Palermo Capitale della Cultura 2018, le reazioni

Pietro Grasso, presidente del Senato: «Complimenti alla mia Palermo. Ripartiamo dalla bellezza della nostra storia, dei paesaggi, della nostra terra»

Il giudizio della giuria - ph Mibact

Il giudizio della giuria – ph Mibact

Aurelio Angelini, direttore della Fondazione Unesco Sicilia: «Mi felicito per questa ulteriore buona notizia. Il riconoscimento di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 sarà una nuova attrattiva per la città e, rappresenta, nello stesso tempo, una sfida per migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti e di chi la sceglie come meta; per cambiare il modo di “abitare la città” e la sua economia. Sarà un passo in avanti, per affermare Palermo come capitale del Mediterraneo, titolo che le spetta di diritto per la sua storia, per i suoi monumenti e architetture, dall’arabo normanno al Liberty al barocco, ma anche per il suo immenso patrimonio immateriale rappresentato dalla cultura dell’accoglienza»

Francesco Giambrone, sovrintendente Teatro Massimo Palermo: «La scelta è caduta su una città che porta avanti come suo progetto quello di accogliere e di includere, una città in cui tutti si sentano diversi ma uguali. Per questo sono particolarmente contento ed emozionato, per le motivazioni con cui Palermo ha vinto. Non ha vinto un singolo teatro, non ha vinto un singolo museo, ma una comunità, che potrà crescere ulteriormente attraverso questo bel percorso».
Per festeggiare la nomina, il Teatro è illuminato stasera con la bandiera tricolore

Il Teatro Massimo illuminato a festa - ph Rosellina Garbo

Il Teatro Massimo illuminato a festa – ph Rosellina Garbo

Giorgio Pace, sovrintendente dell’Orchestra Sinfonica Siciliana: «Siamo orgogliosi che il riconoscimento più atteso sia andato a Palermo. Il capoluogo siciliano è stato scelto come capitale italiana della cultura per il 2018 da una giuria qualificata che ha sottolineato il ruolo svolto da Palermo come città dell’accoglienza, multietnica. Un ruolo che assume un significato ancora più pregnante e simbolico in tempi di muri e baluardi eretti da chi rifiuta la logica del dialogo e degli scambi fra i popoli»

Da sinistra, Giacomo Tranchida, Leoluca Orlando e Giuseppe Bica

Da sinistra, Giacomo Tranchida, Leoluca Orlando e Giuseppe Bica

Giuseppe Bica, sindaco di Custonaci, per L’Unione dei Comuni Elimo Ericini (con i comuni di Buseto Palizzolo, Custonaci, San Vito lo Capo, Erice, Valderice, Paceco): «Innanzitutto i complimenti e le congratulazioni alla città vincitrice Palermo. Vince la Sicilia comunque. Abbiamo realizzato un progetto di rilancio e di rivoluzione culturale con passione e impegno, siamo arrivati in finale, a dimostrazione della credibilità e serietà del lavoro fatto. Ci siamo ritrovati nella motivazione al premio. Collaboreremo con Palermo, svilupperemo un progetto insieme. Il primo di marzo, una conferenza stampa nei Comuni Elimo Ericini alla presenza di Leoluca Orlando. Essere riusciti a entrare nella short list delle prime dieci candidate è comunque un buon risultato e una bella soddisfazione. Faremo comunque tesoro del metodo di lavoro che ci ha portato a disegnare un progetto unitario sull’intero Agro ericino, senza distinzione di campanili, e con questa nuova visione territoriale realizzeremo ugualmente il progetto culturale che abbiamo pensato. Ringrazio tutte le istituzioni che hanno contribuito al dossier».

Giacomo Tranchida, sindaco di Erice e presidente della Fondazione EriceArte: «Sono comunque contento che abbia vinto Palermo, da siciliano, abbattiamo uno stereotipo nazionale ed internazionale che ci vuole terra di mafia, malaffare e sottocultura, diamo un messaggio di riscatto civile e culturale. Il territorio Elimo-Ericino con Palermo si candida a “Ponte culturale”, lanciando un messaggio di pace e di speranza»

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