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Enna riscopre il canto degli zolfatari al Cristo morto

Tradizioni

Il 30 marzo in occasione della processione del Venerdì Santo il coro Passio Hennensis eseguirà il canto della tradizione siciliana recuperato nel 1972 dal musicologo Angelo Cacciato


di Redazione SicilyMag

Dopo aver recuperato dall’archivio del Duomo di Enna ed eseguito dopo oltre due secoli il Pupule meus di Giuseppe Coppola nel corso del concerto di apertura dei riti pasquali dell’aprile 2017 e durante la processione della scorsa edizione del venerdì santo, il coro Passio Hennensis si prepara a presentare alla città di Enna un nuovo tesoro di archeologia musicale. Era un canto della tradizione siciliana che gli zolfatari ennesi eseguivano in coro ogni venerdì santo, al passaggio delle vare del Cristo morto e dell’Addolorata dal quartiere del Popolo, almeno fino ai primi anni del Novecento. A raccoglierlo nel 1972 dalla viva voce dell’anziana Donna Provvidenza Giannotta, residente in via Magenta (nel quartiere del Popolo), fu il musicologo Angelo Cacciato, che qualche tempo ha deciso di trascrivere e armonizzare in musica il testo e affidarlo al coro Passio Hennensis. A curare successivamente l’arrangiamento per coro, banda e orchestra d'archi del canto in siciliano è stato il clarinettista Marco Monitto, docente del liceo musicale di Enna.

Il coro Passio Hennensis

È il brano dal titolo “Processione del Venerdì santo a Enna” che sarà eseguito dal coro Passio Hennensis, dopo oltre un secolo, venerdì 30 marzo in occasione della processione del venerdì santo ennese, proprio al passaggio delle vare ai piedi della chiesa di Santa Maria del Popolo.

«Ci troviamo davanti a un prezioso reperto dei canti religiosi tradizionali che attingono sia ai Vangeli che ai testi apocrifi e che hanno la tipica poetica dell’anima popolare – spiega Giovanna Fussone – si tratta di un lamento che veniva eseguito nel corso della processione del venerdì santo da soli uomini, dagli zolfatari ennesi, presumibilmente a fine 1800 nella discesa del quartiere del Popolo, ai piedi della chiesa di Santa Maria del popolo dove fu fondata e ha sede tuttora la confraternita del Sacro cuore di Gesù. Minatori e zolfatari al tempo erano infatti riuniti nella congrega del Sacro cuore, fondata nel 1839 da Calcedonio Termine e regolamentata nel 1898 dai suoi due figli».
Entusiasta dell’intera operazione, Angelo Cacciato che precisa: «Il testo è rigorosamente composto da endecasillabi ed è di autore anonimo, certamente si ispira al Pianto della Madonna del religioso Jacopone da Todi (1326-1306), il quale si rifà alla tradizione liturgica della chiesa cattolica e alle svariate unità dei Planctus Mariae assai difese in epoca medievale nella chiesa occidentale. Devo ringraziare - aggiunge - Giovanna Fussone per il suo stimolo a perfezionare la trascrizione di questo canto e la sua armonizzazione che si ispira a una delle antiche scale della salmodia ebraica. Con immenso piacere metto a disposizione della mia città natale quest’ulteriore frutto di ricerca e di studio elaborato, nella convinzione che questo mio modestissimo contributo possa ulteriormente incoraggiare e coltivare la passione del ricercatore».
Si apre così il quarto anno di attività del coro Passio Hennensis, nato appositamente per accompagnare la processione del venerdì santo ennese con i canti funebri dedicati al Cristo deposto e alla sua madre addolorata, e che raccoglie al suo interno promettenti studenti del liceo musicale di Enna accanto ad appassionati di tradizioni e musica che non hanno alle spalle alcuno studio musicale.


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Pubblicato il 20 marzo 2018





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