martedì 12 dicembre 2017

martedì 12 dicembre 2017

MENU

Nella Palermo città delle sfide, torna il rock in opposizione di Mezz Gacano

Musica

Esce per Almendra e Lizard, "Kinderheim", quinto disco dell'alter ego musicale di Davide Mezzatesta, multiforme compositore, chitarrista e pittore palermitano che da 32 anni agita l'underground nazionale con la sua musica di frontiera. Con lui la 'piccola orchestra rock' Self-Standing Ovation Boskàuz Ensemble: «Dal 1986 faccio musica senza schemi e confini»


di Manlio Vucotich

«Faccio musica dal 1986: di ogni genere, stile, derivazione e colore. A ogni nuova musica cerco di liberarmi dagli schemi e dai confini che si creano, inevitabilmente, appena ci si rilassa un po' su quel che si crede di conoscere e (terribile e sintomatica parola!) "padroneggiare". Scrivo musica, infatti, per quel bisogno innato, quella esigenza fisiologica, di comunicare all'Universo, ma in primis a me stesso, che esisto ed esistiamo, nonostante l'utile e i guadagni, e quindi anche nonostante le chiese che (in buona o malafede, ma fede pur sempre!) li garantiscono o vorrebbero garantire. Questo album, Kinderheim, è la mia quinta esperienza discografica in 32 anni di far musica».
32 anni di fare musica
: un periodo intensissimo per Mezz Gacano, dapprima progetto poi vero e proprio alter ego di Davide Mezzatesta, multiforme compositore, chitarrista e pittore palermitano, tra i principali agitatori dell'underground nazionale con la sua musica di frontiera, in perenne movimento tra rock, jazz, elementi colti e contemporanei, raptus metallici e Rock In Opposition. Mai come in questo caso, dopo quattro album e tanti anni di musica in formazioni mutevoli al crocevia tra vari generi, Mezz Gacano afferma il suo esistere nella libertà. Lo fa con il ritorno della 'piccola orchestra rock' Self-Standing Ovation Boskàuz Ensemble (da lui fondata nel 2003 e riportata alla luce nel 2016) e con un lavoro ricco di riferimenti, spunti e tensioni tra popular e colto, di connessioni artistiche ed extramusicali, di gioia e piacere nel suonare in un ampio e versatile collettivo. Un disco importante perchè afferma in modo definitivo la spumeggiante musicalità di Mezz Gacano, abile nel rendere "commestibili" esperienze di confine come il Rock in Opposition di Henry Cow e Stormy Six (non a caso è ospite un certo Tommaso Leddi...), ammirevole per la passione e il furore compositivo racchiusi in questo nuovo lavoro che sarà presentato venerdì 1 dicembre al Caffè Internazionale di Palermo.

Davide Mezzatesta in arte Mezz Gacano, foto Fabio Sgroi

Kinderheim è un disco importante anche per Almendra Music, che ne ha curato gestazione e produzione, e che lo pubblica insieme a Lizard Records. Un matrimonio inevitabile, quello tra Mezz e la factory palermitana, non solo per motivi territoriali: se nel 2016 Sonate di terra e di mare, attraverso il violoncello di Giovanni Sollima, ha rivelato un connubio tra passato e presente, tra le composizioni firmate dai giovani artisti nel periodo pre-Almendra e una nuova espressione delle stesse all'inizio di un rinnovato percorso discografico, Kinderheim coniuga passato e futuro, parte da brani scritti da Mezz in più di vent'anni di attività e lancia all'orizzonte una visione collettiva dell'avvenire, con il coinvolgimento di un nutrito team di musicisti che, in tempi e modi diversi, dialogano e si esprimono con Almendra Music. L'ensemble protagonista è composto da Lavinia Garlisi, Dario Compagna, Beppe Viola, Roberta Miano, Mauro Greco, Ornella Cerniglia, Gianmartino della Delizia, Davide Pendino, Francesco Tavormina, Luca La Russa, Simone Sfameli, gli special guest sono Tommaso Leddi (Stormy Six), Gianni Gebbia, Giovanni Di Giandomenico, Giorgio Trombino (Furious Georgie, Haemophagus, Elevators to the Grateful Sky, The Smuggler Brothers), Ruhi Nokoda, Marco Monterosso (La Banda di Palermo, Airfish), Yu Suwon, Valerio Mirone e Simone Giuffrida (Utveggi), Lucio Villanti, Danilo Romancino, N'Hash e Naiupoche.

Nel sorprendente e policromo labirinto sonoro in cui Mezz e i suoi scolaretti si avventurano, Kinderheim si rivela proprio come un album-manifesto: è un quinto LP che ha la capacità di presentarsi come "nuovo debutto" sia perchè è stato concretizzato per la prima volta nello Zeit Studio - l'atelier creativo di Almendra Music da cui stanno nascendo alcune delle perle più interessanti e promettenti della nuova musica nazionale - sia perchè mette insieme sensibilità differenti finalmente unite in un ampio e coerente progetto artistico. Degno di menzione come sempre il lavoro grafico realizzato da Antonio Cusimano aka 3112htm, con una “K” che sintetizza in pieno la molteplicità di segni e direzioni dell'opera di Mezz: «Sulla copertina, accanto ad uno dei vari "Pollock alla caffeina" che compongono l'artwork, campeggia una grande "K" [di “Kinderheim” o di “Koffein”?] fatta di fornelli: da un lato un piccolo tributo alla iconicità che una singola lettera ha assunto in una grande opera del '900, che anche di “fanciullino” a suo modo parla, cioè la "M" del “Mostro di Düsseldorf” di Fritz Lang [riproposta, con una valenza naturalmente Pop, da Mina nel corredo di artwork per Sorelle Lumiere] dall'altro, più semplicemente, un possibile richiamo “generazionale” alla "K" di K album dei 24 Grana».

Gacano e la Self-Standing Ovation Boskàuz Ensemble versione scolaresca


Inner Question. Partiamo dal di dentro. Dal cuore di Kinderheim, ovvero il booklet che mostra una nutrita scolaresca, apparentemente riottosa ma in realtà legata dall’amore per la musica. Una sorta di grande famiglia – in prevalenza palermitana – che anima e scuote l’intero nuovo album.

«La 'scolaresca' parte da lontano, sia per quel riguarda lo spazio-tempo che per le “risorse umane”; ci sono musicisti che provengono da 'luoghi' musicali completamente differenti fra loro: jazzisti, concertisti da camera, producer elettronici, musicisti tradizional-popolari, concretisti, esponenti del Fluxus, saltimbanchi e mangiatori di fuoco».

Kinderheim è un titolo eloquente: orfanotrofio, casa vacanza, colonia. Ci fa venire in mente che la componente nostalgica è spesso prevalente nel panorama musicale odierno, anche se se le pubblicazioni Almendra Music guardano di più al futuro che a un’età dell’oro da rimpiangere, di cui tanti ascoltatori e musicisti sono orfani. Questo vale anche per Mezz Gacano?
«Siamo tutti orfani di 'qualcosa', soprattutto in termini “artistici”, e non da ora, nella secolarizzata civiltà europea e occidentale in genere. “Kinderheim” letteralmente significa “casa dei bambini”, quindi “orfanostrofio”, ma in tedesco lo trovi anche col significato di “colonia”: un luogo in cui i bambini possono stare in sicurezza. In questo caso particolare per me ha anche una connessione diretta ad uno dei musicisti a cui faccio spesso riferimento, ovvero Tommaso Leddi degli Stormy Six: “...acchiappacitrulli/kinderheim...” è un verso de Il labirinto contenuto in L'apprendista, album che quest'anno compie quaranta anni (il doppio di quanti ne compie Mezz Gacano). Per me è stata entusiasmante la possibilità di ospitare in Kinderheim il disponibilissimo Tommaso, che non finirò mai di ringraziare!».

Alla fine del 2016 hai riportato alla luce il Self-Standing Ovation Boskàuz Ensemble, protagonista di Kinderheim. Quali sono le caratteristiche di questa piccola orchestra rock rispetto alle altre creazioni targate Mezz?
«Il SSOBE è una perfetta combinazione di Rock/Folk/Pop band miscelata con un sestetto da camera, per poter dare 'sfogo' anche alle soluzioni più arzigogolate della mia scrittura, ma anche potenzialmente al servizio di altre scritture “compatibili nella libertà”».

Questo tuo nuovo album ha due caratteristiche principali: la coralità e la “geometria variabile” dell’organico a seconda dei brani. Qual è il filo conduttore che lega l’intera operazione?
«Il filo conduttore sta nel pensiero, nelle cellule compositive (o se preferiamo 'moduli') all'interno di ognuna delle composizioni, che anche se scritte nell'arco di molti anni – alcuni brani risalgono al 1993 – hanno una sorta di DNA in comune».

Per gli appassionati della grande e trasversale storia del Rock In Opposition (RIO) spuntano due nomi chiave: Tommaso Leddi (ospite in Pic-Nic, di cui è anche autore, e in altri brani) e gli Henry Cow (ispiratori di Bitter(N) Stormy Over Vesuvio). Cosa ti affascina di questo movimento?
«Del Rock in Opposition mi piace l'idea 'primordiale' di musica, cioè concepire la musica, o più ampiamente l'arte, come forma di comunicazione, che richiede quindi attenzione reciproca, e non come 'arte fine a se stessa' (tema e dilemma che ha attanagliato tutti gli avanguardisti del '900):arte – o se ti piace di più, artigianato – per tutti!»

Il ricco ensemble di Kinderheim ha il suo baricentro palermitano anche se guarda all’Italia e al mondo. Palermo Capitale della Cultura del 2018, Palermo sede operativa di Almendra Music e città natale di Mezz: per chi fa musica e arte in generale, quali sono le opportunità e le sfide che lancia la tua città? Quali invece i limiti?
«Eh, Palermo è “la città delle sfide”! Lottano tutti, dalla massaia che fa la spesa al mercato a qualsiasi direttore di teatro o istituzione e ovviamente “lottiamo noi”. Va da sè che questo “tessuto di emozioni”, positive o negative che siano, è l'humus di cui si nutre qualsiasi artigiano del capoluogo siciliano: avere la ambigua fortuna di esserci nati, e poi fuggiti , tornati, ri-fuggiti e ri-ritornati, è già di per se una (per)forma(nce) artistica!. I limiti sono quelli di sempre, ma credo che sia un problema nazionale, tutt'altro che limitato a Palermo».


Negli ultimi tempi lo Zeit Studio, gli studi di produzione Almendra Music a Palermo, si è rivelato ambiente creativo stimolante come pochi: quanto è stato determinante il luogo e il suo clima per la riuscita di Kinderheim?
«Se con “clima” ti riferisci all'umidità, devo dire che funziona alla perfezione per mettere in coltura nuove forme di vita! Lo Zeit per me è come andare a casa di un fratello, anzi di una zia che ti coccola e si prende cura di te, nutrendoti e mettendoti a tuo agio davanti al camino. Lavorare con Luca, Danilo e Gianluca, e Antonio, è stato come tornare fra i banchi di scuola, anzi, meglio: come tornare all' ”orfanotrofio”!».

Introducing Mezz Playlist. Sei uomo e artista di notevole curiosità, la tua musica lo dimostra in pieno. Cosa c’è attualmente nelle tue cuffie?
«Potrei forse deluderti, nella mia lista degli ascolti nel giorno di oggi ci sono: Ruth Brown, Roberto Gatto, Ferdinand et les Philosophes, Boom, Victim's Family, Gilgamesh, Fred Ho e Zap Mama».

Questa sorta di “Centipede sicula”, questa big band mutevole, andrà anche dal vivo o stai immaginando soluzioni diverse?
«Il SSOBE ha già suonato dal vivo in questo ultimo anno, peraltro facendo sempre il pienone, anche, a Palermo, in luoghi come il Teatro Biondo e l'Auditorium della RAI. Il prossimo live sarà l'1 dicembre al Caffé Internazionale, un club in città sempre attento e aperto ad accogliere musiche e arti diverse dal solito, e che in questa occasione accoglierà il live del SSOBE (con ospiti speciali...) per presentare l'album dal vivo. L'idea è quella di portare tutto l'ensemble in giro per il mondo intero, ma per ovvie limitazioni di mercato sarò costretto ogni qualvolta ad 'adattare' il gruppo, che per fortuna è molto flessibile, la qual cosa comunque è anche stimolante e apre a sempre nuove possibilità.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 29 novembre 2017





TI POTREBBE INTERESSARE

La Settimana internazionale di musica sacra si fa in tre

Ai consueti concerti previsti al Duomo di Monreale si aggiungono quelli di Palermo e Cefalù ospitati in alcuni monumenti del percorso arabo normanno Unesco. Si parte il 12 dicembre con un concerto dell'Orchestra Sinfonica Sicilia diretta Lior Shambadal

Catania centro internazionale della classica con la S.C.A.M.

Torna sotto la presidenza di Tony Maugeri la Società Catanese Amici della Musica che il 10 novembre inaugura la nuova stagione con la pianista americana Haley Morgan Myles. Il direttore artistico, il pianista Daniele Petralia: «Fare rete e sistema sono oggi gli unici metodi per arrivare a un ampio pubblico»

"Of Shadows" le ombre di Fabrizio Cammarata girano l'Europa

Il 17 novembre esce il nuovo disco del cantautore palermitano, attualmente in tour in Germania, Francia, Inghilterra, Belgio. Poesie della notte accompagnate da un sound intenso, capace di penetrare sotto pelle

Beatrice Campisi, siciliana al Nord: «Nella mia musica le radici isolane»

"Il gusto dell'ingiusto", disco d'esordio della cantautrice avolese in uscita a dicembre, è nato a Pavia, dove da 5 anni vive, ma porta a compimento un lavoro iniziato otto anni fa in Sicilia che non vide mai la luce per cause non dipendenti dalla sua volontà. Il 3 novembre esce il primo singolo "Avò": «Ciò che sperimentiamo e ricordiamo è quello che siamo»

La libertà di Colapesce è "Infedele"

Esce oggi il nuovo album del cantautore siracusano, un disco fuori dai vincoli di genere, che sarà presentato live a partire da genniao. A Catania toccherà prima al negozio di dischi Rock 86 (21 novembre) e poi al Teatro Odeon (24 gennaio) per la stagione dell'Ame

Ecco D'acqua e di rosi, il canzoniere d'amore di Mario Incudine

E' uscito per Finisterre il primo dei quattro dischi che il cantautore ennese ha in programma entro un anno. Una romantica suite, una lunga lettera d’amore, una appassionata serenata tutta in lingua siciliana in 13 brani. In programma due nuove presentazioni, il 30 settembre a Siracusa e l'1 ottobre nella sua Enna