Sei. E dunque perché si fa meraviglia di noi?

Eventi Il 6 ottobre a Catania la pièce di Roberto Latini ispirata dai Sei personaggi di Pirandello per il debutto della 14esima stagione teatrale Altrescene

Domenica 6 ottobre, con “Sei. E dunque, perché si fa meraviglia di noi?” di Roberto Latini (in scena Pier Giuseppe Di Tanno) prende il via la 14esima edizione di Altrescene, la rassegna che presenta le più attuali tendenze della creazione contemporanea italiana ed europea, confrontandole con progetti, dinamiche e professionalità della nuova realtà artistica siciliana. Altrescene è ormai “marchio di fabbrica” di Zo centro culture contemporanee di Catania, unico centro multidisciplinare in Italia, riconosciuto dal Mibac, ed è realizzata attraverso consolidati rapporti di collaborazione e partenariato con attive realtà culturali del territorio quali La Rete Siciliana di Drammaturgia Contemporanea Latitudini, TeatroMobile e Palco Off di Catania. E la partnership istituzionale con l’Università di Catania.

“Sei. E dunque, perché si fa meraviglia di noi?” è un testo de-costruito da Roberto Latini, tratto da “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello e con un solo attore in scena: Pier Giuseppe Di Tanno, scelto per rappresentare il percorso di approfondimento con la drammaturgia pirandelliana – dopo I Giganti della montagna. Una produzione Fortebraccio Teatro con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi e con il contributo di MiBACT e Regione Emilia-Romagna, drammaturgia e regia di Roberto Latini, musica e suono di Gianluca Misiti, luci e direzione tecnica di Max Mugnai, assistente alla regia Alessandro Porcu, consulenza tecnica Luca Baldini, collaborazione tecnica Daria Grispino.

Giuseppe Di Tanno

Giuseppe Di Tanno

“Ma se è tutto qui il male! Nelle parole! Abbiamo tutti dentro un mondo di cose; ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre, chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sè, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo d’intenderci; non c’intendiamo mai!.. (L. Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore)”

Il regista Roberto Latini: «Torniamo a Pirandello proseguendo da Goldoni. Dopo Il teatro comico, preceduto dal Quartett di Heiner Müller, idealmente proiettati nella riflessione che il teatro contemporaneo aggiunge al suo stesso percorso, fatalmente, inevitabilmente, restiamo nella coscienza del teatro, in un teatro che ammette se stesso e che diventa insieme al mezzo, il fine, contemporaneamente. Quanto ci viene dal Novecento, sento essere fondamentalmente nella consapevolezza del sipario che si apre, di tutti i sipari che abbiamo aggiunto nelle drammaturgie, dinamiche e occasioni sceniche del teatro che abbiamo definito contemporaneo. Presentiamo una nuova tappa di questo percorso, in un lavoro decostruito da Sei personaggi in cerca d’autore e nella sensibilità di un solo attore in scena: PierGiuseppe Di Tanno, che avevo già scelto tra quasi 500 candidati under 35 per un laboratorio/produzione organizzato la scorsa primavera dal festival Orizzonti di Chiusi. Quel progetto è naufragato per l’ottimismo pericoloso del direttore artistico e per l’incoscienza desolante degli amministratori locali. PierGiuseppe è stato il primo che ho scelto, insieme ad altri 7 a cui idealmente vorrei dedicare tutta la fase del lavoro, per quanto mancato, per quanto sospeso, per quanto violentemente interrotto. Sono molto felice, artisticamente e quindi politicamente, di questa occasione, che non potrà certamente supplire all’altro futuro mancato, ma sono certo possa riammetterci al presente sospeso. Lo facciamo tentando una drammaturgia in forma di scrittura scenica attraversando la condizione metateatrale dei sei personaggi pirandelliani, e per incontrarli nell’epifanica smania che li porta in scena. La reclamanza, l’urgenza, insieme alla resistenza al palcoscenico, sono la condizione intorno alla quale e dalla quale mi sento di voler muovere. Quanto tenteremo di fissare, trattenere, sappiamo già essere nella delicatezza del poco e del niente. Questo è davvero quello che mi interessa».

Fortebraccio Teatro è una compagnia teatrale volta alla sperimentazione del contemporaneo, alla riappropriazione dei classici e alla ricerca di una scrittura scenica originale, vive della collaborazione artistica di Roberto Latini, Gianluca Misiti e Max Mugnai. Attore, autore e regista, Roberto Latini si è formato a Roma presso Il Mulino di Fiora, Studio di Recitazione e di ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, dove si è diplomato nel 1992. Tra gli altri, ha ricevuto il Premio Sipario nell’edizione 2011, il Premio Ubu 2014 come Miglior Attore e il Premio della Critica 2015. Direttore del Teatro San Martino di Bologna dal 2007 alla primavera del 2012, è il fondatore della compagnia Fortebraccio Teatro. Ha ricevuto il Premio Ubu 2017 come Miglior Attore o Performer per lo spettacolo Cantico dei Cantici.

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