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La Settima sinfonia di Gustav Mahler

Eventi Venerdì 21 ottobre a Palermo Simone Benardini sul podio per l'anteprima della 58ma stagione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana

E’ di rara esecuzione la Settima sinfonia di Gustav Mahler che sarà proposta come anteprima della 58ma stagione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana al Politeama Garibaldi di Palermo, il 21 ottobre alle 20,30 e che vedrà sul podio il direttore stabile dell’Oss, Simone Bernardini. E’ un concerto destinato ai nuovi abbonati della stagione 2016/17 che potranno accedere gratuitamente in sala. Ma la Sinfonia n.7 in mi minore di Mahler è anche una delle più articolate e ricche di particolarità, come lo stesso autore disse in più occasioni.

Simone Bernardini

Si comincia dall’organico, 101 professori d’orchestra, decisamente robusto rispetto alla media, con la presenza di strumenti inusuali come il corno baritono, la chitarra, il campanaccio, il tamtam, la frusta e il mandolino. Mahler lavorò alla sinfonia nel 1905 in un clima di “acceso furore”. La prima esecuzione della sinfonia, sul podio lo stesso autore, avvenne al Teatro Nazionale di Praga il 19 settembre del 1908 e fu accolta tiepidamente dal pubblico. Ma in essa, tanto Schönberg quanto Berg ravvisarono belle soluzioni armoniche e certi impasti orchestrali di straordinario valore espressivo. E’ divisa in cinque movimenti Langsam (Adagio), Nicht schleppen – Allegro risoluto ma non troppo; Nachtmusik (Musica notturna) Allegro moderato; Scherzo. Schattenhaft – Trio; Nachtmusik. Andante amoroso; Rondo-Finale. Tempo I (Allegro ordinario) – Tempo II (Allegro moderato ma energico).

“La Settima si presenta come una rivisitazione ora ironica ora nostalgica di precedenti esperienze musicali dell’autore, intrisa com’è di richiami alle altre sinfonie. Essa, tuttavia, non presenta alcun programma extramusicale nonostante le sia stato attribuito da qualche critico il titolo di Canto della notte, in riferimento sia alla contrapposizione tra le sonorità tenebrose e scintillanti del primo movimento sia al colore notturno che pervade i tre movimenti centrali.
L’abilità nell’orchestrazione di Mahler trova uno dei momenti migliori nella sezione centrale, una pagina di grande purezza timbrica.
Sonorità chiare e festose in netta contrapposizione con i movimenti precedenti informano il Rondò finale nel quale ritorna il tema marziale del primo movimento. Il carattere festoso campeggia soprattutto nella fanfara bandistica che appare per ben otto volte, mentre negli altri episodi si afferma la grande perizia contrappuntistica del compositore boemo.” (dal programma di r.viagrande)

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