sabato 20 ottobre 2018

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La piuma bianca

Dio, che domanda!

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Il primatologo giapponese Matsuzawa ci dice che lo scimpanzè è più creativo dell'uomo che, invece, vanta il linguaggio che permette la condivisione. Vuol dire, quindi, che "Feisbuc" ci salverà? E se Dio fosse stato creato invece di essere creatore potremmo dare la responsabilità ai primati più creativi di noi?


di Sergio Mangiameli

Lo scimpanzé ha più memoria e più creatività dell’uomo, mentre l’uomo possiede il linguaggio. Questa è la sintesi estrema della notizia che il National Geographic Italia dà sul recente studio condotto dal primatologo giapponese Tetsuro Matsuzawa, un’eminenza grigia del settore. Se non fossimo così votati alla collaborazione e, soprattutto, alla condivisione (Feisbuc docet), noi chistiani comunicheremmo più o meno come i nostri parenti scimpanzé, che non hanno bisogno di Wapp e Feisbuc e s’intendono subito e senza dubbi.

Lo scienziato cavilla e sostiene che il nostro vantaggio evolutivo risieda nel linguaggio, ma ritiene che i primati possano dimostrarsi, in alcuni casi, più intelligenti di noi (nella capacità di memoria e nella creatività, appunto) e puntualizza: “L’importanza del linguaggio non è legata alla grammatica, alla sintassi, all'ampiezza del nostro vocabolario, ma alla possibilità di condividere esperienze, informazioni, pensieri”.

Alt gioco. Fermi tutti. Mi sale una papalata – forse è il caldo che sdillabbra proprio certi pensieri: Feisbuc ci salverà, non l’immaginazione, come invece aveva scritto quello sfigato, ipocondriaco di Leopardi un paio di secoli fa.

Condividiamo tutto: il pelo e l’uovo, la parmigiana e le frittelle di aria, cani col cappello e gatti imperatori, e poi umori e amori, malattie e vittorie, manichi e quattàra. Tutto. Anche questi miei pensieri sgangherati, ci salveranno. Che meraviglia! Così poco, per essere salvati. La scienza, a saperla, ha sempre ragione: i problemi più complessi hanno spesso le soluzioni più facili.

Nella foga, do fiato all’abbrivio e vado oltre: e se il problema di Dio fosse soltanto un’interpretazione ancora manchevole? Cioè, se Dio – come ha sempre sostenuto una parte di pensatori del passato e del presente –, non fosse creatore ma creato dalla mente degli uomini, oggi avremmo trovato lo scimpanzé espiatorio (non il capro), che crea meglio di noi chistiani. E’ certificato dalla scienza, che lui mi batte in creatività, ma difetta nella comunicazione, appunto, e non lo sapevamo. L’idea di Dio è dello scimpanzé, non mia – bello, no? Deresponsabilizziamoci. Il cerino acceso, lasciamolo tra le dita del parente peloso.

Ma, un momento… che dico? non è possibile, certo che non è possibile che Dio sia creato dalla mente di una scimmia. La Chiesa non ha mai creduto alla scienza. E la colpa può restare solo nostra, come sempre. Amen.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 07 agosto 2018




Sergio Mangiameli

Il senso di appartenenza, come ostinato segnavia, con l’ambiente naturale. Sono presente su Facebook


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