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Letizia Tomasino: «Via da Palermo, la mia anima artistica ha trovato casa nella bucolica Lercara Friddi»

Sugnu Sicilianu L’autrice, palermitana doc, ha abbandonato la città per trasferirsi nel bucolico paese dell'entroterra, dove ha dato libero sfogo alla sua creatività artistica che spazia dalla fotografia alla pittura, dal canto alla poesia e dove con l'associazione Talia organizza eventi culturali: «Quanto impegno per scuotere da un atavico torpore la nostra gente di provincia. Il mio primo romanzo lo ambientai nell’immaginaria Roccabusambra, paesino dell’entroterra siculo»

Una giovane donna allo specchio si dà l’ultima ripassata di rossetto a completamento della mise accuratissima: trucco ricercato, foulard a pois, orecchini preziosi, guanti sexy e trasparenti. Opera della pittrice Maria Giovanna Peri, la copertina dell’ultimo libro della vulcanica Letizia Tomasino, “L’eredità insanguinata”, non lascia adito a dubbi sul fil rouge (e noir) di una trama che più sicula non si può, dall’ambientazione alla parlata, e che unisce a filo doppio i protagonisti di questa storia calata nell’immaginaria Roccabusambra, paradigma di una Sicilia agreste degli anni Cinquanta.

La copertina del suo ultimo romanzo

L’autrice, palermitana doc, ha abbandonato la metropoli per trasferirsi nella collinare e bucolica Lercara Friddi, la terra delle radici di Frank Sinatra e del boss mafioso Lucky Luciano, dove ha dato libero sfogo alla sua incontenibile creatività artistica che spazia dalla fotografia alla pittura, dal canto alla poesia e alla prosa.

Letizia Tomasino, artista a tutto tondo e promotrice culturale

Instancabile promotrice culturale, con la sua associazione “Talia” negli ultimi mesi dello scorso anno ha organizzato la mostra fotografia: “Lercara Friddi ieri, oggi e…”, una carrellata di grandi foto su pannelli di legno che immortalano il paese di origine del padre di “The Voice”, e la teatralizzazione del libro di Mario Liberto “La cucina dei Monsù nel Regno delle due Sicilie”, con recite in costumi d’epoca. Con l’associazione “Talia”, insomma, Letizia Tomasino ha organizzato un numero imprecisato di eventi fra mostre di pittura e fotografia, spettacoli, infiorate, presentazioni di libri, musica, reading di poesie, convegni.

Infiorata realizzata a Lercara Friddi

Un’incredibile vivacità artistica coniugata alla profonda sensibilità verso temi forti come la violenza sulle donne,  con l’annuale manifestazione #Finemula, che comprende anche un mob veicolato negli altri paesi del circondario e un toccante video messaggio sui social, da lei ideato.

O il Sicania Fotofestival, concorso fotografico con mostre itineranti, oppure ancora il Luglio letterario, che prevede degli appuntamenti fissi di incontri con scrittori e scrittrici.

Letizia Tomasino con la scrittrice Giuseppina Torregrossa nella sede dell’associazione “Talia”

Ma chi è davvero Letizia Tomasino?
«Certe volte mi paragono a una panettiera che sforna pane di continuo. In effetti, in soli quattro anni, ho pubblicato ben ventotto libri, di cui cinque romanzi, sei raccolte di racconti, dieci di poesie, sei di aforismi e storielle, e un romanzo tradotto in inglese. La passione per la scrittura è nata dopo essermi trasferita in campagna. L’aria fine, il verde dei prati, le montagne che ammiro dal mio balcone, la solitudine intesa come forma sublime per migliorare sé stessi, tutto ciò ha dato vita al bisogno di comunicare con gli altri attraverso i miei scritti.”

Altro incontro culturale nella sede di “Talia”

Neppure l’isolamento forzato da Covid-19 l’ha fermata, tant’è che pochi giorni addietro ha dato vita al gruppo facebook “Scrittori siciliani noti ed emergenti”. La nascita è avvenuta il 3 maggio, ma in una sola settimana il gruppo ha registrato un boom di iscrizioni, oltre 500. «Ho creato questo gruppo per un mio bisogno impellente di riunire in un solo posto tutti gli scrittori siciliani. Mi rendo conto della difficoltà dell’impresa, ma mi piacciono le sfide».

Sfide che, ovviamente, Letizia Tomasino trasfonde anche sulla carta stampata, dove i suoi personaggi, siculi sino al midollo, vivono avventure in cui non mancano appunto le sfide con se stessi, con gli antagonisti e con la società del tempo, chiusa, sparlettera e ipocrita, come avviene in questo suo ultimo romanzo, “L’eredità insanguinata”.  «Mi piace raccontare storie di amicizie, di amori, di delitti. In questo romanzo torna in scena il maresciallo Tarallo con dei nuovi casi. Un incontro dove presente e passato si fondono in un unico contesto. Un romanzo crudo che ho cercato di mitigare con l’ironia. Il lettore sarà fagocitato fin dai primi capitoli dall’incalzare degli eventi e dei colpi di scena. Ho fatto ricorso ai flashback per dipanare la trama così intrecciata da essere difficilmente sintetizzabile». La trama si apre con l’assassinio dell’avvenente Concetta Danaro di Vicari, una badante che si improvvisa anche infermiera all’occorrenza, e che stende di proposito all’aperto i suoi sensuali reggiseni rossi, per puntiglio contro gli sparletteri che le avevano cucito addosso la filama col padrone di casa. A risolvere il caso che affonda le radici nel passato di un’eredità, spetterà al maresciallo Tarallo, trasferito a Roccabusambra da Aragona, dove si innamorerà dell’avvenente vedova Anna Culia.

La Tomasino sorridente con le amiche del cuore

Nata a Palermo qualche decennio fa, Letizia Tomasino che  si definisce scritteriata e cuntastorie, comincia inizialmente a realizzarsi nel campo ristorativo, senza mai trascurare le sue passioni: il canto, la fotografia e la lettura. Quando però scopre la provincia e i suoi ritmi lenti, è amore a prima vista e decide di andare a vivere dove il tempo ha un altro sapore e tutt’attorno la campagna riempie lo sguardo e l’anima. E lì trova piena ispirazione. «Il mio primo romanzo lo scrissi di getto nel 2015 e lo ambientai nell’immaginaria Roccabusambra, paesino dell’entroterra siculo».

La vita bucolica e l’amore per gli animali, insomma, la conciliano col resto del mondo e l’anno dopo, nel 2016, fonda il Centro Culturale “Talia” e insieme al fratello Stefano porta avanti innumerevoli manifestazioni culturali. «La nostra associazione ha al suo attivo centinaia di eventi culturali di ogni genere, ma quanta fatica e quanto impegno, quanti sacrifici sia personali che economici ogni volta per scuotere da un atavico torpore la nostra gente di provincia e delineare un percorso culturale che sintetizzi i ritmi lenti di queste terre che danno ristoro al corpo e che amo profondamente, con la fame di cultura che mai dovrebbe mancare per nutrire l’anima».

Col fratello Stefano (il primo a dx) e altri amici

Assai nutrita la sua produzione letteraria venata di humor. Citiamo soltanto gli ultimi lavori, i romanzi Lu scantu, Una dolce amicizia, No secrets in town (in lingua inglese), Bastava solo uscire; le raccolte poetiche Parole al voloLa dolcezza del disincanto; i racconti e le storielle Gocce di sorriso, Come ammazzare il tempo facendo la barba all’asino, L’amore ai tempi della colite, Braccia rubate al giardinaggio, Battute per tutti. Una produzione assai vasta e variegata che nel corso degli anni le è valsa non pochi riconoscimenti specie in ambito poetico. Ma Letizia Tomasino ha ancora molte frecce al proprio arco e mille impegni da portare avanti. «Il futuro è una sfida, e io come già detto amo le sfide. Aspetto soltanto che passi questa pandemia per tornare in pista con le nostre tante iniziative culturali e tante sorprese ancora».

Ironica copertina di un suo libro

 

Uno dei tanti riconoscimenti assegnati alla Tomasino

Un ironico riferimento alle radici siciliane a Lercara Friddi di due noti personaggi americani

 

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