Silvio Laviano fa rivivere Enoch Arden. Pura poesia

Recensioni L'attore catanese, giunto alla sua maturità artistica, per la rassegna “Il Bellini nel Barocco – Poesia in Musica” ha donato al pubblico nell’incantevole scenario del cortile di Villa San Saverio, una vera e propria chicca

Quando la poesia si sposa con la musica ritorna davvero alla sua dimensione primigenia e regala emozioni antiche e forti. La rassegna “Il Bellini nel Barocco – Poesia in Musica” inserita nel calendario di “Porte aperte Unict” ha donato al folto pubblico, lo scorso 10 luglio nell’incantevole scenario del cortile di Villa San Saverio, una vera e propria chicca, una delle pagine più alte della letteratura d’amore di tutti i tempi, un poema osannato sin dalla sua prima apparizione, se solo pensiamo che alla sua pubblicazione vendette 17mila copie in un giorno, quell’Enoch Arden del poeta vittoriano Alfred Tennyson, che a fine ‘800 Richard Strauss musicò in modo incantevole.

Il melologo Enoch Arden a Villa San Saverio

Un melologo affascinante e straziante, come ha ben sottolineato il maestro Francesco Nicolosi, direttore artistico del Teatro Bellini, all’avvio della performance, una partitura che più si esegue, più commuove, ogni volta come la prima. E il concerto si è aperto con una didascalica quanto dotta presentazione proprio del bravissimo pianista, che ha accennato per gli ascoltatori i leit motiv dell’opera, i temi dell’Amore, della Rassegnazione, dei Personaggi e della romantica Natura.

Silvio Laviano e Lucia Cammalleri

Poi sono stati momenti di pura poesia. Silvio Laviano, un attore (vanto tutto siciliano) giunto alla sua piena maturità artistica, capace di modulare la voce con assoluta padronanza, in un incalzante susseguirsi di toni e stati d’animo, ha impresso alla struggente vicenda di Enoch Arden (mercante marinaio coraggioso e intraprendente, profondamente innamorato della moglie fin da bambino, ma costretto per un durissimo gioco del Fato a perderla e a donarla, in un supremo anelito al sacrificio, all’amico d’infanzia) tutta la sua magia, punteggiando la sua recitazione con sapienti ed espressive pause; Lucia Cammalleri ha incantato tutti con la sua dolcezza e la sua struggente espressività, sottolineata dall’interpretazione al piano del maestro Nicolosi, che ha rivelato, con la sensibilità del tocco, tutto il suo amore per una pagina pianistica stupenda, capace di evocare il mare, col suo muggito inquietante e ossessivo, e la natura profonda, ineluttabile, dei sentimenti e del destino umani.

Grazie alla proficua sinergia tra il Teatro Massimo Bellini, il Teatro Stabile e l’Università di Catania in una serata attraversata da un caldissimo vento sahariano sulla scena sono state suggerite atmosfere nordiche e brumose inglesi. Anche queste sono le misteriose magie dell’Arte…

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