Meat, Eat, Connect. A Palermo il genio visionario di Steve Jobs apre il Mec Museum

Trinacria 2.0 E' dedicata al fondatore della Apple la mostra "Steve Jobs 1955-2011 - Why Join the Navy If You Can Be a Pirate?" che il 31 gennaio inaugura a Palazzo Castrone a Palermo il Mec Museum, il primo spazio siciliano dedicato alla rivoluzione informatica dell'ultimo mezzo secolo. E seguendo la filosofia dell'"incontra, mangia, connettiti", il Mec è anche caffè e ristorante affidato all'executive chef Carmelo Trentacosti

“Meat, Eat, Connect”. Tre parole per una rivoluzione. Quella di Giuseppe Forello, 46 anni, architetto e imprenditore palermitano, già proprietario del Castello Lanza di Trabia, che ha voluto aprire le porte al grande pubblico della sua collezione privata di 4 mila pezzi rari della Apple, considerata una delle più importanti al mondo. Nasce a Palermo il Mec Museum, il primo spazio culturale in Sicilia dedicato alla rivoluzione informatica che inaugurerà il suo calendario, venerdì 31 gennaio, al museo Santa Ninfa di Palazzo Castrone (in Corso Vittorio Emanuele, 452) con la mostra dedicata al genio visionario di Steve Jobs, il padre della Apple. Steve Jobs 1955-2011 – Why Join the Navy If You Can Be a Pirate? prende vita grazie alla collaborazione tra Giuseppe Forello e un altro imprenditore italiano, egualmente appassionato e competente di Information Technology, Marco Boglione, fondatore e presidente di BasicNet, primo Marketplace nel settore dell’abbigliamento.

Steve Jobs, protagonista della mostra “Why Join the Navy If You Can Be a Pirate?”

“Classicità” e rivoluzione digitale s’intrecciano a Palazzo Castrone, un gioiello del ‘500, di fronte la Cattedrale di Palermo, con la sua facciata imponente e una straordinaria fontana marmorea attribuita alla bottega del Gagini che si scopre nel cortile con al centro una palma secolare che svetta fin oltre il palazzo. «Un sogno nel sogno che si realizza per me che da 30 anni colleziono macchine informatiche della Apple e non solo – commenta Forello -. Il primo pc me la regalò mio padre Lorenzo, avevo 16 anni, era un premio per aver lavorato in estate dopo gli studi. Da allora non ho più smesso». Questa sua grande passione ha portato Forello a partecipare alle aste internazionali più prestigiose come Christie’s e Sotheby’s dove ha avuto il grande intuito di acquistare dei pezzi rarissimi oggi considerati d’antiquariato. Dal primo mitico Apple One (di 27 esemplari esistenti, Forello ne custodisce ben due) fino alle macchine tecnologiche più avanzate concepite dal colosso americano dell’informatica. La mostra, curata da Cecilia Botta, storica dell’informatica, è un ossimoro affascinante tra gli affreschi degli alti soffitti del Museo Santa Ninfa al piano nobile dell’edificio storico e le schede madri, i chip, i circuiti che rappresentano la memoria della tecnologia Apple e proietta il visitatore anche nel suo futuro.

Giuseppe Forello

Why Join the Navy If You Can Be a Pirate? è un viaggio che racconta l’opera e la grandezza di Steve Jobs e che si spinge ben oltre il mondo del digitale e della tecnologia. È la storia di un uomo che, con le sue intuizioni e i suoi prodotti, ha ridisegnato profondamente la nostra società, attivando quell’inarrestabile cascata di trasformazioni che caratterizza il nostro tempo e di cui, ancora, non percepiamo del tutto i confini e la vastità.

I primi computer Apple

La mostra è divisa in otto aree tematiche – Innovazione, Pirati, Seme e frutto, Apple Store, Prototipi, Pixar, Tempio e Competizione – che si snodano attraverso le sette sale del Mec Museum, ripercorrendo la vita del fondatore della Apple e l’evoluzione dei suoi prodotti dal 1976 a oggi. Accanto a icone come il Lisa, il Next Cube e i Macintosh sono esposte le altre macchine informatiche che hanno cambiato per sempre il nostro modo di comunicare, lavorare e vivere. E, su tutte, il rarissimo Apple-1, primo computer creato da Steve Wozniak e Steve Jobs nel 1976, che lo stesso Forello ha definito il «Santo Graal della rivoluzione informatica». Una rivoluzione tecnologico-digitale che Jobs, con la sua visione, ha trasformato nella più grande rivoluzione culturale di tutti i tempi: quella di rendere l’informazione accessibile a tutti.

Palazzo Castrone a Palermo, sede del Mec Museum

A tracciare la storia di questa epopea sono gli stessi pionieri della Silicon Valley, che accompagnano il visitatore nell’intero percorso con una serie di videointerviste realizzate da 8-BIT Generation, la più grande library multimediale al mondo dedicata alla Rivoluzione Informatica.

Lungo il percorso di visita della mostra sono esposti anche diversi prototipi, alcuni dei quali mai usciti in commercio; foto inedite di Steve Jobs; memorabilia tra cui pupazzi, diapositive, vinili, riviste. Chiude il percorso l’area del Tempio, sezione dedicata all’arte contemporanea e alla fotografia d’autore con un’installazione di Edoardo Dionea Cicconi e – alle pareti – una selezione di fotografie di Jean Pigozzi e Diana Walker.

Giuseppe Forello mostra la prima stampante Apple

Mec Museum è un’esperienza tutta da vivere anche con la caffetteria e il Mec Restaurant che, come suggerisce l’acronimo del nome, restituisce alla tavola, il piacere dell’incontro conviviale. E proprio la suggestione dello spazio ha convinto lo chef di cucine blasonate, Carmelo Trentacosti ( per anni executive chef del ristorante di Villa Igiea) a cimentarsi con la formula fine dining che a Palermo ancora stenta a decollare. Verranno proposti – dalle 19.30 sino alle 22.30 dal martedì al sabato – oltre un menù alla carta, due menù di degustazione mare e terra per un pubblico di nicchia di non oltre 30 posti a sedere, esclusivamente su prenotazione. La domenica dalle ore 13 alle ore 15 una formula brunch. Dalle ore 19 sarà possibile, all’interno del lounge bar, degustare una selezione di cocktails e scegliere tra un’ampia gamma di liquori e distillati per il dopocena. La mattina dalle ore 9.30, attorno al bancone di ottone, si potrà fare colazione con una speciale selezione di mono porzioni sia dolci che salate.

Carmelo Trentacosti, chef del ristorante del MecMuseum di Palermo

Il bar del Mec Restaurant

Il Mec Museum osserva i seguenti orari di apertura: 9.30-17.30 con ultimo ingresso alle 17, la domenica dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20. La giornata di chiusura è il lunedì. Sarà possibile anche prenotare le visite e le eventuali cene visitando il sito web della struttura: www.mecmuseum.it. Il biglietto di ingresso ordinario è di 7 euro; per studenti e giovani al di sotto dei 18 anni c’è il ridotto a 5 euro. Previsto anche un ingresso cumulativo famiglie di 15 euro (tre persone) .

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