Un inedito di Picasso in mostra
al Castello Ursino di Catania

Arte La "Figura de mujer inspirada en la guerra de España" l'unica tela della mostra in esposizione dal 4 aprile al 28 giugno al museo civico della città del Vulcano che ospita più di 200 lavori dell'artista spagnolo, opere provenienti da prestigiose collezioni private e dal museo di Mija Malaga, noto per la ceramica

Più di 200 opere tra vasi, piatti, brocche, lastre, piastrelle, mattonelle dipinte, importanti opere su carta e un olio inedito. La Mostra “Picasso e le sue passioni” , ospitata al Castello Ursino di Catania dal 4 aprile al 28 giugno, sembra essere uno tra gli appuntamenti più importanti mai realizzati su Picasso in Sicilia.

Figura de mujer inspirada en la guerra de España

Figura de mujer inspirada en la guerra de España

Del grande artista in mostra più di 200 opere tra vasi, piatti, brocche, lastre, piastrelle, mattonelle dipinte, importanti opere su carta e un olio inedito appartenuto a Dora Maar ed esposto per la prima volta in questa occasione, dal titolo “Figura de mujer inspirada en la guerra de España”. Si tratta di opere provenienti per la maggior parte da prestigiose raccolte private di tutto il mondo e dal museo di Mija Malaga, noto per la ceramica.

La mostra, con un percorso completo di opere del grande artista, intende illustrare, nei suoi contenuti più autentici, i temi e le passioni che hanno dato vita alla creatività di Picasso e ne hanno influenzato la vicenda umana e quella artistica. Il teatro e il circo, la tauromachia, le donne e la politica sono state per tutta la sua carriera argomenti di ricerca portante nella sua complessa cifra stilistica. Unico artista del ‘900 che ha saputo trattare tutte le tecniche ascrivibili al mondo dell’arte, Picasso ha conquistato il titolo di “Genio” proprio perché non si è mai fermato davanti a nulla, mettendosi in gioco e sperimentando fino alla fine dei suoi giorni.

Le ceramiche di Picasso.
Nelle opera in ceramica si esprime tutta la forza della fantasia creatrice di Picasso che in un momento particolarmente felice della sua esistenza, si dedica a questo linguaggio espressivo che scopre particolarmente congeniale alla sua vena creative, tanto da iniziare una sperimentazione che lo accompagna per il resto della vita e che si intreccia indissolubilmente con i suoi lavori su tela, le sue sculture e la sua grafica. Per circa un ventennio, dal 1947 alla fine degli anni Sessanta, una parte considerevole dell’enorme produzione artistica di Picasso è costituita dalle ceramiche che realizza nel sud della Francia. Talvolta disegna forme originali di sua invenzione, ma di solito preferisce trasformare i piatti , le ciotole e le brocche della ceramica tradizionale utilizzando diversi metodi di scultura, assemblaggio, disegno e pittura. I risultati dei suoi esperimenti, sempre sorprendenti e spesso bizzarri, sono in gran parte frutto del suo atteggiamento per nulla convenzionale nei confronti delle forme e delle tecniche della ceramica. Egli si appropria delle ceramiche così come degli strumenti usati per la cottura nel forno, e le trasforma in opere d’arte dipingendole e utilizzando una grande varietà di tecniche scultoree per sottrarle alla loro funzione originaria. In questo modo Picasso crea una stupefacente tensione tra il carattere originario dell’oggetto, comunque mantenuto, e la qualità eccezionale dell’opera d’arte che ha realizzato. Per più di vent’anni, fino alla morte, Picasso non smetterà di sperimentare questo mezzo espressivo. Come in tutte le ricerche da lui compiute nell’arco della sua lunga vita, dunque, dal modesto proposito di imparare a padroneggiare un’antica tradizione, Picasso finisce per installare nuova vita in un’arte millenaria sino a farla propria.

Figura de mujer inspirada en la guerra de España.
Quest’opera, particolarmente significativa, è la prima nella quale Picasso usa la pittura come espressione del suo pensiero politico. In essa l’immagine e la poesia si fondono con lo scopo di inviare un chiaro messaggio contro Franco. Il quadro non potrebbe essere compreso senza la raffigurazione anche del testo, esiste infatti una forte relazione simbiotica tra la figura e quello che si legge scritto alle sue spalle. A differenza della maggior parte delle poesie surrealiste di Picasso, che hanno sempre fatto riferimento a Franco ma in termini parafrasati, qui invece egli lo attacca in modo esplicito e diretto. I riferimenti forti che nella poesia si rifanno alla Marchesa, intesa come La Nobiltà che dava appoggio al dittatore, si riflettono nella raffigurazione che il grande artista ne fa dandogli figura a forma di gallina con il collo lungo e il volto a becco. Ovviamente rappresentazione simbolica di franco stesso che lui vede come donna. Questo quadro, appartenuto a Dora Maar, è esposto per la prima volta al mondo in questa mostra.

La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 19, il sabato dalle ore 9 alle 23 e domenica dalle ore 9 alle 22.

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