Ad Acireale la musica salva l’arte

Musica Prenderà il via il 20 dicembre la prima stagione musicale della Basilica Collegiata di San Sebastiano promossa dalla Camerata Polifonica Siciliana: sette appuntamenti a cadenza mensile il cui biglietto d'ingresso contribuirà ai lavori di restauro della chiesa dichiarata Monumento nazionale

Amore per l’arte e per la musica, ma soprattutto necessità di lasciare una traccia sul territorio. Nasce da questa duplice istanza la prima stagione musicale promossa dalla Camerata Polifonica Siciliana e dalla Basilica Collegiata di San Sebastiano ad Acireale. Un sodalizio, quello fra l’Associazione catanese – da trent’anni attiva nella vita musicale dell’Isola- e la Cattedrale seicentesca, iniziato lo scorso 9 marzo quando sono stati portati in scena i “Carmina Burana” di Carl Orff con un organico al gran completo che prevedeva anche l’aggiunta di due pianoforti e delle percussioni. «Il loro successo – spiega Giovanni Ferrauto, direttore artistico della Camerata Polifonica Siciliana–,  dettato anche da uno strepitoso consenso di pubblico, ci ha fornito lo stimolo giusto per andare avanti e provare a investire nella nostra terra».

Carmina Burana all’interno della Basilica Collegiata di San Sebastiano

La rassegna, che si snoderà in sette appuntamenti a cadenza mensile, è attenta a valorizzare gli artisti siciliani ma soprattutto l’imponente luogo di culto. «La Basilica – afferma il Decano Don Vittorio Rocca – accoglie molto volentieri queste iniziative perché, oltre a una vocazione prettamente cultuale, tenta di custodire anche quella culturale. È un monumento messaggero di pace, così come stabilito dall’Unesco, di cui la musica è certamente un grande veicolo». Fra gli obiettivi della stagione, oltre alla sfera strettamente artistica, c’è indubbiamente quello di contribuire, con gli incassi, alla realizzazione dei lavori di ristrutturazione che saranno iniziati proprio nel 2020. «La nostra Chiesa ha bisogno – aggiunge Rocca- d’interventi importanti che sono diventati ormai inderogabili, siamo pertanto fiduciosi che con questa serie di preziosi concerti riusciremo finalmente a salvaguardare l’inestimabile patrimonio artistico contenuto al suo interno». Fiore all’occhiello del Barocco acese e patrimonio dei siciliani, la Collegiata di San Sebastiano non è dunque nuova a iniziative d’arte, ma come afferma il suo direttore artistico, Nino Di Blasi: «I concerti promossi dalla Camerata Polifonica Siciliana saranno l’occasione ideale per aprire le porte a momenti di musica e socialità, non solo per la nostra città ma anche per l’hinterland etneo e catanese». L’inaugurazione è fissata per venerdì 20 dicembre alle ore 21 con il concerto “‘A Nuvena- Gran Galà di Natale”.

Nino Di Blasi, Don Vittorio Rocca, Aldo Mattina e Giovanni Ferrauto

«Il titolo – spiega Ferrauto – si riferisce al corpus principale, una raccolta di antiche melodie popolari siciliane che nel 1980 ricercai in vari manoscritti, come il Favara, riadattandole in versione moderna per Coro e Orchestra. L’opera, in vernacolo, è composta da cinque momenti: l’annunciazione con il “Santa Maria”, “È la notti di Natali” in cui il popolo si raccoglie attorno alla grotta per la nascita del Gesù Bambino, il “Lloria” un canto di pastori, “Balla balla bambineddu” una sorta di danza popolare, “Li tri re di l’orienti” e “Ninna Nanna”, la cui ricostruzione, per mancanza di fonti scritte, avvenne grazie a un’anziana signora». Oltre al nucleo centrale da cui prende le mosse, la serata prevede l’esecuzione del Preludio dal “Te deum” di Marc Antoine Charpentier fatto seguire dal “Jesus bleibet meine Freude” di Bach. Sarà poi la volta di “Quando nascette Ninno”, un canto della tradizione napoletana rielaborato per l’occasione dallo stesso Ferrauto, dell’”Aria sulla IV corda” di Bach e ancora dell’”Adeste Fideles”, di “Stille Nacht” di Gruber, di “Minuit chretiens- Noel” di Adam, della “Fantasia e Fuga” del Maestro catanese e dell’“Hallelujah” di Händel. Oltre all’Orchestra della Camerata, protagonisti del galà saranno il soprano Marianna Cappellani e il Coro Lirico Siciliano, diretto dal Maestro Francesco Costa.

Il Coro Lirico Siciliano con il M° Francesco Costa al centro

«Il Coro Lirico Siciliano – evidenza il direttore artistico della Camerata Polifonica Siciliana – sarà anche al centro del secondo appuntamento in cartellone dal titolo “Serata Verdiana”, a una prima parte dedicata all’esecuzione di alcune pagine di musica sacra del compositore bussetano seguirà una seconda con i cori più conosciuti della sua produzione operistica. Il terzo appuntamento è dedicato a Beethoven, del quale l’anno prossimo ricorre il 250° anniversario della nascita, con l’esecuzione integrale delle “Scottish Songs”, fra i pochi lieder scritti su commissione. La loro esecuzione è affidata all’Ensemble Corale Secret Cord, composta da: Gaetano Adorna alla viola, Alessandro Longo al violoncello e Maria Pia Tricoli al pianoforte sotto la direzione di Salvo Disca».
Sia le Schottish Songs del 14 febbraio sia il concerto “Donne da Oscar” del 6 marzo, con le DameInCanto (formazione composta dalla violinista Emilia Belfiore, dalla clarinettista Concetta Sapienza, dalla pianista Annamaria Calì e dal soprano Chiara Vyssia Ursino) si svolgeranno nella Chiesa di San
Benedetto che meglio si presta a un ascolto più intimo. Il 3 aprile, la Camerata Polifonica Siciliana ha previsto per la platea una vera e propria chicca, «In questo prestigioso tempio – evidenzia Aldo Mattina, presidente della Camerata Polifonica Siciliana– il nostro obiettivo è quello di divulgare il più possibile gli splendori della musica, operando in particolare fra le magnifiche pagine di musica sacra che tanto hanno contribuito a rendere grande il nostro Occidente musicale. Per questo voglio sottolineare l’importanza di questa versione del “Requiem” di Mozart, ultima grande prova a cui si sottopose il musicista austriaco. Giunto sino a noi incompiuto, a causa della prematura scomparsa del genio musicale, viene spesso riproposto con il finale aggiunto del suo allievo Franz Xaver Süssmayr. In questa edizione curata invece dal Maestro Ferrauto, si potrà ascoltare una nuova vecchia versione del grande Wolfgang».

Acireale, la Basilica Collegiata di San Sebastiano

Seguirà poi l’8 maggio il penultimo appuntamento, “Canzoni Italiane d’Amore”, un progetto che il Coro Lirico Siciliano ha già presentato a Catania in occasione della rassegna “Porte Aperte”, nel quale si potranno ascoltare, solisti e coro, impegnati in un repertorio cameristico tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento dedicato al tema amoroso e del corteggiamento. Come anticipato, Le Quattro Stagioni di Vivaldi chiuderanno il 5 giugno il calendario, un momento in cui si potrà celebrare il felice connubio tra musica seicentesca e i luoghi del Barocco. «Sarà un’emozione tutta da assaporare – chiosa Ferrauto- soprattutto alla luce del fatto che “Le quattro stagioni” saranno affidate a un gruppo giovanile di recente formazione come la Baroque Chamber Orchestra. Ci auguriamo che la stagione abbia il successo che merita e che i nostri sforzi siano premiati».

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