sabato 20 ottobre 2018

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Una siciliana a Roma

Col G7 ci riscopriamo esperti di sicurezza, etichetta e politica

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Da una parte l'orgoglio, per una volta che andiamo in TV per un motivo diverso dalla latitanza di un boss e dal record di incompiute, dall'altra l'arroganza tutta italiana, e soprattutto siciliana, che ciascuno di noi potrebbe e saprebbe fare di meglio


di Lorena Leonardi

Come sempre, la mia è una riflessione non richiesta e a rileggerla mi sto antipatica da sola.
Sbircio di polemiche su e tra chef stellati, di piazze chiuse e del soprabito di Melania, di Bianco e Crocetta, delle pulizie last minute, del programma e della location del concerto.
Da una parte, l'orgoglio, per una volta che andiamo in TV per un motivo diverso dalla latitanza di un boss e dal record di incompiute, dall'altra l'arroganza tutta italiana ma, devo ammetterlo, soprattutto siciliana, nata dal (generalmente infondato) presupposto che noi, ciascuno di noi, potrebbe e saprebbe fare di meglio.

Una specie di pentastellite dilagante, ecco cosa vado leggendo in giro: dai vaccini al G7, passando per il veganesimo e le 250 sfumature del complottismo, non ci stiamo più regolando. Un tempo a fare i tuttologi ci pensavano i giornalisti, ormai effettivamente la professione è in crisi e il dilettantismo domina. E quindi tutti esperti di sicurezza, di etichetta, di organizzazione eventi e di politica, ma anche di molto altro, poveri noi.


Noi che anziché lamentarci che le strade le puliscono a ridosso dei riflettori, perché non ci ribelliamo ogni sacrosanto giorno in cui ci lasciano sommersi dalla spazzatura?
Non possiamo, perché il quotidiano è pulviscolo di consuetudini, di procrastinazione, di spalle sollevate e rassegnazione.
Non possiamo perché siamo i primi a sporcare e a saltare la fila alle poste, siamo campioni del parcheggio creativo e della raccomandazione pure per rifare la carta di identità.
Ci riempiamo la bocca di paste di mandorla ma la cultura la mastichiamo poco, sennò a Giarre ci sarebbero ancora le librerie, e a Taormina ci andremmo per vedere il teatro greco anzicché per rimorchiare qualche turista.

Il G7 delle First Lady a Catania

Per fortuna da domani ricominceremo a guardare la TV del pomeriggio e i giornali torneranno a essere impiegati nell'attività in cui riescono meglio, ossia la base per la lettiera del gatto.
Continueremo a indignarci con immutata foga quando Briatore dirà che da noi si può mangiare e fare il bagno al mare, ma la cultura quella vera sta a Parigi: ci darà fastidio perché è tutto vero, e che ce lo venga a dire un bifolco che - non lo dimenticherò mai - si è anche vantato pubblicamente di non aver mai letto un libro in vita sua, giustamente ci urta.
Mi fa piacere che tutto il mondo abbia visto quanto è bella casa mia, io già lo sapevo e ogni siciliano dovrebbe ricordarselo. Però mi sento come se fossimo andati in TV agghindati con il vestito della domenica, quello che non è comodissimo e si vede che non siamo abituati a metterlo. E ci stiamo prendendo i meriti di una bellezza, quella paesaggistica, che non ci siamo meritati e nemmeno ci preoccupiamo di tutelare.

A conti fatti, continueremo a essere omofobi nonostante la presenza al vertice Nato pre-G7 del marito del premier del Lussemburgo tra le first ladies, a preferire l'unta caponata di mammà ai manicaretti di Pino Cuttaia, a dare soldi ai parcheggiatori abusivi e a scroccare la doccia al lido confinante con la spiaggia libera dove andremo a prendere il sole. Ma poi, ora che ci penso...a 'sto G7, di che s'è parlato??


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 27 maggio 2017
Aggiornato il 28 maggio 2017 alle 17:04




Lorena Leonardi

Sono nata nel posto più bello del mondo. Correva l’anno della mucca pazza e del primo virus informatico. Era l’anno di Chernobyl, e nonostante i duemila chilometri che separavano la Russia dalla Sicilia, mia madre non beveva latte né mangiava verdure. A dispetto di ciò, sono cresciuta e pure parecchio.
Ho vissuto a Riposto e poi a Giarre, accoccolata tra mar Jonio e la montagna, l’Etna. Tra il muretto di Torre Archirafi e le foglie di limone di casa in campagna. Mi è sempre piaciuto leggere, poi scrivere. Mi sono laureata in Lettere moderne a Catania.
Ho la fortuna di vivere facendo il mestiere forse più inutile che la mente umana potesse concepire, ma io lo trovo stupendo, come con certi fidanzati stranamente irresistibili. Quindi per comprare il pane (e le scatolette per il mio adorato Momò, un felino malaticcio raccattato per strada che mantengo negli agi) lavoro come giornalista. Faccio e mi faccio un sacco di domande. Parlo tanto, qualcuno dice troppo. Mi piacciono: l’autunno con i suoi viali alberati, le chiacchiere sul mio divano, le cassatelle di Agira.
Non vivo più nel posto più bello del mondo, ma per cercare di farmela piacere raccontano che sia eterna, questa città. Di bello, lo possiamo dire, c’è che Roma è piena di siciliani.
Questo su SicilyMag è il mio primo vero blog.
Mi trovate anche su Twitter: https://twitter.com/lorenaleonardi


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