domenica 16 giugno 2019

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«Che il Dioniso della rinascita danzi al Teatro Stabile di Catania»

Teatro

Questo è l'augurio per il futuro della direttrice Laura Sicignano nel presentare "Meravigliosi inganni", la stagione 2019-2020 dell'ente teatrale catanese, 13 titoli in abbonamento, di cui 5 prodotti, e 7 fuori abbonamento: «Questa stagione sarà complessa come il nostro tempo. Ricca di ossimori: tradizionale sì, ma vitale e poetica»


di Redazione SicilyMag

Illusione della rappresentazione o rappresentazione dell'illusione? L'arte teatrale è un susseguirsi di prospettive sfuggenti, che generano emozioni effimere, stupore e incantesimo, allucinazione e metamorfosi. Sul palcoscenico si anima così una trama di "Meravigliosi inganni", come recita il titolo della nuovastagione del Teatro Stabile di Catania, filo rosso del ricco cartellone impaginato dal direttore Laura Sicignano con una variegata scelta di titoli e artisti di punta del panorama nazionale. E particolarmente ricca e articolata, tra classici e innovazione, si annuncia la stagione 2019-2020 presentata al Teatro Verga al pubblico e alla stampa. Come sottolinea il presidente Carlo Saggio: «Il Teatro Stabile di Catania si avvia a completare il processo di normalizzazione gestionale e risanamento finanziario, grazie all'impegno e al grande sforzo di tutte le sue componenti. Un ringraziamento va in particolare ai lavoratori, che con i loro sacrifici e dedizione virtuosa hanno consentito di raggiungere un traguardo di cui essere orgogliosi. E nell'annunciare la nuova programmazione, siamo fiduciosi che la città risponderà con entusiasmo e partecipazione alla proposta artistica, come ha fatto nella scorsa stagione, sancendo la rinascita di un'istituzione teatrale tra le più prestigiose del Paese».

Carlo Saggio, presidente del cda dello Stabile, foto Antonio Parrinello

Soddisfazione e progettualità evidenziate anche dalla vicepresidente Lina Scalisi: «La presentazione della nuova stagione è anche un momento di riflessione sul percorso compiuto in questo ultimo anno, su quanto fatto, su quanto ancora da fare. Il momento in cui oltre a presentare le prossime scelte culturali al pubblico e alla città, mostriamo il lavoro fatto nei diversi settori, gli obiettivi raggiunti, le criticità superate, le costanti azioni intraprese per proseguire la necessaria opera di rasserenamento dell’Ente».

Lina Scalisi, vicepresidente del cda dello Stabile, foto Parrinello

È su queste premesse che il sipario si alza su “Meravigliosi inganni”: «A teatro – rimarca la direttrice Laura Sicignano - accettiamo di essere ingannati come bambini che giocano al “facciamo finta che io ero”. La meraviglia si ripete nella relazione sempre nuova tra il corpo vivo dell’attore che parla e ascolta e i corpi vivi in platea. Umani con umani, per raccontare storie che parlino di noi, umani del XXI Secolo. Com’è il buon teatro del XXI Secolo? Credo sia complesso, felicemente strabico tra passato e futuro, meticcio e contaminato come lo scenario globale, inclusivo, capace di partire dalle radici per parlare al presente. Il teatro si trasforma come la società che lo esprime. E’ dionisiaco: muore e rinasce rinnovato. Perciò non finisce. Questa stagione sarà complessa come il nostro tempo. Ricca di ossimori: tradizionale sì, ma vitale e poetica. Innovativa perché capace di parlare a tutti. Seriamente divertente. Per noi che ci lavoriamo - artisti, tecnici, uffici - una lucida follia. Una stagione dedicata a bambini dai 5 ai 100 anni che vogliono meravigliarsi e non farsi ingannaredalle ingannevoli meraviglie del mercato e della propaganda; dedicata a tutti i cittadini di Catania e del mondo, curiosi di rivedere consolidate vere glorie e di scoprire nuovi talenti. A spettatori capaci di intendere che la cultura è pane per lo spirito di tutti, nonché lavoro per molti. Mi rivolgo ai proprietari del Teatro Stabile, ovvero ai cittadini: teniamoci stretto questo nostro teatro. Ci conserva umani e pensanti. Teniamolo aperto quanto più possibile, affinché sia inclusivo e pulluli di energie meravigliose: che vi possa danzare sempre il Dioniso della rinascita».

Laura Sicignano, direttore artistico dello Stabile di Catania, foto Parrinello

I 13 titoli del cartellone in abbonamento

Produzioni e coproduzioni

Titolo inaugurale è Antigone di Sofocle, nella traduzione e nell'adattamento firmati a quattro mani da Laura Sicignano, che sigla anche la regia, e Alessandra Vannucci. Creonte è affidato alla potenza espressiva di Sebastiano Lo Monaco. Accanto a lui Lucia Cammalleri, Egle Doria, Luca Iacono, Silvio Laviano, Simone Luglio, Franco Mirabella, Barbara Moselli, Pietro Pace, Edmondo Romano. «Antigone oggi – spiega Sicignano - significa affrontare il mito in una terra, la Sicilia, che si è nutrita di grecità e si dibatte quotidianamente tra potere e strapotere, ribellione e anarchia, eroi del bene e del male» (da martedì 15 a domenica 27 ottobre).

Sebastiano Lo Monaco, foto Antonio Parrinello

Lu cori nun ‘nvecchia è un omaggio all’opera di Nino Martoglio; elaborazione dei testi e regia sono di Enzo Vetrano e Stefano Randisi, pluripremiati autori e registi siciliani, che proseguono il loro studio sui classici, continuando a distinguersi per uno sguardo innovativo. Qui tracciano un percorso che conduce la produzione martogliana fuori dalle strade battute, verso la riscoperta della verità della parola poetica. In scena solo catanesi doc (da martedì 28 aprile a domenica 10 maggio).

L’onore perduto di Katharina Blum, dal romanzo di Heinrich Böll, approda in palcoscenico nell’adattamento di Letizia Russo per la regia Franco Però. Un giallo per riflettere sul potere dei mezzi di comunicazione, con la giusta dose di ironia. Interpreti principali Elena Radonicich e Peppino Mazzotta (noti grazie al piccolo schermo e ottimi in scena) che agiscono con la Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, ente che coproduce lo spettacolo con il Teatro Stabile di Napoli–Teatro Nazionale e lo Stabile etneo (da martedì 29 ottobre a domenica 3 novembre).

L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello si completa con Nella mia carne, epilogo in sette movimenti di Vincenzo Pirrotta, che realizza uno spettacolo di cui è autore, regista nonché protagonista, affiancato da Giuseppe Sangiorgi. La produzione dello Stabile catanese si avvale di una collaborazione con una importante realtà teatrale internazionale, il C.T.B.A. di Buenos Aires. Pirrotta, nome di spicco della scena contemporanea, indaga la modernità del Girgentano attraverso un’originale rilettura che ne rivela il fascino enigmatico: dopo il testo pirandelliano si aprono sette finestre su sette vite inventate, proprio quelle che l’uomo dal fiore in bocca avrebbe voluto vivere (da martedì5 a domenica 17 novembre).

La donna leopardo, dal romanzo di Alberto Moravia, è un altro tributo ad uno degli scrittori più significativi del Secolo breve. L’adattamento si deve a Michela Cescon, qui anche regista, e Lorenzo Pavolini. «Penso che la donna rappresenti un elemento rivoluzionario, trasgressivo, mentre l’uomo è tendenzialmenteun conservatore» scriveva l’autore. Il triangolo dei personaggi rivive in scena con Valentina Banci, Paolo Sassanelli, Thomas Trabacchi. La matrice teatrale della narrazione consente di portare sul palcoscenico una lucida analisi delle “regole dell’attrazione”. La produzione è realizzata da Teatro di Dioniso, Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile di Catania in collaborazione con Fondazione Moravia, Bompiani e Zackar Produzione S.r.l. (da martedì 17 a domenica 29 marzo).

Gli spettacoli ospiti

La cena delle belve di Vahè Katchà, approda in Italia nella versione di Vincenzo Cerami, per la regia associata di Julien Sibre, sua anche l’elaborazione drammaturgica, e di Virginia Acqua. Un cast di qualità schiera Maurizio Donadoni, Ralph Palka, Gianluca Ramazzotti, Emanuele Salce, Silvia Siravo, chiamati a dare vita ad una commedia che dipinge il meglio e il peggio dell’animo umano, sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale. Una serata tra amici per dimenticare gli affanni: un colpo di scena mette i commensali di fronte ad una scelta micidiale. Hanno tempo fino al dessert per decidere... (da martedì 19 a domenica 24 novembre).

Le regole per vivere di Sam Holcroft, traduzione di Fausto Paravidino e regia Antonio Zavatteri, è una delle commedie più clamorosamente comiche andate in scena a Londra negli ultimi anni. L’autore ci insegna come sopravvivere ad una cena di Natale in famiglia, una festa che via via diventa una disastrosa giornata particolare. Sarà il pubblico, chiamato in causa, a deciderne le sorti. Con Elisa Di Eusanio, Alessia Giuliani, Alberto Giusta, Davide Lorino, Orietta Notari, Aldo Ottobrino e Iulia Bonagura (da martedì7 a domenica 12 gennaio).

L’anima buona di Sezuan di Bertolt Brecht, nella traduzione e nell’adattamento di Roberto Menin, vede Monica Guerritore regista e protagonista nel dichiarato intento di rendere omaggio alla storica versione di Giorgio Strehler, portando ancora una volta in scena il tema universale del rapporto tra Bene e Male. Nel cast Matteo Cirillo, Alessandro Di Somma, Vincenzo Gambino, Francesco Godina, Diego Migeni, Lucilla Mininno, e Marco Sorda (da martedì 21 a domenica 26 gennaio).

Misery di William Goldman è tratto dal romanzo di Stephen King, lo scrittore più famoso e letto del mondo per i suoi thriller ad altissima tensione. Due straordinari attori, Filippo Dini – sua pure la regia – e Arianna Scommegna ci raccontano cosa può succedere quando una fan riesce a rinchiudere il proprio scrittore preferito in una stanza. Un viaggio all’inferno tra gli insondabili meandri della mente umana, che non può far altro che amare e distruggere chi alimenta i suoi sogni (da martedì 28 gennaio a domenica 2 febbraio).

I giganti della montagna di Luigi Pirandello, l’ultimo dei miti e testamento artistico dell’autore. Un capolavoro magnificamente incompiuto di cui Gabriele Lavia, regista e mattatore, offre una straordinaria rilettura e con maestria ricrea sul palco lo spazio della mente sognante, in cui realtà e ispirazione poetica diventano tutt’uno (da sabato 8 a mercoledì12 febbraio).A differenza degli altri spettacoli che saranno rappresentati al Verga, I giganti della montagna saranno programmati al Teatro Massimo Bellini, che lo Stabile ringrazia per l’ospitalità, nell’ambito del protocollo d’intesa stretto tra i due enti teatrali.

Il giardino dei ciliegi di Anton Čechov torna in una moderna rilettura, portata in scena da Alessandro Serra, uno dei registi più innovativi del panorama italiano, che firma anche la drammaturgia. Non c’è trama, tutto è nell’essenza dei personaggi: vita vera distillata, una partitura per anime. Con Arianna Aloi, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Marta Cortellazzo Wiel, Massimiliano Donato, Chiara Michelini, Felice Montervino, Fabio Monti, Massimiliano Poli, Valentina Sperlì, Bruno Stori, Petra Valentini (da martedì18 a domenica 23 febbraio).

La gioia è uno spettacolo di Pippo Delbono, uno degli artisti italiani più famosi all’estero, che insieme agli attori della sua compagnia cerca con bruciante intuizione di attraversare sentimenti estremi: angoscia, felicità, dolore, entusiasmo. Per scovare in un istante l’esplodere della gioia. In scena con Delbono si ritrovano Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, MargheritaClemente,IlariaDistante, SimoneGoggiano,MarioIntruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Zakria Safi, Grazia Spinella. Una vera famiglia non solo teatrale, sostenuta dalla voce dell’indimenticabile Bobò (da martedì 3 a domenica 8 marzo).

Misura per misura di William Shakespeare, nella traduzione di Masolino d’Amico e per la regia Paolo Valerio, può contare su un magnifico interprete, Massimo Venturiello, sul palco con Simone Toni, Roberto Petruzzelli, Francesco Grossi, Alessandro Baldinotti, Marco Morellini, Simone Faloppa, Luca Pedron, Camilla Diana, Federica Castellini, Federica Pizzutilu. Una commedia cupa ed attuale, immersa nell’attrazione del male e dell’ambiguità; un mondo fuori di sesto, contagiato da un virus segreto che ammalia e ammorba la società (da martedì 31 marzo a domenica 5 aprile).

Il Teatro Verga, foto Antonio Parrinello

I 7 spettacoli fuori abbonamento

Articolata e interessante è anche la proposta degli spettacoli f.a., a cominciare dalla coproduzione Romeo e Giulietta ovvero la perdita dei padri, da Shakespeare, una drammaturgia di Francesca Macrì, che cura anche la regia, e Andrea Trapani, mentre la drammaturgia musicale è di Luca Tilli. Quello realizzato dallo Stabile di Catania in collaborazione con Biancofango è un progetto speciale, costruito con una compagnia anomala di attori e adolescenti della nostra città. Gli attori Angelo Romagnoli e lo stesso Trapani avranno il ruolo dei padri, Montecchi e Capuleti, ma i veri protagonisti saranno 12 ragazzi catanesi: non solo Romeo e Giulietta dunque, ma tutti i ragazzi che attraversano le strade del mondo shakespeariano (da martedì 17 a domenica 22 dicembre). Uno spettacolo pieno di passione e gioventù, perfetto per il Natale a teatro.

Berlino, cronache del muro vede Ezio Mauro, già direttore de La Stampa e La Repubblica, portare sul palco lo storytelling della caduta del sistema comunista. Il muro crolla il 9 novembre 1989, 30 anni fa: era un’arma, una prigione, un simbolo dell’assolutismo. Cosa è cambiato da allora? (martedì 27 novembre).

Naufragata, una produzione Circo Zoé, regala acrobati, equilibristi, musica dal vivo, giovani artisti internazionali. Zoé, lo dice il nome, è vita naturale e nuda. Il corpo detta le regole del gioco di questo spettacolo ideato e animato da Diego Zanoli, Marco Chezzo, Chiara Sicoli, Anouck Blanchet, Adrien Fretard, Gael Manipoud, Simone Benedetti, Yoann Breton, Marta Pistocchi, Ivan Do-duc (venerdì 29 e sabato 30 novembre).

Pueblo è uno spettacolo di Ascanio Celestini, autore, regista, interprete, maestro del teatro di narrazione, affiancato in scena da Gianluca Casadei per narrare la storia di coloro che vivono in una periferia, dove le persone sono raccontate solo quando la loro vita si trasforma in notizia: e dunque una barbona che non chiede l’elemosina, uno zingaro di otto anni, una barista che guadagna con le slot machine, un facchino africano e un paio di padri di cui non si conosce il nome (venerdì 6 e sabato 7 dicembre).

La cucina dell’amore di e con Carmelo Chiaramonte andrà in scena, non potrebbe essere diversamente, il 14 febbraio, giorno di San Valentino. Se l’eccitazione è un sintomo d’amore, l’appetito cos’è? Chiaramonte, chef e performer gastronomico catanese, racconta la cucina del corteggiamento, piatti d’amorosi sensi. Rimedi afrodisiaci e stimoli gastronomici per la coppia parcheggiata sul divano, davanti ad una pizza triste.

“Bambini, che spettacolo!” è il titolo del ciclo di due allestimenti concepiti per i più piccoli. Hans e Gret, scritto e diretto da Emma Dante, ripropone una delle più famose fiabe dei fratelli Grimm attraverso la fantasia e il gusto dell’artista palermitana, per raccontare la storia di due bambini coraggiosi che con allegria superano tutti gli ostacoli. Sul palco Manuela Boncaldo, Salvatore Cannova, Clara De Rose, Nunzia Lo Presti, Lorenzo Randazzo (da domenica 1 a martedì 3 dicembre).

Operastracci o dell’educazione sentimentale nasce da un’idea di Enzo Toma, che cura anche regia e drammaturgia, e Silvia Ricciardelli. Protagonisti sono gli stracci che prendono vita attraverso l’opera lirica e diventano burattini nelle mani dei giovani attori. È un gioco di divertimento e poesia, un viaggio nei sentimenti fatto con oltre 30 metri di stoffa. Con Annachiara Ingrosso che si alterna con Anđelka Vulić, Emanuela Pisicchio, Fabio Zullino (da giovedì12 a sabato 14 marzo).

L’attività del Teatro Stabile di Catania si arricchirà e completerà con laboratori, incontri con gli artisti e mostre di fotografia e dedicate alla memoria del teatro, per aprirsi alla città e abbracciare il pubblico, che ha dimostrato di apprezzare e seguire con entusiasmo le varie iniziative. Info: teatrostabilecatania.it.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 10 maggio 2019
Aggiornato il 13 maggio 2019 alle 13:04





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