Al Centro Zo di Catania due residenze creative con Claudia Fichera e Jaro Viňarský

Doppio appuntamento con le residenze di creazione della rassegna di teatro contemporaneo Altrescene, da Zo Centro Culture Contemporanee di Catania.

Sabato 20 gennaio, ore 21, “Out Of The Blue” sarà l’happening che concluderà il lavoro condotto dall’attrice, regista e permormer catanese Claudia Fichera con un collettivo di 10 fra attori, danzatori, musicisti, pittori, scenografi, fotografi, alcuni dei quali provenienti da fuori Catania, che hanno lavorato insieme per costruire la performance che sarà messa in scena. Uno spettacolo atipico, immersivo, a cui si potrà accedere anche dopo l’inizio.

Il 3 e 4 febbraio, inoltre, Zo Centro Culture Contemporanee ospiterà il workshop “This very moment”, tenuto dal grande coreografo slovacco Jaro Viňarský. Due giorni intensivi di workshop aperto al pubblico, il cui tema è la pratica delle “Quattro Posture”: disteso, seduto, in piedi e in cammino. Questa semplice sequenza di posizioni è connessa con lo sviluppo umano ed è uno strumento per lavorare col corpo, il movimento e lo spazio. È anche uno strumento di riflessione del linguaggio del corpo, che guida la creazione della danza, che è la danza stessa. Le iscrizioni sono ancora aperte. Il gruppo dei partecipanti verrà selezionato tramite curriculum da inviare entro fine gennaio 2018 a: organizzazione@zoculture.it. Il costo di partecipazione è di 80 euro.

Jaro Viňarský

Jaro Viňarský

Out of the blue e’ un progetto a cura di Claudia Fichera, prodotto da Zo Centro Culture Contemporanee, che apre la scena alla sperimentazione e alla fusione fra le arti performative, elettroniche e visive, nella realizzazione di una performance interamente improvvisata, dove gli artisti si incontrano per dare vita a un momento unico, un racconto che si muove, imprevedibile, fra suggestioni sonore, visive, parole, tratti e gesti dell’istante. Aperto a musicisti, danzatori, attori, cantanti, scrittori, pittori, video maker con curiosità ed esperienza nel campo dell’ improvvisazione, “Out of the blue” ha come obiettivo la formazione di un gruppo di artisti, interpreti e autori che comunichino creativamente, utilizzando i diversi linguaggi come un’unica voce, rompendo schemi e barriere stilistiche.

Claudia Fichera / biografia Nata a Catania l’11/08/’75. Mi avvicino al teatro giovanissima, quando, abbandonata la danza classica e la ginnastica artistica, mi trovo a frequentare per caso, i seminari intensivi della Casa-laboratorio Cenci (Tn), studiando con Jairo Cuesta, Jim Slowiak, Abani Biswas, Tapa Sudana e Sista Bramini. Nel ’95, spinta dalla curiosità, mi trasferisco a Roma per continuare i miei studi, frequento la scuola di teatro Circo a vapore, i laboratori di Francesca De Sapio, studio recitazione con Rosamaria Tavolucci e ricomincio a danzare con Sacha Ramos e Simone Forti (Zip Festival). Studio tecniche circensi alla scuola di circo Fratellini di Parigi (’98), il clown con Eric de Bont, teatrodanza a Bruxelles e Amsterdam con Inaki Azpillaga e la compagnia Ultima Vez, con Katie Duck, Frey Faust (2004). Comincio a lavorare nel ’97 con David Haughton in “Sogno di una notte di mezza estate” e “ La Tempesta” al Viterbo festival e al Chianti festival, poi a Roma nel 2002 con “La leggenda del fiore di lino”e “Forse sognare”nel 2006. Dal 2000 al 2003 collaboro con registi e coreografi in : “La corsia n°6” e “Il soffione” di C. Spadola, ”Il processo a Franz Kafka”di I.Grcko, “Do you like me?” di A. Panepinto, “Buongiorno signori” di R. Fiumi, “Rosso ciliegia blues” di O. Bizzarri. Lavoro come performer in Italia, in Svizzera, Germania e Olanda con “Fortebraccio teatro”di I. Drago, con i “Kitonb”, con “L’Accademia degli artefatti”, con R. Vilhena ed E. Musmeci. Nel 2002 sono per la prima volta sullo schermo con “Il Commissario Montalbano” ( “L’odore della notte”), poi “Gli Indesiderabili” di P. Scimeca, “Incantesimo” di T. Sherman (2003), “Noi due” di E. Papetti (2006), “La festa di Mario”, cortometraggio di A. Di Bari (2007), “Agrodolce 1” (2008), “Una sera d’estate”, cortometraggio di R. Scuderi,”Come un delfino” (2010),”Agrodolce 2” (2011), “White light in a fast green dream” (2012) e “Idda” (2014) cortometraggi di G. M. Musarra. Nel 2004 torno a vivere in Sicilia e lavoro come attrice e danzatrice in : “Rifarsi gli occhi”di R. Zappalà, “La lupa” di T. Giordano (2009), scrivo e dirigo “Mòviti” con E. Musmeci, “Le Ragioni della macchina” con A. Catalfamo (2005). A Roma lavoro ancora con G. Santucci per “Underground”(2010) , “Carmen” di G. Quaranta per il Royal Opera House (Oman 2011), scrivo e dirigo “Le principesse sono tutte bionde” con F. Beggio, C. Mogavero(2011),”Improvvisando”(2012). Dal 2013, con F. Biolchini, dirigo e interpreto “Il teatro decomposto” di M. Visniec, conduco i laboratori teatrali dell’ass. cult. “Maneggiare con cura”, scrivo e dirigo : ”Foto di gruppo con il morto” (2014), “Cuore alle onde”(2015), “Fame(2016). Nel 2016 sono Colapesce in “Io Colapesce” di F. Favara, di cui curo la regia.

Jaro Viňarský / biografia Jaro Viňarský nasce nel 1978 in Slovacchia. Studia Coreografia del Balletto all’Accademia delle Arti Performative a Bratislava, in Slovacchia e Coreografia nell’Accademia delle Arti Performative a Praga, in Repubblica Ceca. Dal 1998 collabora con danzatori, performer e coreografi del panorama nazionale slovacco ma anche con artisti internazionali (Grotowski Institute in Polonia). Tiene workshop di danza soprattutto a non professionisti. Jaro ha ricevuto numerosi premi tra cui il Jarmila Jenábková Award a Praga nel 2001, nel 2003 il Sorton e Tea Never Brewed. Nel 2004 ha ricevuto anche il riconoscimento del Pubblico nella Czech Dance Platform e il premio Sazka for “Discovery in Dance” nel 2006, entrambi per il suo “The Last Step Before”. Nel 2011 ha fondato l’organizzazione no-profit SKOK! che promuove lo sviluppo della danza contemporanea e del teatro fisico in Slovacchia. I temi del suo lavoro indagano il rapporto tra la danza e lo spazio, la danza e le sue dinamiche, la forma e il contenuto del movimento, la danza e il circo nella performance, le tecniche Alexander e Feldenkrais, il movimento e la voce, la composizione Merce Cunningham, improvvisazione e composizione, e il light design nelle performance di danza. Nei suoi ultimi due lavori esplora l’identità del corpo umano: nel 2012 la performance fisica ANIMALINSIDE, esplora la raffigurazione del corpo nella storia del genere umano, nel 2013, la performance XIRA, riflette sulla dinamica tra la coscienza intima e privata e quella esterna ed espansiva. “Physical images from fine arts and a textual world of the unspeakable emotional states of mind languages and bodies pushed over the borders of their own comprehension the game of arresting the audience’s nervous system.” Nel 2013 Jaro ha ricevuto il Bessies 2013, il New York Dance and Performance Awards al MaMa Moves! Dance Festival. “Un fulmine di energia capace di attirare la quiete

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