Al Museo Pepoli di Trapani il restauro delle pale di San Francesco D’Assisi e San Pietro

Arte Le due preziose opere sono attribuite al pittore viterbese Antonio del Massaro, detto il Pastura, che le avrebbe realizzate tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento. Le operazioni di restauro si svolgono nella pinacoteca del Museo e possono essere seguite dal pubblico in giorni e orari prestabiliti

Ha preso il via in questi giorni al Museo Agostino Pepoli di Trapani l’operazione di restauro di due tavole lignee dipinte a tecnica mista (tempera e olio), raffiguranti San Francesco d’Assisi e San Pietro.
L’intervento di restauro, finanziato dall’Assessorato dei Beni Culturali e curato dalla restauratrice Belinda Giambra, porta a compimento l’opera intrapresa nel 2011 da Mauro Sebastianelli sulla splendida Madonna in trono con Bambino che costituiva lo scomparto centrale del polittico. Le due preziose opere sono attribuite al pittore viterbese Antonio del Massaro, detto il Pastura, che le avrebbe realizzate tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento.

Secondo un’ipotesi alquanto accreditata tra gli studiosi, le due tavole, insieme con la Madonna in trono con Bambino e Angeli riferita al medesimo artista, facevano parte di un polittico, oggi smembrato. Originariamente custodite nella chiesa trapanese di Santa Maria di Gesù, appartenente ai Francescani Minori Osservanti, le due opere, dopo le leggi del 1866 che comportarono la confisca dei beni agli ordini religiosi, furono trasferite alla Pinacoteca Fardelliana, e da lì, nel 1908, al Museo Pepoli.

Nei due dipinti il pittore viterbese, noto per svolgere la sua attività al fianco del Pinturicchio negli appartamenti Borgia in Vaticano, delinea con tratto sicuro i volti dei due santi, rilevandone le volumetrie con l’uso sapiente delle ombreggiature e tracciandone i lineamenti con pennellata minuziosa e sottile. Le figure, i cui solidi volumi ben si sposano con l’eleganza lineare delle vesti, campeggiano in primo piano su saldi ripiani in marmo, inserendosi entro aspri paesaggi rocciosi contraddistinti da cupi colori invernali.

«Con il restauro in corso di realizzazione si restituisce l’originario splendore a un’opera di grande pregio storico-artistico e si offre, altresì, l’opportunità di visitare il cantiere aperto. Si consolida così – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà – una opportunità che il Governo Musumeci ha già sperimentato con successo: quella di offrire al pubblico la possibilità di seguire i lavori di restauro di opere d’arte nel momento stesso in cui si effettuano. Il cantiere aperto permette, soprattutto agli studenti e agli studiosi, di assistere a un delicato processo di recupero, seguendone le varie fasi di intervento».

«Il restauro – evidenzia Roberto Garufi, direttore del Museo Pepoli – prevede il ricorso a moderni strumenti diagnostici, che potrebbero contribuire a sciogliere i dubbi che ancor oggi sussistono sulla genesi dell’opera e sulla sua configurazione originaria».
Le operazioni, che si svolgeranno nella pinacoteca del Museo, all’interno della sala che ospita le pitture tardo-medievali, potranno essere seguite a “Cantiere aperto di restauro” nelle giornate di martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 14,00 alle ore 17,00.

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