venerdì 20 settembre 2019

venerdì 20 settembre 2019

MENU

Il prestigioso World Press Photo torna a Palermo

Fotografia

Il più importante concorso di fotogiornalismo internazionale sarà in mostra a Palazzo Drago dal 6 settembre al 6 ottobre


di Redazione SicilyMag

Una bambina hondurena piange mentre la mamma viene perquisita al confine tra Stati Uniti e Texas. Una ragazzina cubana festeggia la sua quinceañera, diventa maggiorenne a 15 anni e anche una potenziale sposa. Due tifose iraniane sono tra le uniche donne ammesse a seguire la finale della Champions League asiatica. Un ex marine statunitense fa il bagno a casa dopo essere stato stuprato sotto la doccia durante l’addestramento militare. Questi sono solo alcuni degli scatti più belli del mondo ad aver vinto il World Press Photo, il più importante concorso di fotogiornalismo internazionale che, per il terzo anno consecutivo, sarà in mostra a Palermo.

Organizzato dall’omonima fondazione olandese dal 1955, arriva in Sicilia grazie all’impegno di Cime di Vito Cramarossa. L’esposizione 2019 del World Press Photo sarà ospitata da venerdì 6 settembre a domenica 6 ottobre a Palazzo Drago Airoldi di Santa Colomba, al civico 382 di via Vittorio Emanuele, la storica dimora settecentesca con stucchi del Serpotta appartenuta al marchese Casimiro Drago nel cuore del Cassaro.

Crying Girl on the Border di John Moore dell’agenzia Getty Image

Palermo anche per quest’anno è stata così scelta tra le 100 città del mondo, in oltre 45 paesi, che ospiteranno gli scatti inediti della nuova edizione di World Press Photo, confermandosi una delle tappe più seguite in Italia. Cime, che da anni si occupa dell’organizzazione di eventi nazionali e internazionali, rappresenta infatti uno dei più importanti exhibition partner in Europa della Fondazione World Press Photo di Amsterdam che, dopo il successo della mostra al Teatro Margherita di Bari e l’imminente tappa nel capoluogo siciliano, esporrà la mostra anche all’Ex borsa valori di Torino e a Napoli.

In mostra a Palermo ci saranno le 144 foto selezionate come immagini che raccontano il 2018. Tra queste anche la vincitrice del primo premio, il World Press Photo of The Year 2019. Si tratta di “Crying Girl on the Border” di John Moore dell’agenzia Getty Image, uno scatto che immortala Yanela, bambina honduregna di circa due anni, durante un pianto disperato mentre sua madre, Sandra Sanchez, che la teneva in braccio, viene costretta da un agente della polizia di frontiera americana al confine con il Messico a metterla a terra per essere perquisita.

Le foto vincitrici di quest’anno sono state scelte tra le 78.801 fotografie di 4.738 fotografi che hanno partecipato al concorso da 129 Paesi diversi. La giuria che le ha selezionate era presieduta da Whitney C. Johnson, vicepresidente della sezione del National Geographic che si occupa di contenuti visivi. Tra i giurati c’erano anche il fotografo Neil Aldridge, la curatrice Yumi Goto, il fotografo di Getty Images Nana Kofi Acquah, il responsabile dei progetti speciali di Time Paul Moakley, la fotogiornalista Alice Martins e la fotogiornalista di Associated Press Maye-e Wong


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 05 agosto 2019





TI POTREBBE INTERESSARE

Cartografie visive, un atlante immaginario di Catania

Dal 12 al 30 settembre alla GAM di Catania la mostra realizzata dagli studenti del corso di Fotografia per i beni culturali dell’Accademia di Belle Arti. Il docente Rosario Antoci: «L'esposizione, frutto di tre anni di intenso lavoro, è una mappatura illusoria e soggettiva della città etnea che mira a creare un rapporto rigenerato con il centro urbano»

Gibellina Selfie, lo sguardo di tre generazioni sarà l'icona della città nuova

Organizzato dall’Associazione culturale On Image e co-organizzato dalla Fondazione Orestiadi, con la direzione artistica di Arianna Catania, ritorna dal 26 luglio al 31 agosto Gibellina PhotoRoad, il primo festival di fotografia “open air” e “site specific” d’Italia. Il 23 luglio Joan Fontcuberta donerà un collage di 6075 immagini inviate dai gibellinesi all'artista catalano

Roberto Strano: «La prima cosa da fare è fotografare con gli occhi»

Il fotografo catanese (calatino d'adozione), fotoreporter in giro per il mondo, durante un incontro a Mistebianco ha snocciolato un po' i segreti della sua arte: «Il rapporto diretto con le persone ti aiuta a capire molte cose. Preferisco la pellicola ma il mezzo è secondario;prima bisogna uscire senza macchina fotografica e guardare, fotografare con la testa»

Gli scatti poetici di Primo Vanadia alla 58a Biennale di Venezia

Dall'11 maggio al 24 novembre, il fotografo palermitano racconterà la Sicilia nel padiglione della Repubblica Araba Siriana

La pazienza nodosa dell'ulivo antidoto contro "l'incivile civiltà"

Al Centro internazionale di fotografia, ai cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, prosegue fino al 17 febbraio la mostra fotografica "Dove cresce l'ulivo" collettiva a cura di Dario Guarneri

Tiziana Blanco: «L'eredità araba della Sicilia ancora oggi ponte fra culture»

Esposta per la prima volta a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, la mostra "Il tempo. L’anima antica del futuro" della fotografa siracusana è a Montalbano Elicona. Le radici odierne della Sicilia araba si affiancano a Sharjah e Dubai, città d'avanguardia degli Emirati: «Sarà interesse reciproco continuare a far dialogare le nostre due culture, il presente col passato»