HomeArte

Tutto Piero Guccione: ottant’anni in ottanta opere

Arte Modica celebra gli Ottant'anni del Maestro con la mostra "Piero Guccione. Lo stupore e il mistero del creato" che sarà ospitata all'Ex Concento del Carmine dal 22 maggio al 22 luglio

Ottanta opere di Piero Guccione per celebrare gli 80 anni del Maestro ibleo. L’Ex Convento del Carmine di Modica , dal 22 maggio e fino al 22 luglio ospita la mostra “Piero Guccione. Lo stupore e il mistero del Creato”, organizzata dal Comune per celebrare il compleanno del Maestro dello scorso 5 maggio.

Piero Guccione nel suo studio

Piero Guccione nel suo studio

In mostra 80 opere provenienti da collezioni pubbliche e private di tutta Italia, e fra queste alcune inedite, che documentano tutte le fasi della produzione di Piero Guccione, a partire dalle opere dei primi anni Sessanta quando si comincia a far strada la propria autonomia stilistica. Guttuso osserverà che nella pittura di Piero si avverte “ il bisogno di partire dalle cose”. Da quel momento la sua sarà una pittura visiva e la scelta sarà la figurazione. Si possono ricordare a tal proposito i Giardini, le Antenne i Riflessi sulla Volkswagen.

Piero Guccione, La vita delle pietre -pastello su carta

Piero Guccione, La vita delle pietre -pastello su carta

Alla fine degli anni Sessanta il ciclo degli Aeroporti con uno spazio che si avverte come metafisico ed hopperiano. Intorno al 1970 comincia il lento cammino per il ritorno in Sicilia. Comincia a dipingere il mare che osserva dalla casa di Punta Corvo, tra Cava d’Aliga e Sampieri, ed il mare sarà sempre più protagonista nella sua pittura, con parallele incursioni verso altri temi dovuti alla scoperta della natura: le attenzioni per il suo giardino con le piccole palme, per i fiori di ibiscus, contestualmente all’uso del pastello. Le influenze di maestri quali Bacon e Munch lentamente scompaiono e la natura è dipinta con inedite immagini, sia nell’affrontare il tema del mare, sia nei cicli dei pastelli che si infittiscono negli anni Ottanta: due i cicli dedicati al Carrubo, uno dedicato alla Malinconia delle pietre e uno a Friedrich.

Piero Guccione, La linea azzurra - olio su tela

Piero Guccione, La linea azzurra – olio su tela

Nel 1979 dedica una serie di opere a Bacon, traendo spunto da una fotografia dell’artista inglese che ha sempre amato particolarmente. Dieci anni dopo realizzerà, mediante alcuni pastelli un omaggio a Matisse, traendo spunto da una fotografia dello studio del pittore francese. L’interesse per il mare continuerà ad essere un elemento costante di questi decenni, in un percorso parallelo ad altri stimoli, ad altri temi, occasioni per esprimere sentimenti vari, dalla solarità e dallo stupore di fronte alla bellezza, alla malinconia, all’indignazione di un paesaggio aggredito. L’area iblea diventa sempre più il luogo degli accadimenti anche letterari e musicali. E’ il caso di ricordare il ciclo di pastelli su Norma, sulla Cavalleria rusticana e sul Tristano ed Isotta.

Piero Guccione, Fu la scuola di Atene - pastello e tecnica mista

Piero Guccione, Fu la scuola di Atene – pastello e tecnica mista

L’occasione del restauro del teatro Garibaldi determinerà una serie di pastelli dedicati al carrubo, alla Chiesa di San Giorgio e ad alcuni d’après. Se il mare e il paesaggio ibleo sono temi centrali, dagli anni Ottanta comincia l’altro grande percorso dell’artista: sarà l’attenzione per le opere d’arte dei classici dal Rinascimento all’Ottocento, con una continua ed ininterrotta reinvenzione di opere d’arte da Masaccio, a Michelangelo, a Caravaggio, per citarne solo alcuni di un lungo elenco. Gli ultimi quindici anni continueranno ad essere dedicati al mare e parallelamente ai d’après. Il tema del mare nell’analizzarlo dai primi dipinti a questi ultimi fa registrare i mutamenti che nella sua pittura avvengono, il lavoro ossessivo e di lunga durata su pochi oli e un continuo cambiamento nel modo di rappresentarlo, per rendere tensioni e complesse e sovrapposte emozioni; per raggiungere, nelle ultime opere, una serena contemplazione, affidata alla luce nelle sue possibili variazioni, durante il giorno e durante le stagioni, per dipingere il cielo, lo spazio infinito.

La cura è di Paolo Nifosì e Tonino Cannata. Il catalogo (Salarchi Editore, Comiso) propone testi di Nifosì, Andrea Guastella e Marco Goldin.
Orari visita: lunedì-giovedì 10-20; venerdì-domenica 10-22. Ingresso libero.

Condividi su

SicilyMag è un web magazine che nel suo sottotestata “tutto quanto fa Sicilia” racchiude la sua mission: racconta quell’Isola che nella sua capacità di “fare”, realizzare qualcosa, ha il suo biglietto da visita. SicilyMag ha nell’approfondimento un suo punto di forza, fonde la velocità del quotidiano e la voglia di conoscenza del magazine che, seppur in versione digitale, vuole farsi leggere e non solo consultare.

Per fare questo, per permettere un giornalismo indipendente, un’informazione di qualità che vada oltre l’informazione usa e getta, è necessario un lavoro difficile e il contributo di tanti professionisti. E il lavoro in quanto tale non è mai gratis. Quindi se ci leggi, se ti piace SicilyMag, diventa un sostenitore abbonandoti o effettuando una donazione con il pulsante qui di seguito. SicilyMag, tutto quanto fa la Sicilia… migliore.