Dei perduti affetti

Eventi Lunedì 24 ottobre a Catania le Cantate di Nicola Fago eseguite dal controtenore Riccardo Angelo Strano

Terzo prestigioso appuntamento del 6° Festival Internazionale del Val di Noto Magie Barocche, guidato dal direttore artistico Antonio Marcellino, che presenta nella sua città e in particolare nel principesco Palazzo Biscari di Catania, un concerto di preziose e notevoli rarità assolutamente da riscoprire e da assaporare.

Chiamata ad eseguire il concerto del 24 ottobre, dal suggestivo titolo “Dei perduti affetti”, sarà la Cappella Musicale Santa Teresa dei Maschi insieme alla voce straordinaria (nel senso letterale del termine) del controtenore catanese Riccardo Angelo Strano, che proporranno al fedele e affezionato pubblico le Cantate a voce sola di Nicola Fago (1677 – 1745), compositore formatosi presso la gloriosa Scuola napoletana.

La Cappella nasce a Bari come istituzione culturale e musicale per la valorizzazione artistica del ricco e, per certi versi, ancora poco noto patrimonio musicale e teatrale dei secoli XVII e XVIII. L’ensemble ha sede nell’incantevole cornice della Chiesa barocca di Santa Teresa dei Maschi e ha come fine di sviluppare, promuovere e diffondere ad ogni livello la ricerca, lo studio e la produzione musicale e teatrale dei tesori che vanno dai compositori seicenteschi fino agli autori del Settecento pugliese, con l’obiettivo di contribuire concretamente alla crescita socio-culturale e alla riqualificazione del contesto territoriale in cui opera. Questo progetto si articola in una compagine orchestrale (che in particolari occasioni si divide in gruppi da camera) e in un parco di voci soliste, che lavorano insieme o separatamente sotto la guida del M° Sabino Manzo, che è anche direttore artistico dell’iniziativa e ha vinto prestigiosi premi e riconoscimenti. Il direttore al cembalo guida Giuseppe Petrella (tiorba e chitarra barocca in alternanza), Claudio Mastrangelo (violoncello barocco) e Davide Milano (violone).

L’Orchestra barocca Santa Teresa dei Maschi utilizza strumenti antichi, segue i principi della historically informed performance e qui continua la sua ricerca sulla musica inedita della terra di Puglia, proponendo le cantate a voce sola di Fago, detto il «Tarantino».

L’ensemble interpreta la sua opera insieme al controtenore Riccardo Angelo Strano, nato 28 anni fa a Catania, dove ha anche iniziato gli studi di canto presso l’Istituto Musicale Vincenzo Bellini, poi proseguiti presso il Conservatorio Reale de L’Aja in Olanda. Anche lui, come il M° Manzo, ha ottenuto premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali. A settembre di quest’anno è uscito il suo primo disco da solista per l’etichetta londinese Toccata Classics, una prima discografica mondiale di cantate a voce sola composte da Fago. Questo, dunque, è un concerto di presentazione del CD “Francesco Nicola Fago, cantatas and ariettas for solo voice and continuo” a Catania per il Festival Magie Barocche, dopo la piazza di Bari. È stato registrato, infatti, dal 27 al 29 maggio 2015 nella citata Chiesa di S. Teresa dei Maschi.

È stato detto di lui: «Bel colore, emissione sempre morbida e omogenea, con un uso sapiente e rarissimo del passaggio di registro, ottima pronuncia, bel fraseggio, belle agilità, grande espressione e musicalità, in particolare nelle ardite variazioni, composte da lui stesso!». Per tutto il Settecento, ai più famosi cantanti, in particolare i castrati, è piaciuto improvvisare e introdurre ornamenti per mostrare la loro sorprendente capacità di mantenere l’agilità della voce attraverso tutta la sua gamma e in tutto questo Strano, con gusto e competenza, segue la prassi esecutiva del tempo.

Per introdurre contrasto e varietà, il programma del concerto prevede, oltre alle cantate ed ariette di Fago, interludi strumentali di Scipriani, Kapsberger e Corbetta. In particolare, le cantate hanno i seguenti titoli: All’or ch’in dolce oblio, Questo povero cor, Come viver poss’io, Lagrime di cordoglio, Quanto invidio la tua sorte e Quall’or non veggio. Le due ariette o arie brevi sono Tormentata e Lusinga di chi pena, mentre i pezzi per soli strumenti che inframmezzano i brani vocali sono: l’inedita Sinfonia di violoncello solo e basso del pugliese Francesco Paolo Scipriani, la Capona di Giovanni Girolamo Kapsberger (soprannominato il “tedesco della tiorba”) e la Partie de Chacone di Francesco Corbetta (virtuoso della chitarra barocca, al servizio di Luigi XIV).

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