Sebastiano Lo Monaco: «A Noto va in scena la stagione del pubblico»

Teatro L'attore siracusano firma da quattro anni il cartellone del teatro comunale netino: «Il Tina Di Lorenzo ospita 300 posti e io conosco uno per uno i suoi abbonati. Così, quando penso a un nuovo cartellone, lo faccio pensando ai loro desideri». E la tournée de "Il mio nome è Nessuno, l'Ulisse" con lo stesso Lo Monaco il 16 gennaio passerà proprio da Noto

Per un attore di teatro, essere dietro le quinte, è un’esperienza che arricchisce. Specie quando accade per osservare palcoscenico e pubblico con gli occhi di un deus ex machina dello spettacolo. Succede da ormai quattro anni a
Sebastiano Lo Monaco, l’attore siracusano che coniuga la passione per la recitazione con l’amore per la gente ed è, appunto dal 2011, il direttore del teatro “Tina di Lorenzo” di Noto. Un ruolo culturale significativo per la città capitale del Barocco insignita del riconoscimento Unesco e meta di turisti da ogni parte del mondo. Ma è anche un lavoro che riaccende i riflettori sulla necessità di coniugare arte ed economia in un piccolo centro di provincia mettendo in moto quel meccanismo virtuoso necessario per far sì che il teatro non sia un privilegio elitario.

Sebastiano Lo Monaco

«E’ un’esperienza molto piacevole – commenta Lo Monaco – e costruttiva. Un lavoro che mi affascina e che mi piace molto per varie ragioni tra cui, certamente, perché mi offre la possibilità di conoscere una città, i suoi abitanti, le sue bellezze e contraddizioni. Noto è un posto meraviglioso dove abita un nucleo di persone esigenti e attenti alla cultura con cui ho il privilegio di confrontarmi. Ma è anche una città turistica e per questo ho anche modo di incontrare numerosi visitatori tra cui tanti, tantissimi studenti e tutto questo per me rappresenta un importante arricchimento personale e professionale».

L'esterno del Teatro Tina Di Lorenzo

Lo Monaco dedica al teatro “Tina Di Lorenzo” il suo amore per il palcoscenico e la sua esperienza convinto anche del ruolo formativo che il teatro debba avere in una città. «L’impegno principale di un direttore del teatro è quella di conoscere la gente, il luogo, le tradizioni e la cultura della città in cui lavora – dice Lo Monaco –. Si può dialogare, creare un rapporto empatico con il luogo in cui lavori come ho il privilegio di fare a Noto. Io cerco di lavorare sempre per soddisfare il gusto del pubblico e non me stesso, è questa è certamente una bella sfida quando si parla di teatro. Non penso a inventare la “mia” stagione ma quella del pubblico cercando di aggiungere sempre un tocco di novità e sorpresa. Ormai conosco il teatro di Noto che ha un pubblico di fedelissimi, di appassionati e attenti spettatori. Siamo diventati una piccola, grande famiglia teatrale: il Di Lorenzo ospita 300 posti e io conosco uno per uno i suoi abbonati. Così, quando penso a un nuovo cartellone, lo faccio pensando ai loro desideri. Alla loro voglia di conoscere e divertirsi e uscire dalla routine della quotidianità: questo è per me il teatro e questo è quello che faccio con allegria e impegno a Noto».

Iniziata il 3 dicembre con “Sogni e bisogni, incubi e risvegli” con Vincenzo Salemme, dopo “Il mio nome è nessuno, l’Ulisse” con lo stesso Lo Monaco, in scena il 16 dicembre, la stagione del Tina di Lorenzo di Noto prosegue il 9 gennaio con “La duchessa del Bel Tabarin” con Umberto Scida e Elena D’Angelo; il 29 gennaio con “Grand Guignol all’italiana” con Lunetta Savino; il 5 febbraio con “Il paraninfo” di Capuana, regia di Antonello Capodici, con Enrico Guarneri; il 12 febbraio con “Forbici e follia” con Michela Andreozzi, Roberto Ciufoli, Nino Formica e Ninì Salerno; il 16 febbraio la “Bisbetica domata” con Nancy Brilly; il 5 marzo con “Anime migranti” con Mario Incudine e Moni Ovadia; l’11 marzo con “Classe di ferro” con Paolo Bonacelli e Cochi Ponzoni; il 9 aprile con “Il bugiardo” di Goldoni con Geppy Gleijeses; e si chiude il 30 aprile con “Spettacoloso” con Manlio Dovì e Matilde Brandi.

L'interno del teatro di Noto

Diplomato all’Accademia nazionale d’Arte Drammatica prima di diventare (nel 1989) “capocomico” e produttore dei suoi spettacoli, Sebastiano Lo Monaco è un uomo di teatro. Ha lavorato con Enrico Maria Salerno, Salvo Randone, Adriana Asti, Annamaria Guarnieri, Giustino Durano. Ma è anche produttore di spettacoli con una propria compagnia con cui ha messo in scena opere scritturando attrici come Paola Borboni e Alida Valli e registi come Giuseppe Patroni Griffi, Roberto Guicciardini e Mauro Bolognini. Poliedrico, ha interpretato commedie di Pirandello e tragedie classiche ed è stato anche un magistrato nello spettacolo “Per non morire di mafia” tratto da un testo di Pietro Grasso. Ha recitato per il cinema e la tv dove tornerà a gennaio nei panni di un poliziotto diretto da Ricky Tognazzi in un film dedicato a Boris Giuliano. «Sarò anche protagonista, ancora una volta, de “Il berretto a sonagli” – annuncia l’attore – che è stato un ruolo capace di regalarmi grande emozione e affetto del pubblico in questi anni. Lo riproporrò in una veste nuova, con una nuova scenografia e una nuova idea di regia che firmerò io stesso».

Da attore a produttore, a direttore artistico e regista: Lo Monaco è un artista in costante movimento. Alla ricerca dell’essenza dell’arte sul palcoscenico come sta facendo per lo spettacolo adesso in tournée in Sicilia. “Il mio nome è nessuno, l’Ulisse” che va in scena il 14 e il 15 dicembre al Vasquez di Siracusa, il 16 dicembre al Tina Di Lorenzo di Noto, il 17 dicembre al Teatro Garibaldi di Enna e, sabato 19 e domenica 20 al Teatro Pirandello di Agrigento, per poi tornare nel 2016 dal 13 al 17 gennaio al Metropolitan di Catania.

Lo Monaco e la Orchestra Sax in Progress in Il mio nome è Nessuno L'Ulisse

«Lo spettacolo è tratto dai romanzi di Valerio Massimo Manfredi che è uno scrittore e un archeologo – dice Sebastiano Lo Monaco – e ha inventato alcuni tasselli della vita di Ulisse, dalla sua infanzia alla vendetta di Itaca. Ha descritto così un uomo combattivo ma disincantato, che condanna la guerra e la sua follia regalando un messaggio intenso e di straordinaria attualità come solo i grandi eroi classici sanno dare». Lo spettacolo è firmato dal regista Alessio Pizzech insieme con il drammaturgo Francesco Niccolini che hanno intriso la figura di Ulisse di umanità e fragilità: l’eroe combatte con i fantasmi del suo passato, rivive la sua lunga e dolorosa vita dalla guerra di Troia al ritorno nell’isola di Itaca dove incontra il figlio. Ulisse racconta il suo viaggio e il suo ritorno come un reduce di guerra, come un uomo vincitore ma sconfitto. «Perché la guerra non ha senso – dice Lo Monaco – ed è questa l’unica certezza di un eroe che è solo un uomo che vuol farsi chiamare Nessuno».

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