Lo strano caso delle bare che esplodono a Palermo per il caldo

Società Quest'anno il caldo estivo è arrivato in anticipo in Sicilia con tutti i suoi innumervoli problemi conseguenziali, dalla siccità che causa sempre una maggiore desertificazioni delle aree agricole all'emergenza continua al cimitero paelrmitano dei Rotoli con le sue mille e più bare in attesa di tumulazione che finiscono per squarciarsi a causa della calura eccessiva

Quest’anno il caldo estivo è arrivato in anticipo in Sicilia. Ed è scoppiata nuovamente l’emergenza del cimitero di Rotoli di Palermo con le sue mille più salme in attesa di sepoltura. Gli operai hanno trasferito le salme in bare metalliche a temperature superiori ai 40 gradi. Lo hanno già fatto in passato. Ma non di solito a giugno. E il fenomeno delle bare che “esplodono” a cusa del caldo lasciando fuoriuscire il percolato è un fenomeno che non si riesce a cancellare. «È una cosa che succede già spesso – ha detto Nicola Presti, che lavora per l’ente che si occupa della manutenzione di edifici, parchi e cimiteri degli enti locali -. Abbiamo chiesto di essere riforniti di bare di zinco per evitare futuri disagi ma non basta a risolere il problema. Ora siamo al limite dell’accettabile e non sappiamo come chiedere di più all’amministrazione comunale». A nessuno piace discutere la macabra realtà del riscaldamento globale, compresi i suoi effetti sui cadaveri. Nell’agosto dello scorso anno – quando la colonnina di mercurio ha superato i 40° – il direttore del cimitero dei Rotoli Leonardo Cristofaro ha dichiarato eufemisticamente che i morti stavano “percolando copiosamente”. Si trattava, disse ai giornalisti locali, di un rischio potenzialmente grave per la salute pubblica.

Bare in attesa di tumulazione al Cimitero dei Rotoli di Palermo

Il problema di Palermo non è solo il caldo: c’è una carenza di tombe

Quando Cristofaro ha parlato l’anno scorso, c’erano circa 1.000 bare depositate ai Rotoli in attesa di essere inumate. Le bare – spesso con fotocopie dei defunti appese – erano allineate nei corridoi amministrativi o stoccate in un ex vivaio. Secondo quanto riferito dai giornalisti siciliani, l’aria intorno a questi depositi di fortuna è ormai irrespirabile. I lavoratori indossano maschere. La situazione sta peggiorando. Questa settimana, a causa di un attacco informatico al Comune di Palermo, cose che su Casino777 casino non capitano mai, le camere mortuarie non sono state in grado di processare le salme. Ci sono battibecchi e scontri sui finanziamenti per i cimiteri. Quello dei Rotoli è stato descritto dalla stampa locale come uno stato di “emergenza senza fine”.

Come spesso accade, il cambiamento climatico sta aggravando la crisi dei cimiteri. Le estati torride non sono rare in Sicilia, una delle punte più meridionali d’Europa. Palermo è più vicina a Tunisi che a Roma. Ma le temperature medie stanno aumentando. L’anno scorso, nell’isola, a Siracusa, è stata registrata una temperatura massima europea di poco inferiore ai 49 gradi Celsius. Quasi 120 gradi Fahrenheit.

Le temperature estive estreme sono diventate la normalità in Sicilia

Preoccupazione estiva

Un’ondata di caldo come quella di agosto a giugno ha fatto preoccupare la gente del posto, più per i vivi che per i morti. L’esposizione prolungata alle alte temperature, infatti, può avere conseguenze fatali. Gli esperti sono particolarmente preoccupati per quelle che chiamano “notti tropicali”, quando la temperatura non scende sotto i 20 gradi. L’ondata di caldo estivo delle ultime settimane si è diffusa in tutto il continente e in Inghilterra. Ma ha colpito soprattutto l’Italia meridionale e la Spagna. I meteorologi hanno previsto un’ulteriore ondata di caldo africano per la Sicilia nel fine settimana.  I metereologi hanno chiamato gli anticicloni subtropicali che portano il caldo nel Mediterraneo con i nomi di antichi generali. Il primo, a fine maggio, è stato chiamato Annibale. 

Poi a giuno è arrivato l’anticiclone Scipione Africano, dal generale romano che sconfisse il generale cartaginese famoso per aver portato gli elefanti sulle Alpi. Il linguaggio fa sembrare il tempo una minaccia di livello militare. È così. La settimana scorsa il sito web ambientalista italiano GreenMe ha messo in guardia: “Eventi climatici eccezionali come questi potrebbero diventare la norma”.

Adesso è il turno dell’anticlone Caronte che durerà fino alla prima settimana di luglio. Le notizie meteorologiche destano sempre un certo allarme per la Sicilia. L’ente italiano che rappresenta le aziende idriche ha avvertito che il 70% dell’isola è a medio o alto rischio di desertificazione. Secondo gli scienziati, gli inverni stanno diventando più freddi e le estati più calde, mentre il clima della Sicilia diventa più continentale. Questo colpirà le colture più importanti, come i limoni, simbolo dell’isola.

Un campo desertificato dalla siccità

Gli agricoltori sono preoccupati

Antonino Pirrè, presidente della sezione ragusana di Confagricoltura, ha dichiarato al “Giornale di Sicilia” che le autorità sono state lente nell’affrontare i cambiamenti climatici. «Dobbiamo gestire questa emergenza, chiarendo i termini per la dichiarazione dello stato di calamità naturale e avviando tutte le misure possibili per proteggere la produzione agricola». Il responsabile della sezione siciliana della Coldiretti, che rappresenta anche gli agricoltori italiani, è stato ancora più netto. «La situazione del settore agricolo silano è tragica, come ogni estate», ha dichiarato Francesco Ferreri, secondo quanto riportato dal Quotidiano di Sicilia.  Il suo comparto stima perdite per siccità pari a 200 milioni di euro in Sicilia quest’anno.

Poiché il caldo sahariano continua ad espandersi sul Mediterraneo, i funzionari dovranno trovare modi diversi per gestire tutto. Ferreri ha sottolineato che l’aumento dei costi del carburante rende difficile per gli agricoltori permettersi le pompe di irrigazione e il mangime per sostituire l’erba che non cresce. Ma la scarsa acqua dolce continua a essere scaricata in mare a causa di sistemi inefficienti. «Abbiamo avuto abbastanza commiserazioni», ha detto, chiedendo di agire.

Il mare rimedio contro la calura

Molti palermitani, nel frattempo, vedono ancora il borgo marinaro di Mondello come un luogo dove sfuggire ai torridi ambienti urbani. La testata giornalistica siciliana della Rai nei giorni scorsi ha intervistato dei pensionati che sguazzavano nel mare di Mondello, la frazione marinara del capoluogo sicilianoUn’anziana donna, che cercava disperatamente di rinfrescarsi, aveva un semplice consiglio: evitare Palermo con il caldo. «Non vado mai in città», ha detto alla cronista che l’a intervistava.

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