L’arte del rock ovvero il canto libero di Sasha Vinci

Musica "Non ho paura” è il secondo singolo che accompagna l’uscita dell'album "Mercurio", progetto cantautorale dell’artista visivo ibleo Sasha Vinci, che ha deciso di utilizzare, per la prima volta in maniera diretta e totalizzante, il potere evocativo, metaforico e incisivo delle parole. L’album nasce a quattro mani insieme col musicista Vincent Migliorisi e rappresenta un canto rock liberatorio ed espressivo, che prende forma nell’isolamento del lockdown

“Non ho paura” è il secondo singolo che accompagna l’uscita dell’album Mercurio, progetto cantautorale dell’artista visivo ibleo Sasha Vinci, che ha deciso di utilizzare, per la prima volta in maniera diretta e totalizzante, il potere evocativo, metaforico e incisivo delle parole. L’album nasce a quattro mani insieme col musicista Vincent Migliorisi e rappresenta un canto rock liberatorio ed espressivo, che prende forma nell’isolamento del lockdown, per riportare l’attenzione alla natura instabile e contraddittoria dell’essere umano che ha la capacità, indifferentemente, di toccare gli abissi e di intraprendere un volo “magnifico”.

Sasha Vinci

I testi raccontano di storie interrotte, di eventi di cronaca, di emozioni forti e distruttive: di rabbia, collera e amore, ma anche di noia e di paura, senza veli né ipocrisie. Come in “Non ho paura” che, contrariamente a quanto esprime il titolo, parla proprio di una costante dell’essere umano: la paura. Nel testo l’autore evoca delle immagini forti e tragiche come quando parla di “carne di sale”, un riferimento ai migliaia di morti del Mediterraneo, di cui egli è geograficamente testimone o di “una cattedrale che crolla”, metafora di una fede in declino e di una spiritualità perduta. Da un’atmosfera inquieta iniziale emerge il delay di una chitarra che traghetta l’ascoltatore verso un approdo sicuro, dove il leitmotiv “Non ho paura” restituisce fiducia ed esorcizza lo stesso sentimento.

Il 41enne Sasha Vinci (1980) vive a Scicli, nel Ragusano. Il fondamento della sua ricerca si basa sulla continua sperimentazione e dialogo tra differenti media artistici quali performance, scultura, disegno, pittura, scrittura e musica; linguaggi grazie ai quali l’artista s’interroga sulle complessità dell’esistente, per giungere a una visione ampia e plurale. La performance è il mezzo espressivo da cui spesso l’intero progetto si origina: è frutto di uno sforzo collettivo e parla di trasformazione sociale, di coesione, di resistenza politica.

Da sempre interessato alla simbologia, studia i rapporti numerici sottesi alla natura e alla musica, attinge alle teorie platoniche e pitagoriche che trattano dell’armonia e dell’ordine dell’universo, e utilizza oggetti, strumenti e simboli tipici della tradizione siciliana, adattandoli a nuovi contesti. Porta avanti inoltre la ricerca sul Multinaturalismo che esprime, attraverso diversi media, la necessità che ha l’essere umano di immaginare, attraverso nuove forme e configurazioni, delle vie alternative d’interazione e convivenza con le altre specie animali e vegetali, evitando la distruzione degli habitat. L’artista sperimenta anche con la parola e con il linguaggio: disegna parole in LIS, combina nuovi slogan e manifesti politici, inserisce nei disegni lettere sparse, da decifrare. Infine, lavora con la parola scritta e cantata, per dare voce a urgenti riflessioni sociali e politiche e per manifestare le luci e le ombre dell’età contemporanea. Dal 2013 collabora attivamente con il musicista Vincent Migliorisi per dare vita agli arrangiamenti musicali e all’apparato sonoro che accompagna le performance e i video d’artista: il suono diventa una costante nelle opere e nei progetti che realizza.

Il lavoro di Sasha Vinci è stato presentato ed esposto in musei, spazi no profit, biennali, rassegne artistiche, università nazionali e internazionali e teatri come: Reggia di Caserta; MACRO – Roma;  MAMbo – Bologna; Manifesta12 – Palermo; Villa D’Este – Tivoli; FuturDome – Milano; Centro Culturale La Mercè, Girona-Barcellona; Università Ca’ Foscari – Venezia; NYU School of Engineering – New York; Art Centre dell’Università di Silpakorn – Bangkok; Teatro La Fenice – Venezia. Dal 2016 è rappresentato dalla galleria aA29 Project Room.

A marzo 2020, quando il mondo si è fermato, l’artista Sasha Vinci ha scelto di rispondere al silenzio, alle distanze e all’isolamento imposto dalla pandemia, con la creazione di un nuovo progetto fatto di parole e di canto, di note e di musica, in collaborazione con il musicista Vincent Migliorisi, co-autore dei brani, e con il sostegno di aA29 Project Room.

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