Marialda Berlingieri: «Fucina Social Club è l’alchimia sensoriale che fa vivere le arti»

Sicilians La marchesa, figlia dei mecenati Marida e Annibale, ha lasciato il suo lavoro di psicoterapeuta a Roma per occuparsi di Palazzo Mazzarino a Palermo, vertigine di bellezza, dove si fondono memorie familiari e opere d'arte d'inestimabile valore. Qui ha creato Fucina Social Club, luogo dove condividere esperienze legate all'arte, la musica, il gusto, la letteratura: «Il mio amore per Palermo è stato immediato. Qui c'è ancora un'accoglienza che è fatta di calore, di ospitalità vera»

La cucina dell’800 diventa social con Fucina Social Club. Succede a Palazzo Mazzarino, gioiello seicentesco nel cuore di Palermo, a pochi passi dal Teatro Massimo, di proprietà dei marchesi Marida e Annibale Berlingieri, che oltre dieci fa lo hanno ereditato e restituito al suo splendore dopo un accurato lavoro di restauro. E’ la figlia Marialda ad aprire l’antica cucina decidendo di trasformarla con Fucina social club in un luogo dove far convivere e condividere, in una piacevole alchimia sensoriale, esperienze legate all’arte, alla musica, al gusto, alla letteratura. Con ritmo dinamico e creativo si avvicendano gli appuntamenti sul filo di quell’ariosa bellezza che pervade i saloni affrescati, gli appartamenti, il giardino pensile con un maestoso ficus secolare le cui radici affondano nel fiume Kemonia, al terzo piano di Palazzo Mazzarino.

La marchesa Marialda Berlingieri

Timida, riservata, la marchesa Marialda si trova a suo agio in questa cucina di ferro e ghisa, tra gli oggetti di rame, l’antico tavolo in  legno, le bottiglie di vino poste dentro una grande vetrina illuminata, lunghe mensole in legno che corrono sui muri. Alle pareti i preziosi disegni contemporanei su incisioni storiche, disegni realizzati dal giovane artista Fabrizio Cotognini che si fondono perfettamente in questo particolare ambiente, quasi a sottolineare l’innesto tra arte e cucina che è anche palcoscenico dei racconti delle storie di vita e di lavoro di vignaioli che hanno scelto di produrre vini naturali.

Palazzo Mazzarino a Palermo, la cucina storica

Sullo sfondo del vecchio mercato di vestiti di via Bandiera, tra via Maqueda e via Roma, che si vede affacciandosi da una delle grandi finestre della cucina, è il sommelier Stefano Bagnacani a guidare le degustazioni con un eloquio avvincente arricchito da aneddoti divertenti e note tecniche sui vini. Con divertissement conduce gli ospiti a  giocare con le sensazioni e le emozioni che regala il vino “franco”e a schiudere inediti territori di viaggio. «Fucina social club, è un modo per avvicinare le persone ad un consumo consapevole di vini che fanno bene alla salute e tutelano l’ambiente – spiega la padrona di casa -. Certo una scelta innovativa, in un certo senso controcorrente ma noi in famiglia siamo abituati a farlo – sorride -. D’altronde quando i miei genitori iniziarono ad occuparsi d’arte d’avanguardia, non furono compresi dai loro amici che non capivano il perché del loro interesse».

La cucina di Palazzo Mazzarino a Palermo

Oggi i marchesi Marida e Annibale Berlingieri, instancabili custodi di dimore storiche ereditate dal Veneto alla Sicilia, sono tra i più grandi collezionisti d’arte d’Europa, alla ricerca di talenti creativi internazionali, nonché soci del board del Guggenheim. Ed è ancora una volta la passione per l’arte che spinge la coppia di mecenati ad acquistare il ritratto di Donna Franca Florio di Giovanni Boldini, messo all’asta dopo il fallimento di Acqua Marcia della famiglia Caltagirone che gestiva Villa Igiea. «Non è stato un capriccio – spiega Marialda – ma il tassello di un progetto più ampio che era quello di far rivivere questo palazzo che apparteneva a Emanuele Lanza di Mazzarino, dal quale attraverso il ramo femminile della stirpe, è stato poi tramandato in eredità il palazzo». Da quando ha deciso di occuparsi di Palazzo Mazzarino, fa la spola tra Roma, dove vivono e studiano i suoi tre figli, ed il capoluogo dell’Isola.

Il ficus secolare di Palazzo Mazzarino a Palermo

«All’inizio non volevo saperne di occuparmene – confessa – ma poi notavo che ogni qualvolta venivo qui, mi lasciavo contagiare dalla voglia di fare, di organizzare per ridare vita nuova a questa dimora che adesso sento anche mia. Una carica di energia che mi fa bene – confida -. Grazie al lavoro della mia squadra con cui abbiamo creato Fucina social club, siamo riusciti ad organizzare tante iniziative prestigiose come le  mostre d’arte contemporanea in occasione di Manifesta 12 per Palermo Capitale della cultura, ospitate nell’antica scuderia. Questo spazio, con le due file di colonne in marmo di Billiemi, restaurato e riportato alla sua bellezza originale, con la sua atmosfera austera e incredibilmente moderna, è la cornice ideale per la presentazione anche di libri. Nel loggiato esterno ogni anno a giugno, così come tradizione di famiglia, organizziamo un concerto di beneficenza con i Lions». Spazio anche alla filosofia con il convegno internazionale con i più importanti filosofi a livello mondiale in materia di filosofie del Mediterraneo. Lo scorso 17 gennaio Palazzo Mazzarino ha ospitato i vini, i prodotti ed i piatti della Toscana in occasione di Not, la rassegna sui vini franchi che si è tenuta a Palermo.

Palazzo Mazzarino Palermo, le colonne di Billiemi

Marialda  ha aperto un dialogo tra Palazzo Mazzarino e la città. «Mi piace il contatto con le persone – spiega -, penso che sia una bella opportunità quella di poter condividere questo patrimonio di bellezza che mi è stato donato con quanti hanno le mie stesse passioni, come  conoscere nuovi vini, incontrare persone che hanno il coraggio di scommettere e di percorrere strade nuove». Come è successo a lei che ha lasciato il suo lavoro di psicoterapeuta a Roma. «Quando i miei amici mi chiedono cosa faccio ora – dice ridendo – dico semplicemente che mi occupo di un palazzo a Palermo».

Palazzo Mazzarino a Palermo, la corte con installazione artistica

Palazzo Mazzarino è una vertigine di bellezza, dove si fondono memorie familiari e opere d’arte d’inestimabile valore. La sontuosità di una dimora storica nobiliare che restituisce la cartolina color seppia di una Palermo che fu “felicissima”. Lascia senza fiato la magnificenza della sala della Minerva dal soffitto voltato a botte con lunette e affrescato, con la maestosa statua della Minerva realizzata da Valerio Villareale, dove si possono ammirare le teche ogivali dell’artista Damien Hirst decorate come farfalle vere come tante vetrate gotiche, e nei saloni successivi, lo straordinario ritratto di Donna Franca Florio nella sala degli arazzi. E ancora il salone delle feste, e tra le curiosità, una cappella dove i nobili potevano vedere la messa della vicina Chiesa della Madonna del Soccorso, lontani dal volgo.

Palazzo Mazzarino a Palermo, la Sala Minerva

 Al secondo piano, sono stati realizzati alcuni appartamenti di varie quadrature da affittare per chi, con tutti i confort, vuole vivere nel  fascino del passato. «All’inizio mi perdevo tra le stanze di questo palazzo ed alla fine ho smesso di contarle, non so neanche quante sono. Una cosa è certa: il mio amore per Palermo è stato, da subito, immediato, istintivo, mi sono sentita accolta. Nei bar, nei negozi, i palermitani compensano con la loro gentilezza i disagi di cui soffrono tutte le grandi città. C’è ancora un’accoglienza che è fatta di calore, di ospitalità vera». 

Il colonnato di Palazzo Mazzarino a Palermo da un’altra prospettiva

Commenti

Post: 0

SicilyMag è un web magazine che nel suo sottotestata “tutto quanto fa Sicilia” racchiude la sua mission: racconta quell’Isola che nella sua capacità di “fare”, realizzare qualcosa, ha il suo biglietto da visita. SicilyMag ha nell’approfondimento un suo punto di forza, fonde la velocità del quotidiano e la voglia di conoscenza del magazine che, seppur in versione digitale, vuole farsi leggere e non solo consultare.

Per fare questo, per permettere un giornalismo indipendente, un’informazione di qualità che vada oltre l’informazione usa e getta, è necessario un lavoro difficile e il contributo di tanti professionisti. E il lavoro in quanto tale non è mai gratis. Quindi se ci leggi, se ti piace SicilyMag, diventa un sostenitore abbonandoti o effettuando una donazione con il pulsante qui di seguito. SicilyMag, tutto quanto fa la Sicilia… migliore.