Regina Margherita, Moni Ovadia passa il testimone a Aldo Rapè

Teatro Presentata la stagione 2017/2018 del teatro comunale nisseno firmata per il terzo anno consecutivo dallo strepitoso interprete della cultura yiddish che si è congedato da Caltanissetta a conclusione del suo incarico triennale, proponendo come suo successo l'attore e regista nisseno, che vanta un'esperienza internazionale

Il sindaco Giovanni Ruvolo con Moni Ovadia e Mario Incudine

Nel corso della conferenza stampa di presentazione della stagione 2017/2018 del Teatro Regina Margherita, il direttore artistico Moni Ovadia ha speso parole di gratitudine e affetto per la città di Caltanissetta, e si è ufficialmente congedato dal ruolo di direttore artistico (così come da programma), non prima però di avere designato il suo successore. «Quella a Caltanissetta è stata per me un’esperienza molto fertile che mi ha permesso anche di consolidare il mio straordinario sodalizio artistico con Mario Incudine – ha detto Moni Ovadia -, sempre al mio fianco nell’elaborazione di tutto il progetto. Al termine del mandato triennale affidatomi dal Comune nisseno, mi congedo da questo teatro, dove spero di avere instillato una “voglia di teatro”, felice dello straordinario rapporto che in questi anni si è consolidato con tutta l’Amministrazione comunale, ma in particolare con il sindaco Giovanni Ruvolo con il quale si è instaurato un rapporto di amicizia e di stima reciproca. La stagione 2016 partì un po’ in sordina, lo scorso anno siamo cresciuti e speriamo quest’anno di fare ancora meglio, per poter lasciare a Caltanissetta questo messaggio: il teatro è vita, il teatro è cultura, il teatro è verità, il teatro, se è autentico, non è mai un costo. E noi in questi anni a Caltanissetta abbiamo portato un teatro autentico, con artisti di fama nazionale e internazionale. Mi congedo sereno, certo di aver dimostrato un impegno radicale nei confronti del Teatro. Nel nostro piccolo, e senza alcun interesse di tipo economico, ci abbiamo messo tutta l’energia possibile e una grande determinazione affinché ci sia un futuro per il teatro, che dovrebbe raggiungere ogni luogo. Il teatro non deve essere solo prerogativa delle grandi e centrali città, ma deve raggiungere anche le cosiddette “periferie” che, secondo me, sono il futuro del teatro. E il futuro di questo teatro secondo me ha il volto di Aldo Rapè, un giovane attore e regista nisseno che si è fatto valere anche all’estero, ma anzitutto una persona dalle grandi qualità umane».

Aldo Rapè

Il percorso di rinnovamento culturale a Caltanissetta dunque continua con Aldo Rapè, ma intanto c’è davanti tutta una nuova stagione, quest’anno più ricca e interessante delle precedenti, che Ovadia ha intessuto all’insegna della musica dal vivo. Prenderà il via il 28 novembre la stagione 2017/2018 del Teatro Regina Margherita organizzata dal Comune di Caltanissetta: 12 spettacoli in calendario per il quale sono stati chiamati alcuni dei migliori interpreti della scena nazionale, impegnati in spettacoli di grande successo o in produzioni nuove di zecca. Insomma un cartellone di grande prestigio che mette Caltanissetta al centro della scena teatrale isolana, al pari delle più prestigiose realtà della Sicilia.
«La nuova stagione ha tutti titoli importanti – ha detto Moni Ovadia – spettacoli considerati tra i migliori del panorama nazionale, a partire dallo spettacolo d’apertura, quel “Filumena Marturano” che ha già fatto 300 repliche nei migliori teatri d’Italia e vede in scena quello che viene considerato l’erede di Edoardo De Filippo: Geppy Gleijeses. Ma questa nuova stagione porta, più delle altre, il segno della mia esperienza e di quella di Mario Incudine (condirettore della stagione): noi due veniamo entrambi da una formazione musicale e il fil rouge della stagione è, infatti, la musica dal vivo, presente in quasi tutti gli spettacoli».

 Geppy Gleijeses e Mariangela D'Abbraccio

Dopo Dario Fo, la stagione 2017/2018 del Teatro Regina Margherita di Caltanissetta quest’anno è dedicata a Luigi Pirandello nell’anno in cui ricorrono i 150 anni dalla nascita, che verrà celebrato, oltre che con la messinscena di “Liolà” (un progetto di Moni Ovadia, Sebastiano Lo Monaco e Mario Incudine prodotto dal Teatro Regina Margherita, il Teatro Biondo di Palermo e il Teatro Garibaldi di Enna) anche da un disegno del celebre disegnatore Tullio Pericoli che ha concesso l’utilizzo a titolo gratuito della sua caricatura di Luigi Pirandello, che sarà utilizzata come immagine icona della stagione 2017/2018.
«Moni Ovadia e Mario Incudine hanno acceso i riflettori sulla nostra città – ha detto il sindaco Giovanni Ruvolo– ringrazio Ovadia, in particolare, per aver contribuito a rendere normale questa città che oggi investe sulla cultura. Il rapprto stretto in questi anni è più che un’amicizia, più di una “cittadinanza onoraria”, il nostro è un vero e proprio patto di fratellanza».

Come detto, la stagione prende il via il 28 novembre con Filumena Marturano di Eduardo De Filippo, forse la commedia italiana del dopoguerra più conosciuta e rappresentata. Nel ruolo di Filumena e Domenico due grandi protagonisti della scena italiana: Mariangela D’Abbraccio, che ha iniziato la sua carriera diretta da Eduardo nella Compagnia di Luca De Filippo, e Geppy Gleijeses, allievo prediletto di Eduardo che per lui nel ’75 revocò il veto alle sue opere. Lo spettacolo, diretto da Liliana Cavani, ha già all’attivo più di 300 repliche nei più importanti teatri italiani ed è stato premiato quattro volte con “Le Maschere del Teatro Italiano”.
«La stagione di quest’anno – continua Ovadia – oltre ad annoverare spettacoli importanti, tra i migliori in circuitazione nel panorama nazionale, e star internazionali, si pregia di avere due grandi artisti nisseni: Aldo Rapè e Rosario Petix. In particolare di Aldo Rapè abbiamo prodotto lo spettacolo Giovanna d’Arco – a’ santuzza, frutto di una residenza artistica a Caltanissetta, che debutterà il 3 dicembre al Teatro Regina Margherita. Questa produzione è segno della nostra attenzione agli artisti talentuosi del territorio che nel teatro nisseno, oltre all’ospitalità, hanno trovato anche un concreto supporto».
Giovanna d’Arco – a’ santuzza, che debutterà in prima nazionale il 3 dicembre, ripercorre la vita dell’eroina francese attraverso immagini sceniche, suoni e pochissime parole. Nella messinscena guidata dal regista e attore Aldo Rapè che firma anche la drammaturgia e vede in scena un cast di attrici tutte siciliane, il mondo visionario e rivoluzionario dell’eroina francese, condannata al rogo nel 1431, ha per sfondo la Sicilia, terra di miti e credenze, terra di visioni e contraddizioni.

Rosario Petix

Debutto in prima nazionale anche per l’attore nisseno Rosario Petix, protagonista del monologo Carte false del giornalista Salvo Toscano, che il 27 maggio conclude la terza stagione firmata da Moni Ovadia. Il monologo è ispirato alla vicenda realmente accaduta al siciliano Calogero Marrone, capo dell’ufficio anagrafe del comune di Varese, che fornì documenti falsi a ebrei e antifascisti per salvarli dalle deportazioni, e che finì a sua volta tradito e deportato in un campo di concentramento dove morì poco prima della fine della guerra. Una storia di scelte, in un mondo attanagliato da paure e violenze, che ha una portata universale e che esplora tematiche che travalicano il periodo storico in cui maturò.
Quanto alla prosa, al Teatro Regina Margherita il 17 aprile arriva uno spettacolo diventato un cult, antesignano di tutto il filone, cinematografico e teatrale, di ambientazione scolastica: La scuola. Lo spettacolo diretto da Daniele Lucchetti vede in scena un cast di altissimo livello tra cui l’amatissimo Silvio Orlando. Un dipinto della scuola italiana degli Anni 90 e al tempo stesso un esempio quasi profetico del cammino che stava intraprendendo il sistema scolastico italiano

Il cast di La Scuola

La musica a cui faceva riferimento Moni Ovadia arriva con tutta la sua energia il 16 dicembre con l’Orchestra di Piazza Vittorio che porterà a Caltanissetta Credo, un oratorio interreligioso su testi scritti e scelti da José Tolentino Mendonçache utilizza musiche dell’Orchestra di Piazza Vittorio, di Gioachino Rossini, di Benjamin Britten, di Guillame de Machaut, ma anche canti sufi e canti religiosi elaborati, e a volte riscritti, daMario Tronco, Leandro Piccioni, Pino Pecorelli. Ne scaturisce una preghiera confidenziale, non rituale, che viene restituita dalla musica con estrema libertà stilistica.
Ancora musica il 4 maggio con … e Cammina Cammina di Peppe Barra, attore e cantante partenopeo che ha fatto parte della Nuova Compagnia di Canto Popolare.Attraverso le “possessioni” mimico-gestuali della sua maschera e alle qualità formidabili della sua voce, Barra riesce ad unire la tradizione colta con quella popolare, un esempio unico di memoria tra il barocco napoletano del cinque-seicento e la sua evoluzione moderna, sino alla contemporaneità della world music Un artista straordinario che da più di quarant’anni racconta la sua città, animata da figure semplici, con una cultura profondamente popolare e autentica, una città che palpita, ride e soffre, alla continua ricerca della sua identità.
La programmazione 2017 si conclude il 29 dicembre con l’unico spettacolo di danza della stagione: Romeo e Giulietta 1.1 della Compagnia Zappalà Danza. Il lavoro firmato da Roberto Zappalà rappresenta una rivisitazione e reinterpretazione de “La sfocatura dei corpi” del 2006. Nella versione 1.1 – che fa parte del nuovo progetto Antologia con cui si intende recuperare i lavori più interessanti che hanno lasciato un segno nel tempo e nella costruzione della linea coreografica di Zappalà e della compagnia – il coreografo ha spostato la propria messa a fuoco, concentrandola più sulla individualità di esseri che vivono singolarmente un disagio soprattutto sociale, più che sulla coppia di innamorati.

Vincenzo Pirrotta

Il 2018 si apre sotto il segno di Vincenzo Pirrotta che, accompagnato dalla chitarra di Charlie Di Vita, in Binnu Blues – spettacolo in programma il 13 gennaio, tratto da “Il Codice Provenzano” di Salvo Palazzolo e Michele Prestipino – ripercorre i 43 anni di latitanza del boss corleonese morto nel luglio del 2016. Gli ordini di morte, la falsa religiosità, la trama dei rapporti con gli insospettabili. E di mafia si parlerà anche il 12 marzo in I cento pazzi di Giovanni Guardiano. Un gioco di specchi che parte dai documenti video sul Maxiprocesso che circolano sul web per porre l’accento sul labile confine tra vero-falso, vero-verosimile, vero-teatrale. Dove il vero-tragico, alla fine, sconfina nel vero-ridicolo, che sembra finzione.
Ma fil rouge della stagione è la musica dal vivo che ritroviamo negli altri tre spettacoli della stagione, a partire da Libera Nos Domine il nuovo spettacolo di Enzo Iacchetti che il 16 febbraio proporrà al pubblico nisseno una carrellata di canzoni di Enzo Jannacci, Francesco Guccini, Giorgio Faletti e Giogio Gaber. Uno spettacolo completamente nuovo in cui Iacchetti si stacca dal cabaret per approdare al Teatro canzone, aiutato da effetti speciali coinvolgenti. In scena Iacchetti affronta con ironia e provocazione i tanti dubbi sui tempi moderno, facendo ridere ma soprattutto emozionare, con una rabbiosa delicatezza.

Ottavia Piccolo

Anche Ottavia Piccolo sarà accompagnata dall’Orchestra Multietnica di Arezzo in Occident Express, in programma il 19 aprile. Lo spettacolo, ispirato a una storia vera, è la cronaca di un viaggio, il diario di una fuga, l’istantanea su un inferno a cielo aperto. Un piccolo pezzo di vita vissuta che compone il grande mosaico dell’umanità in cammino. Un’odissea del terzo millennio. Un racconto spietato fra parole e musica, senza sosta.
E saranno accompagnati da musicisti anche Moni Ovadia e Mario Incudine che il 22 maggio porteranno in scena la loro versione di Liolà, uno spettacolo nato da un’idea condivisa con Sebastiano Lo Monaco, prodotto in sinergia dal Teatro Regina Margherita di Caltanissetta, dal Teatro Biondo di Palermo e dal Teatro Garibaldi di Enna nel 150° anniversario della nascita del Premio Nobel agrigentino. «Il testo di Pirandello non sarà affrontato in maniera tradizionale – svela Ovadia –. Non sarà un musical, diciamo che la nostra messinscena guarda un po’ più all’opera popolare. Pur recitando in siciliano, non sarà la versione pedissequa di Pirandello, ma partendo dal testo originale ne faremo una riscrittura assolutamente nuova e originale».

Moni Ovadia e Mario Incudine - ph Antonio Parrinello

«La stagione 2017/2018 è forse la più bella del nostro triennio – ha detto Mario Incudine – con due produzioni importanti, lo spettacolo di Aldo Rapè e il nostro Liolà, che aggiunge un altro tassello a questo percorso culturale: la nuova collaborazione con il Teatro Biondo di Palermo. Con lo spettacolo Il Casellante nato proprio in questo teatro, lo scorso ano abbiamo portato il nome della città di Caltanissetta in ben 80 teatri d’Italia a cui si aggiungono le 40 repliche della nuova stagione che sta per iniziare. E’ stato un grande successo, e ci auguriamo che Liolà possa ricevere lo stesso consenso di pubblico e critica»
Durante la conferenza stampa di presentazione si è parlato anche del progetto della Rete dei teatri siciliani, una iniziativa nata dai comuni di Caltanissetta ed Enna, alla quale hanno aderito 21 realtà teatrali isolane.
«Il progetto della Rete dei teatri cosiddetti “minori”, che poi sono i più grandi gioielli della nostra isola – ha detto Mario Incudine -, procede il suo cammino grazie alla tenacia di sindaci come Giovanni Ruvolo e Maurizio Di Pietro, capofila di questo progetto. E oggi chiedo ufficialmente al sindaco Ruvolo che si faccia promotore con gli altri sindaci della Rete dei teatri affinché Moni Ovadia possa essere ufficialmente nominato presidente di questa iniziativa culturale che mira a far circolare gli spettatori più che gli spettacoli».

Ma la stagione nissena per Moni Ovadia non è totalmente conclusa, ha infatti alcuni progetti da portare a termine, come lo spettacolo che vede collaborare insieme le compagnie teatrali nissene.
«A Caltanissetta le compagnie teatrali si sono sempre parlate a fatica – ha detto l’assessore alla cultura Carlo Campione -. Con questo progetto, ancora in corso d’opera, abbiamo promosso una collaborazione tra compagnie teatrali nissene, affinché possano mettere su, tutti insieme, uno spettacolo teatrale sotto la supervisione di Moni Ovadia. Sarà un grande regalo per tutta la città».

INFORMAZIONI
Inizio spettacoli ore 20.30 Botteghino: tel. 0934 547034, 0934 547599, 3668081037
Gli abbonamenti possono essere acquistati con la Carta dei docenti e i bonus 18app

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