domenica 15 settembre 2019

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A Siracusa riapre il Castello Eurialo, e si pensa già al Ginnasio Romano

Sicilia antica

Ad un anno dalla chiusura è stato riaperto il complesso di rovine del quartiere Epipoli, ciò che rimane della struttura realizzata dal tiranno Dionisio nel IV secolo a.C. a protezione di Siracusa. Ripulito e accessoriato di nuovi arredi e sistemi informativi turistici, la riapertura dell'antica fortezza sembra essere il primo step di un progetto più ampio


di Emilia Rossitto

Riapre i battenti tra istituzioni ed addetti ai lavori, dopo un anno dalla chiusura a causa di un incendio e di un persistente stato di degrado dovuto a carenza di personale, il Castello Eurialo la fortezza greca del IV secolo a. C. che si trova alle porte di Siracusa nord nel quartiere Epipoli.
Solo un primo passo verso l’autonomia del parco archeologico, fortemente voluta dall’attuale assessore comunale Fabio Granata e portata avanti grazie all’impegno del compianto Sebastiano Tusa. Il direttore del polo regionale per i siti e i musei archeologici, Calogero Rizzuto, nominato alla guida dell’ormai “parco archeologico autonomo” nel mese di giugno dal presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, anch’egli presente all'inaugurazione del "rinato" sito, punta già al prossimo obiettivo: riqualificare e riaprire al pubblico anche il Ginnasio Romano.

Siracusa, il Castello Eurialo - ph Emilia Rossitto

«Dal 18 luglio del 2018 – ha spiegato Rizzuto – il Castello non era più fruibile. La presenza del presidente Musumeci, che ci ha fatto visita, è motivo di orgoglio e ci stimola a fare sempre meglio continuando a perseguire gli obiettivi che ci sono più a cuore come progettare con maggiore efficienza i molteplici settori che compongono il parco».
Una riapertura realizzata grazie all’intervento di pulizia straordinaria dei sette ettari di terreno liberati da erbacce e alberi carbonizzati, che hanno ripreso vita grazie anche all’installazione di nuove staccionate e nuovi totem interattivi, al ripristino di cavidotti ed alla potatura degli alberi di grande fusto portati avanti per oltre un mese con l’ausilio del personale della Forestale.

Siracusa, i passaggi del Castello Eurialo - ph Emilia Rossitto

Uno dei tasti dolenti che hanno afflitto il sito archeologico ancor prima dell’incendio del 2018 è stato il traballante orario di apertura, spesso irregolare e continuamente compromesso dall’assenza di custodi. La libera fruizione colpita da continue variazioni repentine degli orari, spesso nei giorni di maggiore affluenza turistica come quelli festivi, aveva portato, in alcuni casi, i visitatori a rivolgersi all’associazione Guide turistiche del territorio.
Le guide avevano raccolto disagi, segnalazioni e lamentele dei viaggiatori diventando occhi ed orecchie del territorio. Una condizione che oggi sembra essere sotto controllo.

L'area archeologica del Castello Eurialo - ph Emilia Rossitto

Per il mese di agosto è prevista l’apertura del Castello Eurialo, dal greco “testa di chiodo” per via dello stretto passaggio che si creava in questa località del quartiere, nei giorni di lunedì, martedì, giovedì, venerdì e domenica la mattina dalle 8.30 alle 13, il mercoledì e sabato pomeriggio dalle 14.30 alle 19.
«L’apertura del sito viene garantita dalla presenza degli stessi custodi che sono impiegati al parco archeologico della Neapolis – ha proseguito Rizzuto – ci stiamo organizzando per comprendere come poter assicurare l’apertura di entrambi i siti evitando disagi o disservizi. Il luogo è suggestivo non solo per la sua storia; si può godere di una vista mozzafiato con un paesaggio eccezionale dove da questo punto a 120 metri sul livello del mare è possibile vivere un’esperienza unica nel suo genere. Abbiamo incrementato i servizi offrendo ai visitatori anche una comoda audioguida che è possibile scaricare direttamente su smartphone tramite l’apposita applicazione izi.travel».

Una parte della rete di gallerie del Castello Eurialo - ph Emilia Rossitto

A fare gli onori di casa in occasione della riapertura, avvenuta in pompa magna, anche il sindaco Francesco Italia, i primi cittadini dei Comuni afferenti al parco e la Sovrintendente ai Beni culturali Donatella Aprile, senza tralasciare, tra i flash ed i microfoni della stampa, un folto numero di curiosi, esperti ed appassionati del settore. D’ora in poi sarà dunque possibile vivere un tour del complesso di rovine che rappresenta ciò che rimane della struttura realizzata dal tiranno Dionisio a protezione di Siracusa. La fortezza è collegata al braccio settentrionale e a quello meridionale delle mura dionigiane. L'entrata, inoltre, è protetta da tre fossati ed era possibile accedere al corpo principale grazie ad un ponte levatoio. Nel corso della visita si può andare anche alla scoperta dell’intricata rete di gallerie che in epoca della realizzazione consentiva alle truppe di spostarsi da un punto all'altro della fortezza.

«Il nostro intento – ha concluso Rizzuto – è anche quello di condurre i visitatori all’interno di un luogo eccezionale che tutto il mondo ci invidia. Stiamo valutando la possibilità di instituire un servizio di navette che colleghino il parco della Neapolis al Castello Eurialo ed al museo Paolo Orsi. Sono tanti i progetti in cantiere ed abbiamo tutti i requisiti per continuare sulla giusta strada. Il prossimo obiettivo è quello di riqualificare il Ginnasio Romano luogo in cui sono appena iniziati i lavori e che vorremmo riaprire entro la fine del mese».

Alcuni dei reperti esposti nei pressi del Castello Eurialo - ph Emilia Rossitto

Il Castello Eurialo custodisce anche numerosi reperti, come le vaschette litiche, la tegola opaion quadrata, un frammento di pithos con presa a maniglia e fondi di coppa con medaglione a rilievo, solo per citarne alcuni, che è possibile ammirare all'inizio del tour dove il visitatore troverà ad attenderlo anche un video illustrativo di presentazione ed una riproduzione miniaturizzata della costruzione.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 07 agosto 2019
Aggiornato il 13 agosto 2019 alle 14:46





Emilia Rossitto

Aspirante filosofa, si interroga da sempre sul senso della vita. Nonostante gli studi alla facoltà di Filosofia, non trovando una risposta, ha scelto di dedicarsi alla sua grande passione per la scrittura e il giornalismo. Milanese solo sulla carta d'identità è siracusana "ca scoccia". Collabora con il "Giornale di Sicilia" dal 2015, vorrebbe portare alla luce le storie di cultura e sociali che aspettano ancora di essere raccontate.. o almeno ci prova!


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