Archeotrekking sull’Etna, il primo percorso da aprile

Itinerari Il 9 aprile, con una escursione guidata, sarà inaugurato il percorso di lago Gurrida e Sciare di Santa Venera, sul territorio di Bronte, lungo circa 6 km che ha come punto di partenza e arrivo il parcheggio realizzato all'incrocio tra la S.S. 120 e la provinciale di Maletto

Con una escursione guidata il prossimo 9 aprile sarà inaugurato il primo suggestivo percorso naturalistico-culturale di archeotrekking realizzato dal Parco dell’Etna, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania e l’Ufficio di Catania del Dipartimento regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, nel sito di Lago Gurrida e Sciare di Santa Venera, nel territorio di Bronte.
Il percorso ha una lunghezza di circa 6 km, con punto di partenza e arrivo nel parcheggio che è stato realizzato di fronte la casa cantoniera Anas nei pressi dell’incrocio della S.S. 120 con la provinciale di Maletto.

Archeotrekking

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Lo ha annunciato Marisa Mazzaglia, presidente del Parco dell’Etna, nel corso dell’affollato incontro che si è svolto nella sede del Parco dell’Etna di Nicolosi per la presentazione del volume “L’acqua, la roccia e l’uomo. Lago Gurrida e Sciare di Santa Venera”, che racconta gli interventi per la riduzione dei fattori di degrado e percorsi naturalistici e culturali realizzato dal Parco in questo sito di grande interesse naturalistico dell’area protetta.
Aprendo i lavori, moderati dal giornalista Gaetano Perricone, la presidente Mazzaglia ha sottolineato che senza l’input determinante dato dal Governo regionale nel 2013 per accelerare la spesa europea non si sarebbe recuperato un finanziamento a lungo inseguito dal Parco senza successo, che si è concretizzato solo grazie alla grande sinergia che si è rinnovata all’indomani del riconoscimento Unesco.
Il Parco dell’Etna, in questo progetto, è stato «capofila di un metodo di lavoro che ha portato a risultati eccellenti grazie alla sinergia con i partner istituzionali e grazie al grande impegno di chi ha condotto i lavori in tempi strettissimi. Il percorso, di grande interesse naturalistico e archeologico, costituirà una nuova e importante opportunità di fruizione, perché è il primo vero percorso di “archeotrekking” della Sicilia orientale dopo Pantalica».

Archeotrekking

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Sul fondamentale valore della sinergia efficace tra gli enti coinvolti per la realizzazione del progetto nel sito Lago Gurrida e Sciare di Santa Venera si sono affermati anche Andrea Patanè, dirigente del Servizio per i beni archeologici della Soprintendenza di Catania, che ha anche preannunciato un nuovo intervento di ricerca archeologica nel Monastero sede del Parco e Antonio Grasso, dirigente del Dipartimento regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, che detiene l’area oggetto dell’intervento, che ha ricordato come oltre alla tutela ambientale e alla valorizzazione culturale, sia stata tenuta in grande considerazione, grazie al rapporto proficuo con i pastori, la tradizione locale.
Gli aspetti naturalistici, di estremo interesse, sono stati illustrati dai docenti dell’Università di Catania Pietro Minissale, che ha relazionato sulle peculiarità floristico-vegetazionali del Lago Gurrida e Sciare di Santa Venera e Giorgio Sabella, che ne ha descritto con l’ausilio di splendide immagini le emergenze faunistiche.
Intervenendo sulla parte culturale del sito, Mariarita Sgarlata, docente di Archeologia cristiana e medievale all’università di Catania ed ex Assessore Regionale del Territorio e Ambiente, ha esposto i nuovi, importanti dati archeologici del versante nord occidentale dell’Etna, mentre il dottore di ricerca Andrea Gennaro ha sottolineato il valore di questo approccio multidisciplinare tra vulcanologi, paesaggisti, naturalisti ed archeologi, che vuole raccontare l’Etna, Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco, non più solo ed esclusivamente come luogo di interesse naturalistico e vulcanologico, ma anche come sede di importanti stratificazioni di grande interesse storico. Per la Soprintendenza di Catania è intervenuta anche Maria Turco, protagonista degli scavi sul campo, che ha voluto ricordare tutti coloro che a vario titolo sono intervenuti per la realizzazione del volume e dei lavori sul sito. In particolare, è stato sottolineato il ruolo fondamentale del dirigente Francesco Privitera. Va ricordato che i reperti rinvenuti durante gli scavi, dopo accurato restauro, sono stati esposti nel Museo Civico “Salvo Nibali” di Maletto.
Nella parte conclusiva dell’incontro, per il Parco dell’Etna, Agata Puglisi, responsabile Unico del procedimento, ha illustrato le complesse procedure di finanziamento e l’importanza, sotto il profilo della fruizione e della promozione turistica, dell’intervento per una ulteriore valorizzazione del sito Unesco all’interno del Parco; mentre Luciano Signorello, direttore dei lavori, ha raccontato con molti dettagli e curiosità significative (recupero di quattro casudde, segnaletica, parcheggi), l’iter dell’intervento a Gurrida e Sciare di Santa Venera, dalla progettazione alla direzione dei lavori.

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