venerdì 20 settembre 2019

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Federica Milioto: «Ho mollato tutto per tornare nelle terre del nonno»

Sugnu sicilianu

L'imprenditrice agrigentina, premiata alla London International Olive Oil Il Competitions per il suo olio "Terre di Zaccanello", fino a qualche anno fa era un brillante avvocato in carriera nella città capitolina, «ma qualcosa non andava». La nostalgia della Sicilia, in particolare delle terre che appartengono alla sua famiglia da tre generazioni, l'hanno convinta a tornare


di Giusy Messina

«Per me questo premio è il simbolo di una lotta coraggiosa. Non è stato facile cambiare vita e buttarmi in questa nuova avventura».
Scuote convinta la chioma di riccioli neri che incorniciano lo sguardo fiero e soddisfatto Federica Milioto, 28 anni, amministratrice dell'azienda agricola Terre di Zaccanello, a Racalmuto, il paese di Sciascia, nella provincia agrigentina.

Federica Milioto con una bottiglia del suo olio

Per lei, la medaglia d'argento ottenuta del “suo” olio alla London International Olive Oil Il Competitions a maggio, vale un Oscar. Perché Federica Milioto non ha sempre prodotto olio, ma per dedicarsi a quest'attività ha lasciato la sua carriera di avvocato in un grande studio londinese a Roma, dove ha vissuto per dieci anni, e «dove avevo anche comprato casa - racconta- ma c'era qualcosa in me che non andava. Ogni volta che ritornavo a Roma, soprattutto nell'ultimo periodo, facevo i conti con la nostalgia. Una volta mi ritrovai a lasciare la Sicilia con un nodo alla gola».

Giulia Milioto mostra il premio ricevuto alla London International Olive Oil Il Competitions

Un “malessere” il suo, che affonda nelle radici delle terre che appartengono alla sua famiglia da tre generazioni, da quando nonno Alfonso, commerciante d'olio, acquistò i primi ettari all'inizio degli anni '60 e ne fece prima una vigna, poi un campo di di grano, ed infine un uliveto. Ed è proprio tra questi ulivi assolati che Federica trascorre la sua infanzia con la famiglia, e dove appena può ritorna da adulta: prima tra un esame e l'altro, poi in spazi ritagliati al vortice della sua intensa attività lavorativa di avvocato. Ritorna nella terra natìa, nella terra del nonno per ritrovarsi ed essere semplicemente Federica.

Terre di Zaccanello, l'uliveto del nonno Alfonso

«All'inizio non capivo perchè era difficile riconoscere ed accettare che avrei dovuto scardinare la mia vita, una posizione economica sicura e vantaggiosa che avevo conquistato con i miei tanti sacrifici e quelli dei miei genitori - continua Federica -. Ne parlavo con i colleghi d'ufficio con i quali, per quanto avessi costruito un buon rapporto, non riuscivano a capire cosa mi stesse succedendo, visto che in realtà non potevo lamentarmi di nulla ed avevo tutto ciò per cui avevo studiato, compresa un'ottima posizione economica ed una carriera promettente». Federica inizia a parlarne in famiglia.

Parte degli uliveti di Terre di Zaccanello

«Mio padre Salvatore non diceva nulla, sotto sotto era come se l'avesse sempre sperato che qualcuno in famiglia si decidesse a fare questo passo. Con Daniela, mia madre, le cose all'inizio sono state un po' più complicate, perchè non riusciva ad accettare questo cambiamento. Si trattava di buttare all'aria tutto ciò in cui la mia famiglia aveva investito». Federica, infatti, inizia a pensare ad un nuovo progetto per la sua vita, in cui poter avere la possibilità di creare qualcosa di suo. «Fino a quel momento in famiglia si raccoglievano le olive e si produceva l'olio utile alle necessità domestiche. Ma c'è stato un gesto di mio padre che mi colpì molto. Fu quando regalò a mio nonno, prima che morisse, altri uliveti, perché sapeva che gli avrebbe fatto piacere».

La famiglia Milioto al completo

Un atto d'amore filiale che segna Federica, la più grande di altri due fratelli, Giulia ed Alfonso. E così inizia a fare le cose come è abituata a fare, con serietà ed impegno. Si iscrive al corso di Food&e Wine Managment del Sole 24 Ore, diventa sommelier dell'olio: le si apre un mondo nuovo da cui resta affascinata. L'incontro con Fabio, di cui s'innamora durante lo stage in un'azienda di Marsala, le dà quell'energia che le mancava per compiere il “salto” decisivo.

Le confezioni dell'olio Terre di Zaccanello sono realizzate a mano

Così lascia la Capitale, l'indipendenza economica, la sua vita di avvocata in carriera, e nel 2017 ritorna in famiglia e decide di fare il “suo” olio.
«Il primo anno fu entusiasmante - ricorda Federica - siamo usciti con diecimila bottiglia. Nel 2018 l'annata non è stata delle migliori, ed abbiamo fatto 4mila bottiglie. Ecco perchè il riconoscimento che abbiamo ottenuto vale il triplo». Quando parla del “suo” olio, che coccola come un bambino, gli occhi neri di Federica brillano di gioia. «Oggi produciamo monocultivar di Nocellara del Belìce e di Biancolilla da ulive accuratamente selezionate nei nostri uliveri, raccolte a mano e molite entro 12 ore. Estrazione a freddo per assicurarne la massima qualità. Ogni confezione - aggiunge - è realizzata a mano, ed è per questo che non ne troverete mai una identica all'altra».

Nell'azienda agricola Terre di Zaccanello la raccolta delle olive si fa ancora a mano

Immersa in questo piccolo angolo di paradiso della Sicilia più antica e rurale, tra gli alberi di mandorle, di carrubi e di fichidindia, Federica Milioto ha ritrovato il suo benessere. Papà Salvatore e mamma Daniela già da qualche anno stanno lavorando alla ristrutturazione del settecentesco casale in pietra, per trascorrervi i futuri momenti di ozio, ma la ventata d'entusiasmo della figlia maggiore ha sconvolto i loro piani.
Qui il prossimo 15 giugno aprirà Oikos: «Un posto magico - assicura la giovane produttrice olivicola - dove rilassarsi alla luce dei tramonti oppure, guidati da maestri di yoga, iniziare la giornata con il rito del saluto al sole nell'orto sinergico».

Oikos in Terre di Zaccanello che sarà inaugurato il 15 giugno

Oikos in Terre di Zaccanello offre 6 raffinate camere in un ambiente familiare dove lasciarsi coccolare dalle marmellate realizzate da Federica e Daniela che, in cucina, hanno ritrovato la loro complicità. «Qui basta poco per essere felici - dice Federica allargando le braccia come in un abbraccio - basta mettere i piedi nella terra per tornare bambina.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 10 giugno 2019
Aggiornato il 23 luglio 2019 alle 09:40





Giusy Messina

Palermitana, classe '63, ama profondamente la sua Isola. Il suo motto è: con leggerezza si possono dire cose importanti. Si occupa di enogastronomia, storie, luoghi e territori, per raccontare una Sicilia nascosta e preziosa. Ha collaborato con il quotidiano L'Ora, La Repubblica, Cult. Ha scritto la prima guida de Il Movimento del Turismo del Vino in Italia, per la Sicilia. È giornalista pubblicista dal 1996.


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