lunedì 20 agosto 2018

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Volotea finanzia il restauro dello storico sipario del Teatro Massimo

Teatro

Realizzato tra il 1894 e il 1896 da Giuseppe Sciuti, il sipario è stato utilizzato in occasione di ogni rappresentazione a partire dall’inaugurazione del 1897 fino al 1974, quando il teatro fu chiuso. Grazie al finanziamento il sipario tornerà al suo posto ad accogliere gli spettatori all’ingresso in sala


di Redazione SicilyMag

Il Teatro Massimo e Volotea hanno firmato una partnership per il restauro del sipario storico di Giuseppe Sciuti. L’accordo prevede il finanziamento da parte di Volotea dei lavori di restauro, autorizzati dalla Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Palermo. Grazie al finanziamento di Volotea, il sipario restaurato tornerà al suo posto ad accogliere gli spettatori all’ingresso in sala. Il progetto di restauro rientra infatti nella convenzione che si accingono a firmare il Sovrintendente della Fondazione Teatro Massimo, Francesco Giambrone, e il Soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Palermo, Lina Bellanca, su autorizzazione di Sergio Alessandro, Dirigente generale del Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, ed è stato redatto dai tecnici della Soprintendenza dott.ssa Roberta Civiletto e arch. Carlo Vivirito.

Una foto storica del sipario del Teatro Massimo

Volotea è impegnata già da tempo a sostenere i progetti del Teatro Massimo e, negli scorsi anni, ha organizzato diversi concerti gratuiti per tutti i palermitani. Volotea collega Palermo con 25 destinazioni, 19 delle quali operate in esclusiva supportando l’economia locale e ha creato presso lo scalo 50 posti di lavoro con personale assunto a livello locale. Infine la compagnia ha da poco festeggiato un altro importante risultato toccando, al Falcone Borsellino, quota 2 milioni di passeggeri trasportati.
«Non appena ci è stata proposta la possibilità di contribuire al restauro del sipario originale del Teatro Massimo di Giuseppe Sciuti, uno dei simboli di Palermo, abbiamo accettato senza esitare» ha affermato Carlos Muñoz, presidente e fondatore di Volotea. «Riportare agli antichi splendori questo capolavoro è il nostro modo speciale per ringraziare tutti i palermitani che hanno dimostrato, volo dopo volo, di apprezzare i nostri collegamenti sempre comodi, diretti e veloci e le autorità locali, partner strategici che ci hanno accompagnato nel nostro percorso di crescita. Palermo è una città che, oltre ad averci conquistato con le sue meraviglie, ricopre un ruolo fondamentale nei nostri piani di sviluppo futuri. La nostra intenzione è di continuare ad investire in Sicilia, proponendo collegamenti verso un numero di destinazioni sempre più ampio e in linea con le esigenze di viaggio dei passeggeri: per l’estate 2018 abbiamo lanciato dallo scalo siciliano 6 nuove rotte alla volta di Ancona, Lione, Bilbao, Spalato, Rodi e Zante».

«In una Città che ha recuperato visione progettuale e sensibilità artistica si crea una struttura che sostiene tutto» ricorda il presidente della Fondazione e sindaco di Palermo Leoluca Orlando. «Il restauro del Sipario di Giuseppe Sciuti evoca e conferma l’importanza del Teatro Massimo in una città che negli ultimi anni ha conquistato attrattiva internazionale e vocazione turistica. La sponsorizzazione da parte di Volotea, giovane e dinamica compagnia aerea che ha contribuito allo straordinario sviluppo dell’aeroporto Falcone/Borsellino, conferma ancora una volta che tutto si tiene. Grazie all’importante contributo della Soprintendenza ai beni culturali si realizza, ancora una volta, la preziosa collaborazione tra pubblico e privato o, meglio, la conferma che il rispetto e la promozione di sensibilità artistiche e una visione culturale producono effetti positivi anche sul versante economico e del lavoro, come peraltro accadeva a Palermo nell’epoca dei Florio, della costruzione del Teatro Massimo e della realizzazione del sipario dedicato a Ruggero Re di Sicilia».

Per il sovrintendente Francesco Giambrone «l’importante intervento di Volotea che ci permette di restituire alla fruizione uno straordinario pezzo del nostro patrimonio, che sarà di nuovo possibile per il pubblico vedere all’inizio degli spettacoli, è la conferma di un rapporto privilegiato con un partner per noi molto importante come Volotea. In un anno in cui si sta molto rafforzando la presenza dei privati all’interno della compagine della Fondazione non poteva mancare Volotea che già negli anni passati è stata vicina a noi in occasione di spettacoli che sono rimasti nel cuore dei palermitani, e che adesso si lega a noi per un intervento strutturale che resterà per sempre presente e che arricchisce di bellezza il nostro Teatro. Siamo certi che questa collaborazione andrà avanti ancora nei prossimi anni. Sono particolarmente contento della sinergia molto positiva con la Soprintendenza ai Beni Culturali della Regione Sicilia, che partecipa con la stesura del progetto di restauro e con l’alta vigilanza che garantirà che i lavori siano eseguiti nel modo migliore e scientificamente più corretto. La convenzione appena stipulata ci permetterà altri importanti collaborazioni anche in futuro».
«La collaborazione avviata con la Fondazione Teatro Massimo per il restauro del sipario di Giuseppe Sciuti» per il Soprintendente Lina Bellanca «consente al nostro Istituto di contribuire al recupero ed alla valorizzazione del patrimonio artistico della Fondazione, restituendo alla città, grazie alla sponsorizzazione di Volotea, un'opera d'arte unica e straordinaria. Attraverso la Convenzione autorizzata dal Dipartimento Regionale si potranno sviluppare e promuovere di concerto con la Fondazione attività culturali nei siti regionali di competenza di questa Soprintendenza».

Realizzato tra il 1894 e il 1896 da Giuseppe Sciuti, il sipario del Teatro Massimo fu utilizzato in occasione di ogni rappresentazione a partire dall’inaugurazione del 1897 fino al 1974, quando il Teatro fu chiuso. Il sipario, che misura 14 metri di larghezza per 12 di altezza, rappresenta il Corteo di re Ruggero che esce dal Palazzo reale per recarsi in Cattedrale nel giorno dell’incoronazione e fu realizzato da Giuseppe Sciuti come parte integrante della sala.
Il restauro avrà carattere sperimentale e si configurerà come un progetto pilota che focalizza tra i suoi punti di forza la sinergia strategica e fattiva tra la Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Palermo e la Fondazione Teatro Massimo. Molte fasi propedeutiche e finali legate alla ricollocazione dell’opera saranno a cura della Fondazione che impiegherà il proprio personale tecnico, altamente specializzato nella disciplina della scenotecnica. A ciò si aggiungerà il fatto che la Fondazione dispone di spazi adeguati, i laboratori di scenografia del Teatro, che ospiteranno le varie fasi. Tale collaborazione di energie, oltre a favorire la buona riuscita dell’intervento, incide in maniera significativa nell’economia dei costi determinandone una marcata riduzione rispetto alla prassi. Nelle numerose fasi del progetto grande spazio sarà dato all’indagine diagnostica ed all’uso della tecnologia virtuale.


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Pubblicato il 06 agosto 2018




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