Cartura, il piccolo grande mondo delle meraviglie

Arte Diciotto anni fa nasceva Cartura a Catania, la bottega artigianale dedita alla cartapesta dell'illustratore catanese Alfredo Guglielmino che, nel tempo, si è trasformata in un progetto artistico condiviso con Elena Cantarella, Calogero La Bella e Carola Valente, in cui i personaggi dai grandi occhi (unici e inconfondibili) vivono in performance artistiche multimediali

C’è un luogo a Catania che somiglia a un Paese dei Balocchi in miniatura. Un luogo in cui la poesia prende vita, e ha forma tridimensionale. E’ il regno di Cartura, una piccola bottega artigianale nata 18 anni fa, esattamente il 25 settembre, dall’idea (ma soprattutto dalla creatività) di Alfredo Guglielmino che oggi, pur rimanendo piccola in termini di quadratura, è diventata grande in termini di fama e notorietà, e grandissima in termini di poetica e progettualità.

La bottega di Cartura - ph Cartura

La bottega di Cartura – ph Cartura

Cartura non è solo una bottega in cui si creano strepitose opere in cartapesta, uniche e inconfondibili tra migliaia, ma è anzitutto un luogo in cui nascono idee, spesso “pazze”, si condividono grandi progetti (dall’allestimento di spazi a spettacoli veri e propri), ma soprattutto si condivide una poetica: il carturismo.
Entrando nella bottega di via Passo di Aci, 60 mq o poco più, si ha subito la sensazione di essere osservati dai mille grandi occhi che sbucano da ogni angolo. C’è un pinocchio sulla porta d’ingresso, una grande scultura che si chiama “Belsedere”, e tante marionette di cartapesta, ciascuna con un nome ben preciso, appese sul tetto o affacciate dalla piccola balconata del soppalco. Seduti, vicino al tavolone da lavoro, si ha la sensazione di non essere “soli” con Alfredo, che intanto racconta della storia di questa realtà che da quattro anni è diventata un’associazione culturale, ma di essere immersi in un mondo fantastico abitato da tante piccole e grandi creature che, forse, ci stanno osservando.

Belsedere di Cartura - ph Sicilymag

Belsedere di Cartura – ph Sicilymag

Alfredo Guglielmino, il papà di Cartura nonché maestro di bottega, è un illustratore che si è formato tra l’Istituto d’Arte di Catania e la scuola del Design di Milano. Figlio d’arte (suo nonno era il puparo e ristoratore Don Pietro Milazzo mentre suo padre è il titolare del famoso Beppe Gioie), ha partorito Cartura – perché di “parto” si è trattato – per gioco.
«Mi trovavo a Catania per il Servizio Civile – racconta- e con un paio di amici abbiamo deciso di mettere le mani sulla carta, per gioco. Ho realizzato delle marionette che feci vedere a qualcuno a Milano e così decidemmo di presentarle al pubblico dell’Ottobrata Zafferanese. Doveva essere una breve parentesi, avevo già degli impegni di lavoro tra Milano e Barcellona, ma un economista mi propose un progetto da realizzare con la cartiera di Aci Bonaccorsi, uno stabilimento importante che ha prodotto la “carta alcantara” utilizzata anche dai Reali d’Inghilterra».

Alfredo Guglielmino - ph Cartura

Alfredo Guglielmino – ph Cartura

Alfredo e soci (allora Roberta Canto) decidono quindi di investire sul nuovo progetto con l’idea che potesse essere un’opportunità di lavoro per tanti giovani. Purtroppo, nonostante la spinta iniziale, il progetto non si sviluppò mai, ma l’idea carturista, intanto prendeva il sopravvento.
«Quando ho visto questa bottega – continua Alfredo – ho capito che dovevo restare qui, ho deciso di non partire più per Milano, mi è venuto il trip di fare qualcosa nella mia città, a Catania. Premetto che io provengo da una famiglia di artigiani pazzi, e l’idea era proprio quella di realizzare una bottega proseguendo la tradizione familiare, che mirasse quindi al lavoro di gruppo. Da qui, inventare una poetica e uno stile da condividere con altri, e oggi posso dire di esserci riuscito».
In questi 18 anni di cose ne sono successe tante. Cartura ha visto passare tanti artisti e creativi, che Alfredo cita quasi uno ad uno perché «ognuno ha lasciato qualcosa», ha conosciuto momenti di sconforto e ha lavorato a tantissimi progetti anche fuori dall’isola, restando sempre indipendente e coerente.

Una delle installazioni di Cartura - ph Cartura

Una delle installazioni di Cartura – ph Cartura

«Oltre ad aver allestito alcuni locali di Bologna (come il fortunato Malazzeni) e di Catania (come il Ma Musica Arte), abbiamo partecipato ad alcune gare d’appalto nazionali. Come quella per l’Ecomuseo dei terrazzamenti e della vite di Cortemilia nel 2000, un progetto varato da una giunta comunale leghista che restò un po’ sconvolta quando vide arrivare dal profondo Sud questo branco di ragazzini, ma che, ad onor del vero, ci apprezzò immediatamente quando iniziammo a lavorare. Quella è stata un’esperienza grandiosa».
A qual punto Cartura si allarga, in bottega sono sei, e tutti soci, come a dire “tutti sullo stesso livello”.
«A me e Roberta si aggiunse Davide Minaldi, persona che ha dato una grande spinta artistica a Cartura, ma che poi, per visioni diverse del lavoro, ha lasciato il gruppo. Devo dire che grazie a Davide, che purtroppo non vedo più – aggiunge un po’ rammaricato- abbiamo fatto un salto di qualità. A questo punto della nostra storia lavoravamo su commissione e sono cominciati anche gli spettacoli. Ci eravamo lasciati alle spalle quella visione “da bottegai” di lavorare per vendere».

Carola Valente e Elena Cantarella - ph Cartura

Carola Valente e Elena Cantarella – ph Cartura

Come un maestro, Alfredo condivide Cartura con i suoi ragazzi. Oggi sono una squadra di quattro persone «Quasi tutti entrati attraverso i laboratori – precisa- come Elena Cantarella che, dopo nove anni insieme, è modellista, manovrante e marionettista. Lei è la più completa, è entrata nella follia del carturismo, e riesce anche a gestire i rapporti con i clienti. La squadra si completa con Calogero La Bella e Carola Valente, la più giovane tra noi».

Calogero La Bella - ph Cartura

Calogero La Bella – ph Cartura

Cartura non è un’operazione di marketing, non è un prodotto commerciale e commercializzabile, ma è arte, pura, sensibile, vissuta nella spontaneità. Alfredo, che ha le mani segnate dai colori, parla con le sue creazioni, le chiama per nome. La sera, prima di chiudere la bottega, ci confida che gli augura la buona notte. Lui, come fosse un Willy Wonka della cartapesta, vive in un mondo fantastico di cui qui si respira forte l’aria. E Cartura è proprio quel mondo fantastico che gli adulti hanno smesso di vedere. Ed è bello vivere la straordinarietà della semplicità di questa bottega. Non si può pensare ad altro a guardare il Teatrino TA’-TA’, il teatrino di “A Volte” «che si monta tirando due tende, in un gesto, “ta-tà”».

Uno spettacolo per bambini di Cartura open air - ph Cartura

Uno spettacolo per bambini di Cartura open air – ph Cartura

E’ qui che Alfredo e i suoi compagni di avventura fanno viaggiare con la fantasia i bambini di ogni età, grazie a quegli spettacoli (più o meno) settimanali (i prossimi appuntamenti il 18 e il 24 marzo), in cui sono protagonisti i burattini di Cartura.
« Il mondo della marionetta è la mia passione, non ci guadagno quasi nulla, ma è un’emozione. Al momento abbiamo 60 pezzi, a 100 avremo un’opera dei pupi».

Uno dei pupi di Cartura - ph Cartura

Uno dei pupi di Cartura – ph Cartura

Sul soppalco c’è tutta la marionettistica, i personaggi di “A volte” ma anche marionette ispirate all’opera di grandi maestri dell’arte come Fortunato De Pero o Pablo Picasso. Di gente che lavora la cartapesta in giro ce n’è tanta, ma le creazioni di Cartura si riconoscono tra mille, lo stile è inconfondibile: l’eleganza della forma e dei materiali utilizzati si fonde delicatamente ai colori tenui e ricercati, diventa poesia. Ma il segreto, la firma di tutte le opere, è negli occhi. Inimitabili.
«La carta ha una sua magia, se metti passione e tecnica insieme riesci a lavorarla. Invece il colore è un’altra cosa, di quello mi occupo personalmente. E’ come se i miei disegni fossero tradotti in 3D, e per un illustratore questo è uno sballo. Qui lavoriamo anche con delle tecniche che abbiamo inventato noi, utilizzando la carta modello, la carta paglia (o la carta del pesce), la carta degli artigiani, la carta del pane e, anzitutto, la carta dei quotidiani. Nel quartiere siamo stati il primo grande contenitore differenziato della carta, da sempre ci fanno trovare mazzette di giornali».

La bottega di via Passo di Aci - ph Sicilymag

La bottega di via Passo di Aci – ph Sicilymag

Oggi gli interventi di Cartura sono richiesti in tutta Europa, recentemente è la Germania che li conteggia, ma anche in Sicilia ci sono tante realtà che li coinvolgono nei progetti più disparati. Come le insegnanti di Noto, supportate dal Comune, con le quali la scorsa estate è nato il progetto “Residenze instabili”, oppure il Teatro Vittorio Emanuele di Messina (al momento work in progress), o, ancora, le Cantine Alcantara per cui realizzano le etichette delle bottiglie.

Noto, Residenze Instabili - ph Cartura

Noto, Residenze Instabili – ph Cartura

Il più recente di questi progetti riguarda proprio Catania. Da un paio di settimane, infatti, Cartura è presente anche alla Vecchia Dogana, nuovo spazio cittadino che è stato “carturizzato” e presentato lo scorso 6 marzo con “Inventabile” uno show multidisciplinare «inventabile e trasformabile, contaminabile anche da artisti esterni» che ha chiamato a raccolta oltre 800 persone.

Inventabile alla Vecchia Dogana - ph Cartura

Inventabile alla Vecchia Dogana – ph Cartura

Calogero pesca le stelle. Inventabile alla Vecchia Dogana - ph Cartura

Calogero pesca le stelle. Inventabile alla Vecchia Dogana – ph Cartura

«Ero impreparato a questa risposta, e non nego che mi sono commosso» commenta Alfredo.
Con questo spettacolo fatto di cartapesta, musica e videomapping, messo su con i ragazzi di Angolo giro (musica) e Sulla Luna (videomapping), Cartura ha inaugurato la sua presenza all’interno della Vecchia Dogana e il calendario di eventi che organizzerà ogni domenica.

All’interno della Vecchia Dogana c’è anche uno show room di Cartura. Una “vetrina” stabile, ma anche un luogo dove si svolgeranno i prossimi laboratori (come “Giocare con la carta” dal 21 marzo) e si monteranno i prossimi spettacoli. Ed è qui, tra queste mura, che potrebbe realizzarsi il grande sogno di Alfredo: “Scarabocchio”
«Ci lavoro da un anno ed è davvero il mio sogno, che sto finalmente realizzando con l’ormai collaudata squadra che, oltre noi, comprende gli Angolo Giro e i Sulla Luna. Si tratta di uno spettacolo che unisce arti diverse, dal videomapping al teatro di figura fino alla musica (appositamente composta), concepito come un film, e potrebbe anche diventarlo. Mi piacerebbe poterlo presentare anzitutto all’estero, e poi farlo arrivare anche a Catania. Anche se amo follemente la mia città, le dinamiche catanesi non mi fanno impazzire. E poi è bello che il tuo progetto venga conosciuto anche fuori, per noi è una crescita. Oggi il nostro obiettivo non è creare “l’oggetto”, ma fare in modo che le nostre creazioni vivano nelle nostre performance».

Saluti finali di Inventabile alla Vecchia Dogana - ph Cartura

Saluti finali di Inventabile alla Vecchia Dogana – ph Cartura

Performance che sono intrise di magia, adatte al pubblico più eterogeneo, in cui la tradizione sposa la tecnologia, e la poesia e l’incanto fanno da padrone, perché «vogliamo che la gente si emozioni. Tutta».
Un po’ come se Cartura, attraverso i suoi spettacoli (ad oggi sette), voglia portare la magia di questa piccola bottega, questo piccolo Paese dei Balocchi in cui tutte le opere di cartapesta sembrano animate da vita propria, in giro per il mondo, alla fruizione del pubblico di ogni età.
«Per i nostri 18 anni certamente organizzeremo una festa, ma spero che per i nostri vent’anni arrivi un riconoscimento da parte della città, e che magari si possa organizzare un grande evento pubblico in un posto bello come Castello Ursino o Cortile Platamone».

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