venerdì 20 luglio 2018

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Il "campanilismo" di Giarre e Riposto che affondò le sorti di Jonia

Itinerari

L'ostentazione dei campanili dei principali templi cristiani - il Duomo di Giarre e la basilica minore di Riposto dedicata a San Pietro -, dei due comuni attigui, tra i principali della costa ionica etnea, plasticamente vogliono quasi ribadire la "necessità" della separazione delle brevi sorti comuni, dal 1939 al 1945, racchiuse nel 1942 nel nome "fascistizzato" di Jonia


di Salvo Fallica

Un itinerario nei luoghi di Jonia che hanno dato i natali ad intellettuali ed artisti di prestigio, fra i quali il famoso cantautore Franco Battiato. Ovviamente Giarre e Riposto sono comuni autonomi, con la propria lunga tradizione, ma vi sono stati anni del Novecento (dal 1939 al 1945, e dal 1942 con il nome di Jonia) in cui le due cittadine furono unite, proprio il periodo in cui nacque Franco Battiato il 23 marzo 1945.

Il viaggio inizia da Giarre, la parte più interna di queste realtà per spostarsi sempre più verso il mare nella cittadina di Riposto. Storia, cultura, arte, tradizioni, tracce di un importante passato ma anche di un vivace presente, luoghi di commercio e di imprese, ed in particolare per Riposto di un profondo rapporto con il mare ed il porto turistico. Un porto privato che ha reso il comune di Riposto strategico nei flussi turistici della Sicilia Orientale, in particolare una infrastruttura di approdo di yacht di notevole livello.

Per raccontare l'importanza storica di Giarre ed il suo ruolo geo-economico centrale nel vasto territorio del comprensorio che va fino ai comuni di Mascali e Fiumefreddo (con le loro coste che attraggono moltissime persone) si può far iniziare la nostra analisi con il Duomo. L'imponente Duomo che con la sua struttura architettonica rappresenta il simbolo religioso, culturale e storico della comunità.

Il momumentale Duomo di Giarre visto dalla piazza, foto Salvo Fallica

Va detto che fino a qualche secolo fa il centro più importante di questa vasta area era Mascali, l'antica contea di Mascali, ma la storia è sempre in divenire, in continuo cambiamento ed è fatta non solo di crescite ma anche di decrescite. Fra la seconda metà del Settecento e la prima parte dell'Ottocento Giarre ha avuto una notevole fase di sviluppo economico e sociale che l'hanno portata ad ottenere la propria autonomia amministrativa nel 1815 (stessa cosa avvenne per Riposto, Milo ed altri centri).

Una premessa. Questi luoghi, così come tutti quelli della costa ionica, avevano una loro vivacità già nell'epoca greca e nella successiva era romana, come si può desumere dai ritrovamenti archeologici.

Diversi studiosi hanno avanzato l'ipotesi che Giarre possa essere identificata con l'antica Kallipolis, ma non vi sono certezze oggettive indiscutibili sul piano storico e storiografico. Non è da escludere comunque che vi fosse in questi luoghi un centro strategicamente importante già ai tempi dei greci, poiché i coloni costruirono molte poleis di rilievo nella Sicilia Orientale che per bellezza, ricchezza e dinamicità rivaleggiarono con la madrepatria. Ed è ovvio che i luoghi vicini al mare o posti in condizioni d'altura, dai quali controllare il territorio circostante, si prestavano ad essere dei siti da sviluppare.

Anche i ritrovamenti di epoca romana mostrano una linea di continuità con la scelta strategica dei siti valorizzati già dai greci.

Facciamo un lungo salto in avanti nel tempo e ci ritroviamo nel XVI secolo. Fu nel corso del Cinquecento che nacque il volto della Giarre che conosciamo, ovviamente i mutamenti nel tempo sono stati notevoli, ma è da quel nucleo urbano che scaturisce l'odierna cittadina.

E le grandi trasformazioni si possono cogliere sul piano storico ed urbanistico proprio dai cambiamenti dell'attuale piazza Duomo. Il primo grande mutamento avvenne alla fine del Settecento con la costruzione della chiesa dedicata al culto di Sant'Isidoro Agricola, il secondo si verificò nel periodo borbonico con l'abbattimento dell'antica torre in stile gotico, il terzo con la delineazione, nella prima parte del XIX secolo, del volto della moderna piazza Duomo, che comportò la perdita del locale quartiere e di edifici dal valore storico.

Piazza Duomo a Giarre, foto Salvo Fallica

Senza entrare nel merito delle scelte urbanistiche, si può notare come tale sviluppo del centro sia avvenuto in intimo legame con la chiesa madre. Non vi è alcun dubbio che tali scelte abbiano valorizzato la visione estetica della cattedrale e nel contempo ne abbiano messo in evidenza la centralità religiosa, culturale e sociale.

La monumentale imponenza del Duomo la si può cogliere dalle diverse angolazioni ma è soprattutto dalla piazza che la si interpreta nella sua pienezza. La prima cosa che si nota sul piano architettonico e stilistico è l'aspetto neoclassico, segno del tempo in cui fu costruito. La struttura rimanda al modello a tre navate ed a croce latina. Una caratteristica particolare è quella che la chiesa fu costruita con la pietra bianca di Comiso.

Dall'incipit dei lavori, nel 1794, si dovette aspettare il 1818 per la sua funzionalità sul piano religioso. Ed i lavori in realtà furono ultimati ben 70 anni dopo. I prospetti ad Est ed a Nord furono realizzati sul progetto del prestigioso architetto Carlo Sada, ma il lavoro restò incompleto. Non furono infatti realizzate le cupole sopra i torrioni e le grande statue previste nel suo progetto architettonico. Si coglie un quid di incompiuto, ma l'impatto visivo positivo rimane notevole. Oltre alle opere di importanti artisti isolani del Sette ed Ottocento, fra i quali l'acese Pietro Paolo Vasta, è interessante la visione interna della chiesa nel suo insieme e l'immagine dell'altare maggiore.

Il nostro viaggio è incentrato principalmente sulle chiese madri dei due centri, ma sempre a Giarre ci piace citare una chiesa dall'aspetto delizioso, la chiesa di San Francesco al Carmine, che vide la luce nel 1857 e fu completata nel 1912.

Giarre, chiesa di San Francesco

A Riposto il nostro itinerario inizia dalla chiesa madre posta nel cuore della cittadina. Una chiesa che contiene al suo interno un pezzo della storia di Riposto ed esprime anche il rapporto intenso fra la comunità ed il mare. Questa struttura chiesastica (basilica minore dal 1967 per volontà di papa Paolo VI) ha un aspetto neoclassico. E' a tre navate ed a croce latina. Non a caso, anch'essa come la cattedrale di Giarre fu costruita tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento, un periodo storico di crescita economico-sociale e demografica per entrambe le comunità. La basilica è dedicata a San Pietro ed estrinseca l'antropologia culturale e religiosa di una comunità di pescatori che vive in connubio con il mare, e si affida alla fede nella navigazione e nell'esistenza quotidiana.

Basilica di Rposto dedicata a San Pietro, foto Salvo Fallica

La chiesa all'interno è di una bellezza sorprendente. E non solo per le opere di autorevoli artisti siciliani di fine Settecento e dell'Ottocento ma anche per la struttura architettonica. In particolare per il notevole valore espressivo ed estetico dell'altare maggiore con gli scranni in legno di metà Ottocento. Splendido l'altare con il crocifisso in marmo e legno. Suggestiva la visione del pulpito, non a caso realizzato su progetto di Carlo Sada.

L'itinerario ripostese tocca i luoghi citati nei Malavoglia di Verga, la pescheria, il mare. E si conclude con le immagini del moderno porto turistico, che ha lanciato la comunità verso flussi turistici dal tocco nazionale ed internazionale.

Il porto turistico di Riposto, foto Salvo Fallica

Guarda la galleria delle foto.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 08 giugno 2018





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