film di Kevin Smith, simbolo della commedia a basso costo Anni Novanta. Quel film ha creato innumerevoli epigoni. Per parecchi anni, infatti, si è creduto che per realizzare una buona commedia fosse necessario girare in 16 millimetri, con una fotografia in un bianco e nero sgranato, con una struttura a scene fisse e, soprattutto, con dialoghi carichi di turpiloquio. Con il film mio sono andato in tutt'altra direzione. Infatti, la prima richiesta che ho fatto al direttore della fotografia Francesco Di Giacomo è stata di dimenticare Clerks. E di guardare a modelli diversi, uno su tutti: la luce di Ida, il capolavoro del regista polacco Paweł Pawlikowski, vincitore dell'Oscar per il miglior film straniero 2015. Ma ci sono anche altri riferimenti. Orecchie è un film che s'ispira al cinema di Buster Keaton e al mondo dell'animazione: dai Simpson, a Daffy Duck, ai Griffin».

Massimo Wertmuller

La biografia di Aronadio è ricca di successi e di prestigiose collaborazioni artistiche. Il cineasta nasce a Roma ma studia psicologia a Palermo dove si laurea nel 2001 con una tesi sul tema “doppio” nel cinema di David Cronenberg. Un anno dopo, ottiene una borsa di studio di cinema Fulbright “Sergio Corbucci” e vola alla Los Angeles Film School per studiare regia. Inizia la sua carriera cinematografica come assistente e aiuto regista. Collabora con maestri del cinema come Mario Martone, Giuseppe Tornatore, Roberto Andò, Ciprì e Maresco, Roberta Torre e Luc Besson. Ma l’attività di sceneggiatore comincia presto. Con un passaggio “obbligato”: la scrittura del copione di Agrodolce, prima soap opera girata interamente in Sicilia, tra il 2008 e il 2009, e ideata da Giovanni Minoli, per Rai Tre.

Parisi e Rocco Papaleo

Per Aronadio, arriva finalmente il momento di scrivere per il cinema e lavora per una serie di produzioni. Frattanto, nel 2010, memore degli studi universitari, pubblica il saggio dal titolo Lo strano caso del dottor David e di Mister Cronenberg, edito dalla Bietti di Milano. Lo stesso anno Aronadio gira Due vite per caso. Nel 2016, insieme a Edoardo Leo, Marco Bonini e Renato Sannio, firma la sceneggiatura di Che vuoi che sia, per la regia dello stesso Leo. Il 2017 è il suo anno di grazia. È in sala con tre film. Infatti, alla fine del marzo di quest'anno esce Classe Z, esordio cinematografico del comico siciliano Roberto Lipari. Aronadio, firma il copione del film insieme al sodale Sannio e al regista Guido Chiesa. Ma oltre ad Orecchie, il 18 maggio Aronadio arriva nei cinema con un altro film, del quale firma “solo” la sceneggiatura: I peggiori, opera prima del siciliano Vincenzo Alfieri, prodotta da Fulvio Lucisano e distribuita dalla Warner Bros. È l’incontro tra il cinema d’azione e la commedia all’italiana.

Piera Degli Esposti

Alessandro Aronadio è un cineasta “totale”. Desidera «continuare a lavorare in un doppio binario creativo». Scrivere e dirigere sono passioni inscindibili. «Eppure – conclude – da regista, mi piacerebbe ricevere una buona sceneggiatura di un altro autore. Solo in questo modo potrei concentrarmi esclusivamente sulla direzione del film. Ma non ho ancora ricevuto questa storia».

Aronadio e Parisi



© Riproduzione riservata
Pubblicato il 18 maggio 2017
Aggiornato il 22 maggio 2017 alle 20:32





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